Cara Valeria,

Cara Valeria,

spero che ti sia ben chiaro che la colpa è tutta tua.

Spero che, se te lo domanderanno, confermerai che io proprio non ne volevo sentir parlare, che mi sono opposta strenuamente, e con mille motivazioni, e che ti ho fatto penare un dopocena intero, prima di dire di sì.

Vorrei che ricordassi che portavo, nell’ordine, le seguenti obiezioni:

  • non interessa a nessuno
  • non voglio che di lui si faccia un “santino”
  • peggio ancora, non voglio che si faccia di noi dei “santini”
  • esistono già valanghe di libri così
  • ho già provato, ma non ci sono riuscita

Tutte obiezioni alle quali tu, che forse vedevi più in là di me, sorridevi. E mi parlavi dell’immagine di Chiara Corbella, che vedevi appesa nella mia cucina. E mi dicevi che quell’immagine era un pugno in un occhio per chi la guardava, perché sebbene divorata da un tumore e con un occhio bendato, lei sorrideva, lei era felice. E che questa cosa, quando succede, bisogna dirla, bisogna gridarla dai tetti.

Beh, aver detto che non ve ne saresti andati, quella sera, finché non avessi promesso che ci avrei almeno provato, è stata una buona tattica, alla fine ho dovuto cedere.

Nessuno di noi, però, si aspettava che una settimana dopo sarebbe stato pronto un libro. E che solo sette mesi dopo sarebbe stato possibile acquistare questo libro nelle librerie.

Il giorno dopo quella cena siamo partiti per Ovindoli, e io mi sono portata appresso il mio computer. E mi sono seduta, e ho aperto un foglio bianco di Word.

Quello che è successo in quella settimana non posso dirlo con esattezza, so solo che ho parlato al telefono e messaggiato con parecchie persone, per chiedere sostegno. A chiunque mi venisse in mente chiedevo di aiutarmi pregando, perché quello che stavo facendo non era affatto facile, anzi, era piuttosto doloroso. E so per certo di non averlo fatto da sola, perché non si scrive un libro di 130 pagine in 5 giorni, a meno che quel libro non sia già tutto lì, e non ci sia Qualcuno che ha deciso che deve essere messo su carta.

Cara Valeria, la storia di come è diventato un libro vero te la racconterò la prossima volta, per adesso mi limito a dirti che nel mio libro non c’è una pagina dedicata ai ringraziamenti, perché ci sarebbe stato troppo da dire, troppe persone da ringraziare, troppi nomi da citare, troppa la paura di dimenticarsi qualcuno, troppa la gratitudine per poterla racchiudere in un paragrafo. Ma se questa pagina esistesse, il tuo nome dovrebbe essere in cima alla lista, assieme a quello del tuo fidanzato, tuo complice in questa storia, tuo complice quella sera.

Il 22 marzo il libro “Con la maglietta a rovescio” edito da Porziuncola uscirà nelle librerie.

Domenica 8 aprile lo presenteremo alla Libreria Feltrinelli su via Appia Nuova (alle ore 17:00). Intanto segnati la data, non puoi mancare, non so se mi spiego.

Diciamo che è ora che tu venga a cena da noi una volta ancora.

Anna

Locandina Presentazione Feltrinelli_8apr2018.jpg

 

8 risposte a "Cara Valeria,"

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  1. Buongiorno Anna!!!!! Il mio cuore si è allargato a leggere queste poche righe di testimonianza fresca, sincera, profonda e leggera allli stesso tempo…..un libro intero così…..cosa mi succederà? Amore puro…..attendo cin ansia di poterlo aprire, sfogliare…. Consumare con gli occhi….. Un abbraccio col cuore carissima “sorella”!!!! Un abbraccio a Stefano, Francesco e Giovanni…. Filippo è sempre con tutti noi, presenza preziosa e potente…. ❤

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  2. Bene, bene, bene… Ringraziamo il Signore! Non sono mai cosa inutile libri così.
    Se anche una sola persona sulla faccia della terra ne traesse speranza e giovamento, la fatica sarebbe ripagata.

    Ho pensato più di una volta anch’io a mettere assume la mia esperienza, della malattia e salita al Padre di Colei che fu mia Sposa, della storia che Dio ha fatto con Lei, me e i miei Figli…
    Ma proprio perché conosco la mia sfrontatezza, una mia dislessia nei ricordi in ordine temporale e il mio timore per la vanagloria, mi sono sempre trattenuto, ma a chi il Signore lo da o chi chiama attraverso circostanze che erroneamente chiamiamo “coincidenze”, é cosa buona e giusta che aiuta a rendere ancor più fruttuosa la Croce che già Dio ha reso gloriosa.

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  3. Questi sono libri che fanno davvero bene al cuore, cara Anna. Grazie per aver voluto fare a noi e a tanti altri, questo dono preziosissimo e sofferto!

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