Trovare la via nella gratitudine

Condivido qui queste parole di una cara amica perché non solo ci danno l’occasione di diffondere ancora il messaggio del suo libro, La Porta Gialla, e la straordinaria storia di Giulia Gabrieli ma sopratutto perché hanno letto perfettamente il mio cuore di questi ultimi giorni. E’ proprio vero che sotto la croce, se si trova la forza di amare, ci si ritrova uniti, si ringrazia assieme.

 

di Erica Bassi

Viaggiare su un’auto con il freno a mano tirato non è mai consigliabile. Lo sa bene chi ha tentato l’impresa: resta accesa una spia, l’auto fatica a camminare, dopo un po’ senti un gran puzzo di bruciato e se, nonostante questi segnali, ti ostini a non abbassare la leva, rischi di sforzare il motore. E rovinare il mezzo che dovrebbe portarti.

Ancora: mai provato a fare una gara a chi trattiene il fiato più a lungo? Dopo un primo momento in cui pensi di poter agilmente imitare Pelizzari, ti accorgi che i muscoli cominciano a dolere, la testa a girare, diventi rosso come un pomodoro e ti senti morire.
Eppure ci sono periodi della nostra vita in cui viviamo con il freno a mano tirato. E pure in apnea.
Tutto sembra procedere come sempre, la vita va avanti, ma in maniera stanca, senti che ti manca qualcosa, che stai grippando, che giri a vuoto pur facendo tutto ciò che la tua realtà ti chiede di fare.
Manca Bellezza.
Cervello che corre a diecimila giri al minuto e cuore che sforza.

Trovo la mia via nella gratitudine, anche se “trovo la via” purtroppo, non coincide sempre con “percorro la via”.
Mi sono rimaste attaccate al corpo diverse piccole menomazioni che, se subito sembravano il male minore, a lungo andare rischiano di appesantire la quotidianità. È vero, sto dalla parte giusta della statistica visto che dopo la malattia grave che mi ha visitata sono ancora viva a distanza di quattro anni: allora pensavo che se fossi sopravvissuta, tutte le fatiche sarebbero sembrate leggere; ma ora ci sono periodi in cui capisco meglio perché a tutt’oggi mi sia stata lasciata una buona percentuale di invalidità, e sento tutta la somma degli acciacchi; dolore per un periodo? D’accordo. Dolori sempre? Il motore sforza!

In tutto questo rimane una certezza: la gratitudine non può mancare in nessuna storia e nella mia in particolare, ed è necessario dirla e ridirla a gran voce. Sono sempre accompagnata e sperimento la tenerezza di Dio nei miei confronti; proprio perché sto faticando a vivere la gioia della mia rinascita, è come se si stessero moltiplicando intorno a me i segni di pista che mi indicano la strada tracciata ora per me, e tante sono le parole di gioia che sento intorno a me.

Durante la Settimana Santa ho passato molto tempo in ginocchio, ad implorare Dio perché mi donasse luce e mi facesse sperimentare la gioia profonda della Risurrezione, visto che il dolore della Croce lo stavo sentendo tutto.
E finalmente la via Crucis del Venerdì Santo, organizzata dai ragazzi di terza media della nostra parrocchia, mi ha donato e ricordato una strada da percorrere. Tutta la celebrazione è stata impostata alternando il racconto della Via Crucis di Gesù al racconto della via crucis di Giulia, una ragazza di 14 anni, morta di tumore nel 2011, di cui non ho saputo niente fino a quella sera. La sua storia, che ha scritto personalmente fino alla sua morte, rimane una via di luce.

Si legge nel libro (“Un gancio in mezzo al Cielo”): “Sappiate fin da subito che Giulia ce l’ha fatta. È vero, non è guarita: è morta la sera del 19 agosto, a casa sua, nel quartiere di San Tomaso de’ Calvi, a Bergamo, proprio mentre alla Gmg di Madrid si concludeva la Via Crucis dei giovani.
Eppure ce l’ha fatta. Ha trasformato i suoi due anni di malattia in un inno alla vita, in un crescendo spirituale che l’ha portata a dialogare con la sua morte: «Io ora so che la mia storia può finire solo in due modi: o, grazie a un miracolo, con la completa guarigione, che io chiedo al Signore perché ho tanti progetti da realizzare. E li vorrei realizzare proprio io. Oppure incontro al Signore, che è una bellissima cosa. Sono entrambi due bei finali. L’importante è che, come dice la beata Chiara Luce, sia fatta la volontà di Dio».
Dicevo che Giulia ha voluto scrivere di sé, e nel suo raccontarsi si intravvedono tutta la sua fatica ma anche tutta la gioia e l’affidamento a Gesù, che è sempre riuscita a vivere. Un mese prima di morire, ha voluto comporre una coroncina di ringraziamento,#soloperdiregrazie!

Io ho letto questa Via Crucis colichese come un segno per la mia vita e per la vita di molti e ribadisco le parole che porto in giro ormai da più di un anno con La porta gialla: le nostre storie sono imperfette, le nostre vite sono imperfette, noi siamo imperfetti, ma non possiamo fermarci a coccolare più di tanto le nostre ferite; molto meglio farle salvare da Gesù e provare a percorrere strade di gioia.
Sto assiduamente pregando la coroncina scritta da Giulia. Mi auguro che questa storia, anche attraverso la pagina de La Porta Gialla possa girare essere conosciuta e accolta, soprattutto dai ragazzi, dai giovani, dalle famiglie.

E…d’accordo: anche se in questo momento, nel mio cuore prevale la fatica, proverò ad usare pensieri e parole che possano far breccia nella vita; sono certa che così la gratitudine arriverà nuovamente a riempire ogni atomo del mio essere.
Per intanto, chiedo accompagnamento nella preghiera e assicuro il mio ricordo.

Una risposta a "Trovare la via nella gratitudine"

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  1. Noi abbiamo conosciuto Giulia qualche anno fa. Cercavamo in internet preghiere per l’incontro di preghiera per il giorno del compleanno di Emanuele al quale partecipavano tantissimi giovani, suoi amici. Nel motore di ricerca google scriviamo – preghiere per ringraziare, rosario di ringraziamento per la vita-. Fra le varie opzioni scopriamo la coroncina di Giulia, contattiamo i suoi genitori tramite il blog conGiulia e ci rispondono subito proprio perché li sorprende che noi stessimo proprio cercando quel tipo di preghiera e che anche Giulia cercava e non avendola trovata l’ha scritta lei….bellissima la testimonianza della mamma Sara che le ha fatto da “segretaria”. Sono venuti da noi, nel Delta, il 4 luglio. Anche lì, la Dioincidenza di avere l’unico giorno libero per poter venire da noi….straordinari. Che testimoni preziosi di Speranza, Purezza, Amore…accoglienti tabernacoli dello Spirito Santo….Giulia, Filippo, Chiara, Gian…. Grazie, grazie, grazie!
    P.S.: Noi recitiamo la coroncina di Giulia a capodanno e nel compleanno di tutti i componenti della nostra famiglia….

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