Il mio amico Bartolomeo

di Anna Mazzitelli

Già l’anno scorso, in occasione della festa di san Bartolomeo, scrissi un post, perché andando a Messa rimasi tanto colpita dal brano del Vangelo che racconta la sua vocazione, il suo incontro con Gesù (Gv 1,45-51).

Oggi, a distanza di un anno, mi è successa la stessa cosa, e sono di nuovo qui a scrivere per raccontare e condividere quello che ho vissuto, anche alla luce della bella omelia del sacerdote che ha celebrato stamattina al Duomo di Frascati.

Il brano racconta di un altro apostolo, Filippo, che chiama Natanaèle (altro nome con cui viene indicato Bartolomeo) a conoscere Gesù, dicendo che è colui del quale hanno scritto Mosè e i profeti. Natanaèle, che è esperto delle Scritture, non gli crede, e dubita soprattutto quando Filippo gli dice che Gesù viene da Nazareth, ma nonostante ciò decide di andare a vedere. Natanaèle ha il cuore aperto, è uno studioso della legge, ma non per questo crede di sapere tutto: si fida del suo amico e lo segue.

Gesù gli dice quella cosa dolcissima che mi aveva colpito lo scorso anno, e cioè di averlo visto sotto il fico, e allora Natanaèle esclama la sua meravigliosa professione di fede: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!».

Due sono le cose che ho portato con me dalla Messa di stamattina:

Il sacerdote ci ha raccontato che il frutto del fico è dolce, buono, dà una sensazione di dolcezza al palato, tanto che la Sacra Scrittura viene assimilata al frutto del fico per lo stesso effetto che ha sull’anima dell’uomo. Quindi quando il Vangelo ci dice che Natanaèle era sotto il fico, ci sta dicendo che era solito studiare la Sacra Scrittura, e che era un uomo giusto, alla ricerca di Dio.

Quando perciò Gesù gli dice che lo ha visto sotto il fico, significa che  Dio ti vede, che Dio ti guarda soprattutto nel momento in cui tu stai cercando Lui. Essere sotto il fico significa essere alla ricerca di Dio attraverso lo studio e la meditazione della Sua Parola. E in questi momenti, Dio è lì vicino a te, che ti guarda, e ti parla.

Trovo che sia meraviglioso sapere che si è pensati dall’oggetto dei nostri pensieri, desiderati da Colui che desideriamo, proprio nel momento in cui lo stiamo cercando, e mi fa venire in mente la frase di S. Agostino: «Non lo cercheresti, se Egli non ti avesse cercato per primo. Più lo trovi e più il desiderio di cercarlo si fa cocente. Più lo trovi e più lo cerchi. Lo trovi solo per cercarlo più avidamente» (Commento al Vangelo di Giovanni) e anche «Tu non mi cercheresti se non mi avessi già trovato» (S. Agostino, Le confessioni, Libro IX, 21,15).

La seconda cosa che mi sono portata dentro è che Natanaèle viene chiamato a conoscere Gesù da un altro apostolo: la gioia di questo amico nell’aver incontrato il Messia è incontenibile, tanto che deve condividerla, non può tenersela per sé. Deve testimoniarla.

E questo ragazzo, che è talmente affascinato da Gesù di Nazareth da andare in giro tra gli alberi di fico a chiamare i suoi amici per farglielo conoscere, si chiama proprio Filippo.

“Ci vuole questo amico, Filippo, per accompagnare le persone verso Gesù” ha concluso la sua omelia il sacerdote, stamattina.

Allora ho pensato che anche io ero come Natanaèle, sotto il mio fico a cercare, studiare, meditare… e che il mio Filippo mi ha accompagnato a incontrare Gesù. E ho pensato che attraverso Filippo devo anche io cercare di testimoniare la gioia di aver incontrato il Messia, posso cercare di condividerla, di regalarla, sperando che qualcuno voglia venire a vedere quello che Lui ha promesso a Natanaèle: “Vedrai cose maggiori di queste!”

 

3 risposte a "Il mio amico Bartolomeo"

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  1. BuongIorio amici! Ciao Anna! Grazie! Il condividere la tua esperienza spirituale ci conduce a Cristo! Sei il nostro Filippo…. È tempo di testimoniare in ogni occasione le innumerevoli chiamate del Signore alla conversione, ad essere apostoli del Suo messaggio d’Amore. Grazie al nostro Filippo che continua ad intercedere per tutti noi…. Un abbraccio a tutti voi! Aspettiamo sempre con ansia le vostre riflessioni che rinfrescano la salita verso quel Regno che ci aspetta abitato dai nostri figli….

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