L’aquilone

di Anna Mazzitelli

Solo chi era con noi il 2 giugno può rendersi conto di come Filippo stesso abbia saputo organizzarsi la giornata del suo compleanno nel modo migliore: è riuscito a incastrare eventi e persone all’ultimo minuto (le 11 della sera prima) che se ci avessimo provato noi appositamente non ci saremmo mai riusciti, e infatti noi stavamo cercando di combinare una giornata per sabato, ma Filippo evidentemente l’ha voluta per venerdì.

Quanto a voi, che vi siete seduti alla nostra tavola, che avete condiviso con noi quelle ore così liete e leggere, che avete portato armi, dolci e regali e che siete stati voi stessi regali, sebbene non abbiate conosciuto Filippo, sono certa che l’avreste trovato irresistibile, col suo broncio finto, dal quale facilmente scappavano sorrisi.

Grazie per essere stati con noi, per aver festeggiato, per aver camminato, chiacchierato, per aver riso e per aver pregato.

Grazie per aver portato l’aquilone da far volare, che ci ha costretti a guardare tutti assieme verso il cielo.

Non potevamo sperare in una giornata migliore e in una compagnia più dolce.

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Anna

 

Filippo 11

Cari amici,

venerdì prossimo sarà di nuovo il 2 giugno e saranno trascorsi 11 anni dal giorno in cui Filippo venne alla luce.

Diversamente dagli scorsi anni, non ci sentiamo di organizzare alcun evento particolare. Vorremmo dedicare il prossimo fine settimana al riposo, nella nostra casa in montagna, e alla preghiera.

Siete ancora in tanti a seguirci e a tutti voi, in occasione di questo compleanno di Filippo, che da dove si trova certamente festeggerà con noi, chiediamo di fare una cosa semplice ma che sappiamo essere la più importante: partecipare alla Santa Messa e pregare per le sue 7 intenzioni, che qui sotto riporto. Noi affideremo a Filippo tutti voi, i vostri cari e le vostre intenzioni.

Grazie

Anna e Stefano

  1. Per tutti i bambini malati, che il Signore doni sollievo alle loro sofferenze e doni conforto e speranza alle loro famiglie
  2. Per tutti i nonni, che il Signore li custodisca e li sostenga
  3. Per Francesco e Giovanni, che Gesù li protegga sempre
  4. Per mamma e papà, perché siano sempre uniti e si vogliano sempre bene
  5. Per le persone che non credono, perché siano illuminate dalla Grazia e trovino Dio
  6. Per le coppie che non riescono ad avere bambini, perché possano averli, o, in alternativa, riescano ad aprirsi alla vita in altri modi e si sentano comunque genitori
  7. Per i bambini nelle pance, quelli che hanno dei problemi, che rischiano di non sopravvivere, e quelli che sono rifiutati dai loro stessi genitori, affinché il Signore li protegga, li guarisca e li salvi.

Buon compleanno

Bambino mio,

che per volontà di Dio resterai sempre in bambino, e questo mi commuove e mi solleva, perché uno spirito puro e delicato come il tuo farebbe fatica in questo mondo così strano e contraddittorio e difficile.

Bambino mio, che sei così presente che l’altro giorno, in macchina, ho dovuto girarmi e guardare al tuo posto vuoto per essere sicura che non fossi lì con noi anche fisicamente.

Bambino mio, che avevi sempre quell’aria da folletto, l’aria di uno che ha capito le cose importanti, che la sa lunga, e che sorride dell’affanno di chi gli sta intorno.

Bambino mio, che manchi, ma poi ci sei in un modo tuo tutto speciale, come è sempre stato, e più ci penso e più capisco che davvero non eri fatto per questa vita, ma per una vita più grande e più bella, più vita.

Bambino mio, che mi hai messo una tale sete di paradiso che non faccio che pensare e desiderare la parte bianca della corda.

Bambino mio, che malgrado le mie debolezze e i miei errori e i miei difetti, mi aiuterai a camminare nella giusta direzione, tenendomi per mano, e non mi lascerai sbagliare troppo, così prima o poi staremo di nuovo insieme.

Bambino mio, che mi mancano i tuoi capricci, i tuoi musi, le tue frasi sagge, le tue mani sempre nelle mie, le corse che facevi la mattina appena sveglio, dalla camera al bagno, fingendo di essere Flash, e soprattutto lo sguardo e il sorriso che avevi in quei momenti.

Bambino mio, che sta iniziando l’estate, e tu in Paradiso non soffrirai il caldo, e ti vedo, con la maglietta corta e la bandana bagnata in testa, che ti passi il dorso della mano sulla fronte, e sbuffi, ma è solo per provocarmi, perché, ammettilo, aveva ragione la tua mamma, in Paradiso si sta veramente bene.

Tanti auguri, bambino mio.

Mamma

2 giugno

Sono passati tre mesi dall’ultima volta che ho scritto qui.

Tre mesi lunghi, tre mesi di salite e discese, tre mesi di impegni frenetici e di momenti di vuoto.

Tre mesi in cui ho pensato di non avere nulla da scrivere, che fosse di interesse o di aiuto per me e per chi leggeva, e quindi ho preferito tacere. Tre mesi in cui mi sono scritta in privato con tanta gente, creando o consolidando conoscenze e amicizie.

Rompo il silenzio solo per lanciare un invito, per il prossimo 2 giugno, per il compleanno di Filippo.

Come l’anno scorso, stessa modalità, faremo dire una Messa nella Parrocchia di San Giovanni Battista de Rossi (Via Cesare Baronio 127, angolo Via Latina), alle ore 18:30.
(La Messa sarà celebrata per varie persone, tra cui Filippo e anche Aurora).

Seguirà, per chi vuole, un momento di condivisione nel cortile dell’oratorio (o in una sala, se dovesse essere brutto tempo), con quello che ciascuno porterà e metterà in comune. Dolce o salato, chi vuole liberamente scelga cosa preparare. Alle stoviglie e alle bibite penseremo noi.

Riproponiamo, come lo scorso anno, lo scambio dei libri: chi lo desidera può portare un libro (o più di uno) da donare e prenderne uno (o più) in cambio, come ricordo della serata.
Libri usati, mi raccomando, e di qualsiasi tipo, libri per bambini, per ragazzi, per adulti, libri scolastici, libri illustrati, mattoni o fumetti… quello di cui vi volete liberare forse è proprio quello che qualcun altro desidera portarsi a casa, chissà.

L’invito è aperto a tutti, chiunque di passaggio vuol fermarsi a curiosare sarà il benvenuto. Saremmo davvero contenti di avere con noi la ragazza della foto.

Ci vediamo tra dieci giorni.

Anna

 

 

Tu

di Anna Mazzitelli

Ciao tu, che oggi avresti compiuto nove anni, che sei nato in un pomeriggio estivo mentre fuori grandinava, e che il giorno del tuo compleanno pioveva sempre.

Ciao tu, che chissà dove sei e che sei sempre vicino a me, che certe volte riesco a sentire il tuo odore, il tuo respiro, i tuoi sbuffi e i tuoi sorrisi.

Ciao tu, che quando ti dicevo che avevo un’urgenza correvi a darmi un bacio, e mi sommergevi di amore, tanto che mi deve bastare finché non ci incontreremo di nuovo.

Ciao tu, che amavi l’arancione, e ogni cosa arancione che vedo mi parla di te.

Ciao tu, che eri intelligente, e comprendevi le cose, e volevi sapere tutto, e facevamo discorsi da grandi, ma he poi eri il mio piccoletto, e avevi bisogno di coccole e di rassicurazioni.

Ciao tu, che ti fidavi di me, e non eri capace di dirmi di no.

Ciao tu, che accarezzavi il nostro gatto, e non volevi che uccidessi le formiche e i ragni, e che ti stupivi davanti al mondo, alla natura e al bello.

Ciao tu, che rimproveravi i tuoi fratelli e ti lamentavi sempre di loro, ma poi senza di loro non ci sapevi stare.

Ciao tu, che io e te eravamo un’unica cosa, e adesso mi manca un pezzo, e devo ancora imparare a vivere senza.

Ciao tu, che mi hai insegnato come si prega, come si spera, come si accetta e come si ringrazia.

Ciao tu, che so che non mi lascerai sola, e che non mi lascerai essere triste, e che farai in modo che riesca a smettere di piangere, in questo momento, mentre scrivo, che non vedo più la tastiera, e mi farai ricordare di una cosa che mi farà sorridere.

Ciao tu, che l’hai appena fatto. Grazie.

Ciao tu, ti voglio bene.

Mamma

E’ festa

di Anna Mazzitelli

Il 2 giugno Filippo avrebbe dovuto compiere nove anni.

Qualche tempo fa abbiamo ricevuto la mail di una coppia di sposi che ha perso un figlio, Emanuele, qualche anno fa per un incidente stradale.

Ci raccontavano che ogni anno, il giorno del compleanno di Emanuele, organizzano nella loro parrocchia un pomeriggio assieme ai suoi amici, i quali giocano una partita di calcio in suo ricordo, dopo un momento di preghiera comune.

Io e Stefano ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare per il compleanno di Filippo, e ispirati da questa coppia abbiamo deciso di organizzare qualcosa per il 2 giugno.

Presso la nostra Parrocchia di adozione, San Giovanni Battista de Rossi, Via Cesare Baronio 127 (angolo Via Latina), Roma, faremo ricordare Filippo nella Messa vespertina delle 18:30.

Dopo la messa ci sarà un momento di condivisione nel campetto dell’oratorio, accanto alla Chiesa, con qualcosa da mangiare e un po’ di musica, per passare una serata di inizio estate assieme (sempre che non piova, in tal caso andremo in una delle sale dell’oratorio).

Lo scrivo qui perché vorrei che, oltre ai parenti, gli amici e le persone che frequentiamo in genere (che naturalmente sono tutte invitate a partecipare), chiunque passi anche per caso e si senta coinvolto possa raggiungerci.

Vorrei che le persone che ci conoscono solo attraverso questa pagina internet e che si ricordano di noi nelle loro preghiere, e condividono con noi le stesse fatiche e le stesse speranze, si sentissero libere di partecipare, perché tante persone ci hanno scritto o ci hanno mandato messaggi dicendoci che sentono il nostro Filippo vicino quando si rivolgono a lui, e mi piacerebbe che ci trovassimo tutti assieme, per fare festa al nostro bambino che sta in Cielo.

Non so valutare se saremo 20 persone o 200, quindi chiedo a ciascuno di quelli che intendono partecipare anche al momento di condivisione dopo la Messa, di portare qualcosa da mangiare (dolce o salato, a scelta) da condividere con gli altri. Non tanta roba, ciascuno quello che basta per sé, così ci sarà da mangiare per tutti. Noi penseremo alle stoviglie, mentre ai parenti che leggono (e quelli che non leggono saranno debitamente istruiti) chiediamo di portare da bere (acqua, bibite, se volete anche vino).

L’ultima cosa: vorrei che ogni persona che parteciperà potesse tornare a casa con un ricordo della serata. Dopo attenta analisi e valutazione di cosa potesse essere fattibile e poco impegnativo per tutti, abbiamo pensato di proporre uno scambio di libri.

Una delle cose che a Filippo piaceva di più fare con noi, e a noi con lui, era leggere: poteva ascoltarci per ore, accoccolato sul divano o sul letto, con la testa appoggiata sulla nostra spalla.

Attrezzeremo quindi uno spazio in cui ogni persona che arriva potrà lasciare un libro. Un libro qualsiasi, preso dalla libreria di casa, un libro che non serve più, già letto o mai letto, per adulti o per bambini, interessante o noioso… Per ogni libro che si lascia, alla fine della serata se ne prenderà uno in cambio (se volete tornare a casa con tre libri, portatene altrettanti!), e non è detto che tutti troveranno quello che sognavano, lo scopo è solo quello di portare a casa qualcosa che ingombra poco, che non richiede manutenzione, che può essere riposto facilmente, e soprattutto che può costituire un ricordo della serata e far pensare a Filippo. Non comprate libri nuovi, va benissimo una cosa che avete già a casa.

Ci vediamo il 2 giugno alle 18:30. Ci contiamo.

Uno in meno

di Stefano Bataloni

Alcuni giorni fa ho festeggiato il mio 44 esimo compleanno. È stata una buona giornata: sveglia alla solita ora, un po’ di moto, colazione, uscito di casa con qualche minuto di ritardo, fatto un salto a salutare Filippo per affidargli come tutte le mattine mamma Anna e i suoi fratellini, amici piccoli e grandi che in questo momento lottano contro il cancro, bambini e ragazzi figli di amici e conoscenti che sono in difficoltà, nonno Pino e zia Gloria e tutte quelle persone che ci leggono qui e ci sono vicine.

Poi in ufficio, a raccogliere abbracci e auguri e a condividere una eccellente pastiera napoletana fatta da Anna. Quindi la dose quotidiana di lavoro e per finire, cena con Anna e i bambini, mia madre, mia sorella e mia nipote a base di pizza, supplì e torta al cioccolato con candeline.

Molta serenità, gioia e tranquillità.

Sono anche arrivati dei regali molto belli: uno in particolare, da parte di Anna, è una maglietta polo di colore “arancione preciso”. L’arancione è un colore di casa da noi, è il colore della volpe, è il colore di Filippo. Quello che lui amava, lo stesso della maglietta, è un arancione acceso, molto vivo: “preciso”, come lui lo definiva.

Quando ho aperto la busta e ho visto quel colore sarei voluto scoppiare in lacrime ma mi sono trattenuto. Tutto era stato bello fino a quel punto ma non poteva essere perfetto: qualcuno, fisicamente, mancava.

Le lacrime però alla fine sono uscite, quando gli ospiti della cena se ne sono andati e ho abbracciato Anna per ringraziarla del suo regalo. La mancanza di Filippo ancora affiora prepotentemente.
E lei, per consolarmi, mi ha detto: “oggi hai un anno in più ma pensa anche che è un anno in meno che ti resta prima di poter riabbracciare Filippo”.

Eh sì, perché su questa terra noi siamo solo di passaggio e siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio, non siamo fatti solo per la vita terrena, siamo fatti per l’aldilà: questa è la verità.

Che senso avrebbe la nostra vita quaggiù se non ci fosse un aldilà? Nulla avrebbe senso, neanche la vita di una pianta o di un animale. Vivere e morire per poi finire tutto nel nulla sarebbe quasi una presa in giro.

No, siamo in cammino, tutti, verso l’aldilà e avremo la possibilità di incontrare di nuovo i nostri cari, e amarci l’un l’altro finalmente come solo Dio sa amare.

A pensarci bene poi 8, 10, 40 o 80 anni di vita su questa terra sono una sciocchezza di fronte all’eternità della vita per la quale siamo stati creati. La vita qui scorre in fretta perché è altrove che dobbiamo andare.

E però (perché c’è un però) mica siamo quaggiù per caso: quell’altrove, quell’aldilà, quell’altro tempo in cui riabbracceremo i nostri cari che sono già lì, dobbiamo guadagnarcelo, dobbiamo raggiungerlo e non basta uno schiocco di dita o la bacchetta magica.

Chiamatemi sciocco ma io a Inferno e Paradiso ci credo: io ho paura di sbagliare strada nel mio cammino, ho paura di non ritrovare il mio Filippo, un giorno. Ho paura di essere tentato di spassarmela quaggiù per qualche annetto, di sbagliare continuamente il bersaglio e poi di trascorrere l’eternità a domandarmi dov’è il mio figlio tanto amato.

Voglio restare sulla giusta strada, quella che mi riserva il centuplo quaggiù, quella strada lungo la quale Filippo mi precede e che lui mi sta indicando chiaramente, e lo ringrazio con tutto il cuore per questo, anche lui mi ha fatto un regalo.

Oggi il mio cammino è più corto; non so quanti anni ancora durerà il mio cammino ma oggi ha davanti a sé un anno in meno.