Ringraziare invece che lamentarsi

di Anna Mazzitelli

Ha ragione Stefano, sembra proprio di rivivere il periodo in cui eravamo confinati in ospedale.
E cosa facevamo allora?
Scrivevamo post.
Per comunicare, per passare il tempo, per stemperare le tensioni quotidiane, per sentirci meno soli e meno isolati.

E funzionava.

Perché non dovrebbe funzionare anche stavolta?

Proviamo, dunque.

Stamattina ho scritto una mail disastrosa a una persona, nella quale tiravo giù una serie di lamentele e lagne sul quello che sto vivendo. Poi, visto che avevo vergogna a  chiudere la mail in quel modo (un pizzico di amor proprio ancora mi è rimasto, anche se temo che il virus spazzerà via a breve anche quello) mi è venuta in mente la frase che leggevo su una mattonella che la mia nonna Rosa aveva appesa nella sua cucina:

Se dovessi ringraziare Dio per tutto quello che ti dona,
non ti resterebbe il tempo per lamentarti per tutto quello che ti manca

E così, in chiusura, senza cancellare i precedenti lamenti, ho aggiunto la foto di mio figlio Giovanni che stava buono buono a fare i compiti, di fronte a me che massacravo la tastiera, ignaro di quello che si agitava nei miei pensieri e sullo schermo del mio portatile.

Poi però ci ho pensato bene, e ho deciso di girare per casa (più in là non si può) e fare un po’ l’appello delle cose per cui ringraziare.

Eccole qui:

Per prima cosa ringrazio per la persona che stamattina mi ha telefonato: stava andando a lavorare e mi ha pensato. Ha fatto il numero e abbiamo parlato. Lei e suo figlio sono uno dei miracoli della mia vita.

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Ringrazio per Giovanni che gioca assieme a me a Polyminix (non perché ho partecipato alla sua realizzazione, ma è un gioco fantastico, compratevelo tutti!!!)

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Ringrazio per Francesco che, dopo una serie di urla da parte mia e di suo padre, ha deciso di fare un po’ dei suoi compiti, e finalmente ha trovato una cosa -scolastica- nella quale eccelle senza sforzo: ha scritto un commento alla battaglia tra Ercole e Achille in modalità radio-cronaca, ne ha registrato l’audio che poi ha spedito alla sua Prof. di italiano… ha lasciato sia me sia Stefano a bocca aperta, ha un talento incredibile!

Ringrazio per i miei amici matematici, coi quali stiamo lavorando per i bambini di tutta Italia, cercando un modo per farli giocare assieme malgrado l’isolamento. E ringrazio per le prove di giochi da mandare alla mia classe attraverso la piattaforma che abbiamo attivato e che ci consente di restare in contatto, perché è proprio così, mi fanno disperare, ma i miei alunni mi mancano moltissimo… quindi ringrazio per i giochi, ma anche per loro, quei 21 alieni che affaticano e contemporaneamente rendono uniche le mie giornate scolastiche.

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Ringrazio per Marina, per la cioccolata fondente, e perché anche quest’anno sarà Pasqua, prima o poi, dopo questo interminabile sabato santo che è iniziato così in anticipo, facendoci sentire la mancanza della comunione, in tutti i sensi.

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Ringrazio per il caffè, perché oggi il Cardinal De Donatis ha indetto una giornata di digiuno e preghiera per restare uniti e invocare l’aiuto di Dio per Roma, l’Italia e il mondo intero. Digiuno, sì, ma il caffè si può bere (anche se ti buca lo stomaco e poi ti serve il gaviscon…)

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Ringrazio per gli amici lontani, con i quali ieri sera e di nuovo stasera, via skype, ci siamo visti e sentiti, e abbiamo recitato un rosario assieme. Ringrazio per tutti loro, perché ci accolgono sempre e ci fanno sentire parte della loro fraternità, e perché pregare assieme, soprattutto in questo momento, è l’unica cosa che ci può salvare.

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Ringrazio per le orchidee impazzite del mio salotto, la cui foto ho messo anche all’inizio di questo post, perché, come mi ha detto un’amica, sono come una carezza di Dio nella nostra casa.

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Ringrazio per la luna che si vede dalle nostre finestre, e per mio marito che l’ha fotografata.

E ringrazio la mia nonna Rosa che con la sua mattonella ha ispirato la seconda parte della mia giornata, e il destinatario della mail disastrosa che ho scritto stamattina, perché è per lui che ho scritto questo post.

Insomma, se avessi fatto l’elenco delle cose per cui vorrei lamentarmi, sarebbe stato certamente più lungo.
Ma non è una gara, è un tentativo di rimettere le cose al posto giusto e un esercizio a lodare invece che a rannicchiarmi su me stessa a leccarmi le ferite.
Non sono ancora brava, ma ci sto lavorando.

6 risposte a "Ringraziare invece che lamentarsi"

Add yours

  1. Non ho mai avuto il coraggio di commentare i tuoi post ma lo ha fatto il mio assordante silenzio e le mie lacrime. La testimonianza di Nonna Rosa è un “Quo Vafis?”
    Grazie dal profondo del cuore!

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  2. Grazie mille carissima, leggere i vostri articoli è sempre motivo di grande consolazione e condivisione. Anche noi viviamo la perdita di un figlio, o meglio la sua nascita al cielo, per un incidente con la bicicletta nel 2010.. Si era laureato da poco e aveva tanti progetti, ma Qualcuno aveva riservato per lui cose più grandi.. Ecco proprio ieri, in qst giorni di Io resto in casa, alcuni amici ci hanno mandato un video, dei bei momenti di festa condivisa… Federico con un sorriso stupendo e scanzonato ci salutava nella telecamera.. Allora GRAZIE per qst video arrivato proprio come un dono, da persone belle con le quali ci sentiamo via video e che speriamo di abbracciare presto… Rita e Stefano

    "Mi piace"

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