Dove mi porti, Signore?

di Stefano Bataloni

«In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».
(Gv 21, 18)

Ogni volta che leggo questo brano del Vangelo di Giovanni come è capitato ieri ripenso sempre a quale profondo cambiamento si è operato nella mia vita da quando ero giovane.
Sono sempre stato timido e ho sempre cercato di schivare i momenti in cui potevo essere al centro dell’attenzione.
La stanza in cui da ragazzo studiavo, leggevo, scrivevo, costruivo era piccola. E lì mi rintanavo ogni volta che potevo. Amavo gli spazi raccolti.
Sarà stato forse per questo che la prima volta in cui Anna mi chiese di andare in montagna con lei fui assalito dalla paura.

Quando ero giovane c’erano dei posti in cui non volevo andare.

Tutto rimase più o meno così fino a quando, attraverso Filippo, arrivò una chiamata.

I primi tempi che ero in ospedale con lui mi fece un’impressione incredibile vedere il mio cognome, fino ad allora relegato ai registri dell’anagrafe, della scuola o dell’Università, scritto ovunque, su ogni scheda, sacca di medicinale o referto. Andando oltre con la frequentazione degli ospedali, in occasione di visite o esami specialistici mi capitava di incontrare persone, a me completamente ignote, che conoscevano il mio cognome. Ero finito sotto l’attenzione di molte persone.

E non era ancora nulla in confronto a quello che accade dopo la morte di Filippo:
testimonianze, interviste, un libro. C’è mancato davvero poco, in alcune occasioni, che qualcuno mi riconoscesse e mi fermasse in mezzo alla strada.

Quale straordinario cambiamento è avvenuto sotto i miei occhi! Ciò che da ragazzo non osavo neanche immaginare si è realizzato, e non è stato il frutto del mio impegno e delle mie forze.

Poi, pochi giorni fa insieme ad Anna, un altro passo da gigante si è compiuto: in diretta televisiva sul primo canale nazionale, di fronte a milioni di persone a raccontare la mia storia di conversione.

Signore, ho capito: le mie mani sono tese, ormai, le mie vesti cinte. Dove altro mi vuoi portare? Tanto lo so che hai già in mente altro per me.

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7 risposte a "Dove mi porti, Signore?"

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  1. Signore, ho capito: le mie mani sono tese, ormai, le mie vesti cinte. Dove altro mi vuoi portare? Tanto lo so che hai già in mente altro per me.

    Condivido con te, Stefano, questa preghiera di chi decide di fidarsi, affidarsi, abbracciare con amore la propria croce, unica via per la nostra vera felicità di persone realizzate pienamente!
    Un abbraccio fraterno! Vi vogliamo bene, bella famiglia!

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    1. E’ proprio cosi’: i piani di nostro Signore, o meglio, la Sua volontà, potrebbe non coincidere con la nostra. Conviene interrogarsi e cercare di capire quale sia il Suo disegno su di noi: solamente questa è la strada per essere felici e, si badi, il margine tra la vera felicità e l’abisso è assai esiguo…

      Piace a 1 persona

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