Basta una password

di Anna Mazzitelli

La mia amica con la pelle come i petali delle rose mi ha “prestato” le sue credenziali per accedere a una certa cosa, qualche giorno fa.

Lo so che non si dovrebbero prestare le credenziali, e in questo momento io sono ancora più scorretta, perché le sto addirittura rivelando pubblicamente, ma la scelta della sua password mi ha colpito tantissimo, e mi ha costretto a pensare.

La sua password era bellovivere.

Dai, amica, non ti arrabbiare troppo, non ho rivelato né il sito, né il nome utente, e diciamo anche che non era scritto proprio così… comunque fossi in te la cambierei… perdonami, ma era troppo importante che lo scrivessi…

Importante per me, prima di tutto, perché sembra una fesseria, ma è stata invece come una secchiata d’acqua gelida ricevuta mentre sei addormentato… è bello vivere? In questo momento, confesso, una password così, un’esclamazione così, un pensiero così, difficilmente mi sfiora.

Anzi, forse tutto il contrario, forse direi che la vita è faticosa, dura, difficile, a volte fa un po’ schifo, e mi viene in mente la scritta sulla tazza di un’altra amica, che ogni lunedì posta un buongiorno a un’altra settimana… non propriamente di cioccolata, diciamo così.

Quanto è facile incastrarsi dentro a un pessimismo cosmico, quanto è coccolante e consolante cullarsi in una malinconia, in una tristezza, nel vedere tutto nero e piangersi addosso, e quanto invece richiede sforzo e fatica andare a cercare le cose belle, le cose vere, questo bellovivere che la mia amica con la pelle come i petali delle rose mi ha, involontariamente, sbattuto in faccia, proprio in un momento in cui non me lo ricordavo più, proprio nel momento in cui ne avevo bisogno.

Ma, come ho promesso, ci sto provando…

E sto provando a seguire il consiglio di un crocifisso bianco e con le ginocchia consumate che parla più di quello di Marcellino-pane-e-vino e di quello di don Camillo messi assieme, il quale, una delle ultime volte che l’ho visto, e gli chiedevo «Come si fa a passare da allontana da me questo calice a sia fatta la tua volontà?», mi ha detto senza tanti complimenti: «Ma come, ci hai pure scritto un libro, devi dire il rosario, non far finta di non saperlo!»

Accidenti, ha ragione Lui… come sempre.

Che fatica, che voglia di restare nel pantano, quanto pesa una corona del rosario quando tutto sembra tranne che bellovivere

Ci sto provando, davvero…

Tra qualche giorno inizia il mese di Maggio. E ho appena finito di registrare per don Stefano i video sui misteri del rosario che lui ha mandato al suo gruppo del rosario vivente.

Ho deciso, quindi, di farmi aiutare da quelli, e dalle cose che ho scritto sul mio libro, che evidentemente in un certo momento della mia vita sono state vere, e dalla pesantissima corona del rosario che porto attorno al polso, ma che ultimamente usavo poco, per cercare di rompere questa spirale di avvilimento e tristezza e far sbocciare un bellovivere nel mio cuore, di nuovo. D’altra parte è primavera, quale momento migliore per far sbocciare qualcosa…

Dalla prima settimana di maggio, quindi, inizierò a pubblicare sul canale YouTube di questo blog i video sui misteri del rosario, uno al giorno dal lunedì al venerdì, 5 misteri per 4 settimane. E anche se mi imbarazza un bel po’, cercherò di rivederli, e di riprendere a recitarlo, e magari di leggere qualche pagina del mio libro, perché da quando è uscito non l’ho ancora fatto davvero.

Se siete curiosi, dal 3 maggio andate a vedere…

E, amica dalla pelle come i petali delle rose… grazie di cuore. Lo so che pensi di non aver fatto niente, e invece…

4 risposte a "Basta una password"

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