Smalto e terra

“I miracoli succedono ogni giorno, sono discreti, sono invisibili ai più, ma non per questo meno stravolgenti e meno significativi.”  Con queste parole abbiamo aperto questo blog. Pur raccontando qui cose che sembrano grandi e drammatiche in realtà siamo convinti che è proprio nella realtà di tutti i giorni, quella fatta di cose che sembrano piccole, che si trova “la buona notizia”. Con gioia, quindi, accogliamo le parole della nostra amica Erica.

di Erica Bassi

Non sono molto brava a ricondurre i fatti della nostra vita ad un discorso universale. Mi limito quindi a riflettere su di me e su di noi, famiglia, a partire dai piccoli momenti che ci capita di vivere.
Però chiedo un favore: se qualcuno dovesse riconoscersi nei miei pensieri, me lo faccia sapere, perché potrà diventare uno spunto educativo per me.

Questa volta parto da qualcosa successo stamattina. Era qualche giorno che non mi risolvevo a scendere nell’orto a togliere erbacce e a seminare bietole e insalata, visto che nell’ultima settimana eravamo stati presi da altre importanti faccende: i nostri due figli più grandi, infatti, sabato e domenica hanno ricevuto sia la Cresima che la Comunione e, certo, non c’è stato tempo di fermarsi a controllare l’andamento dell’orto!

Così, presa dal sacro ardore, sono scesa armata di paletta e senza guanti, e mi sono messa all’opera con buoni frutti.

Dico “senza guanti” perché davvero, ci provo tutte le volte ad essere ordinata nel mio agire: li infilo, tento di lavorare e subito dopo li tolgo. Il pensiero delle mani sporche viene schiacciato dalla realtà dei fatti: le pesanti cure ricevute alcuni anni fa mi hanno tolto la sensibilità ai polpastrelli e se infilo pure i guanti non riesco a combinare niente di buono!

Chiusa la parentesi medica, torniamo ai fatti.

Tutta fiera per la pulizia compiuta, sono tornata in casa e, guardandomi, mi sono messa a ridere da sola: sulle unghie avevo ancora lo smalto della festa di sabato e domenica. Ma tutto intorno ero sporca di terra.

Questa piccola sciocchezza, però, ha dato il via ad una riflessione, che ora desidero condividere.

In tanti fatti io sono quella che mette lo smalto e poi va a togliere erbacce nell’orto; a guardar bene smalto e terra mi rappresentano a dovere, e diventano metafora di altro.

Ho sempre letto questo misto di “smalto e terra” come una forma di sciatteria nella mia vita che mi ha creato non pochi problemi, perché vedevo che le persone intorno a me erano migliori, rimanevano pettinate più a lungo, parevano perfette, più belle, più giuste nel loro parlare e vestire; insomma, il loro “smalto” sembrava non sbeccarsi mai!

Con il tempo ho cominciato a far pace con questa parte di me; ho deciso che io sono tutte e due le cose e amen!, perché non voglio rinunciare a mettere lo smalto anche se le mie unghie non sono perfette, ma non voglio neppure rinunciare a ciò che sono in profondità, usare le mani per lavorare e mettermi a servizio, provare a fare, anche quando l’impalcatura del mio corpo segnala che le forze stanno finendo; perché mi è stato insegnato che si deve “dare senza contare”. La terra sotto le unghie diventa poi anche segno delle brutture che convivono in me accanto alla bellezza, e che spesso la sporcano; ci sono e rimangono, anche se non deve mancare mai la mia ricerca di strade nuove e la domanda di Luce.

Provo a scendere un po’ più in profondità e vedo nascere in me altri sentimenti e pensieri rispetto allo smalto ed alla terra della mia vita.

Addentrandomi, intuisco un motivo di Grazia che entra in gioco perché, riconoscendo che non sono fatta solo di bellezza, imparo a lasciar spazio a Dio, e gli permetto di girare nella mia vita arrivando a implorare la capacità di accogliere la “terra” che è in me.

E poi c’è l’accoglienza dello “smalto”, che è la bellezza che non sempre riesco a riconoscere. E quindi se da una parte c’è l’apertura alla Grazia, ora si arriva a fare un passo di umiltà e di apertura alla riconoscenza per il fatto che Dio mi abbia pensata “come un prodigio”. E se Lui mi ha pensata bella, chi sono io per dire che non lo sono? Anche se nessuno mi toglie la terra da sotto le unghie!

E allora sappiate che continuerò a mettere lo smalto e poi ad accorgermi di aver ancora una volta coltivato la terra: a volte si noterà il colore appena messo; altre volte spiccherà di più lo sporco e dovrò ancora e ancora ricominciare.

 

 

 

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7 risposte a "Smalto e terra"

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  1. Buongiorno! Carissima Erica! Leggendo pensavo…..la prima bugia del “serpente” è proprio convincerci che Dio ci ha fatti male, non perfetti….così che noi non vediamo il Prodigio che siamo agli occhi del nostro Creatore! Lui, infatti, ci ama proprio così come siamo! Lode al Signore per le meraviglie del Suo Amore! Miracoli!!!!

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  2. Hai ragione! Quello della perfezione è un inganno costruito ad arte. Ma capita, nella fragilità, di crederci…è per questo che mi tengo stretti il salmo 139 e ora, finalmente, lodo anch’io Dio per le meraviglie che compie in me! Grazie! E buona giornata a te

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  3. Buon giorno in questo che hai scritto traspare la verita ma noi mamme ci piace essere eleganti però quando ce bisogno ci sporchiamo le mani di terra .Proprio stamattina su tv 2000 ha parlato di Fabbrizo Frizzi e hanno mandato un video dove ho intravito tuo figlio poi ho aperto il cell e c’era un email vostra vedi un po’ che cincidenza

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  4. Allora bene..siamo in due..o forse un pò di più.
    Sorrido quando qualche mia amica presa dall’ansia della perfezione mi guarda e mi dice:beata te che sei così a”lascia passare”.
    Ho letto il tuo commento è mi ritrovo in ogni parola..anche io ho fatto pace con me stessa..
    E poi siamo sempre belli agli occhi di Dio.
    Un abbraccio.

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  5. «Il seminatore uscì a seminare la sua semente. Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata…»

    «Un’altra cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per intendere, intenda!».

    da Luca 8

    Meglio essere “sporchi di terra” che “ricoperti di smalto” … 😉

    Piace a 1 persona

  6. Grazie per ogni vostro commento! Porto “a casa” un senso di fratellanza dato dal vivere pensieri comuni, l’idea del seminatore che si sporca le mani nel campo della vita e l’essere a “lascia passare”, che rende bene l’idea!

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  7. I knoԝ!? Said Larry. ?I bet he likes angels as a result оf he
    has theem around all the time. Possiblpy he and the angels plqy household videο games like we do sometimes.
    Posѕibly they рlay Monopoly.? This mɑde Mommy laugh reаlly haгd.

    Mi piace

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