Il buio e la volpe

Il cielo di novembre è da sempre il mio preferito. Non è vero che questo mese abbia sempre portato solo cose brutte e tristi.

Ad esempio questa sera, uscendo dall’ufficio per tornare a casa, ho assistito ad un vero spettacolo: il cielo era nero fin quasi all’orizzonte e rosso subito sotto, a formare una striscia brillante delimitata in alto dalle nuvole e in basso dalla terraferma. Un tramonto di quelli che è possibile ammirare solo in questo periodo dell’anno.
Le nuvole scure sembravano voler nascondere e contenere quella luce, ma la luce era molto intensa e colorava parte delle nuvole stesse.

Erano giorni che non vedevo un cielo così.
Erano giorni che la mia vita era buia: i problemi e la fatica di ogni giorno, il lavoro che non è un granché, i ricordi dolorosi e allo stesso tempo densi di fiducia e speranza che in questo periodo ritornano alla mente.

All’ultimo, proprio come il tramonto di una giornata brutta di novembre arriva  una luce, laggiù in fondo, e tutto cambia.
Ho fatto esperienza di questo contrasto e di questa liberazione tante volte in passato. In tutti i casi, ricordo, ad illuminare il buio è sempre stato un gesto di amore da parte di qualcuno nei miei confronti.
Che sia stato un piatto di spaghetti alla bottarga, arrivato a tarda sera di un giorno in cui non hai mai messo il naso fuori da quella stanza di ospedale e l’unico odore che hai percepito era quello dei disinfettanti.
Oppure saranno stati quegli amici che, dalla sera alla mattina, si sono presi la tua macchina, carica di bagagli e hanno trasferito mezza casa e mezza famiglia al mare, mentre tu saltavi su un treno, diretto a Milano per un consulto medico.

Oppure anche quell’amica che attraversa la città, quando tutti sono a casa e non si azzardano ad uscire perché la neve ha intasato le strade, solo per darti un abbraccio in uno dei momenti più duri della tua vita.

Non era solo gentilezza, non era solo buona educazione o grande sensibilità, no: era il colpire nel centro il bersaglio della tua fatica, era il medicare la ferita proprio dove era più profonda…era proprio quel gesto di amore gratuito di cui solo una creatura di Dio come l’uomo è capace, e che con un raggio di luce, in un attimo, spazza via le nubi scure che incombono sulla tua vita.

Il raggio di luce di oggi l’ha portato un’amica, rimasta sempre fedele negli anni, vicina quanto basta per essere presente quando serviva ma non troppo da soffocarmi; e l’ha portato con un gesto semplice, forse costato pochi minuti del suo tempo: ha riempito i miei occhi con le immagini di una volpe.

Eh sì, proprio quell’animale che ho conosciuto così bene, che un tempo tappezzava le pareti, che imponeva lo stile degli indumenti da indossare, che riempiva le storie che si raccontavano.

Mancava da tempo la volpe nei miei occhi. Oggi è tornata e il buio si è dissolto.

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3 risposte a "Il buio e la volpe"

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  1. Il cielo talune volte sembra, nei suoi colori cangianti e insieme struggenti, rispecchiare il nostro stato d’animo; sembra messo li’ per interrogarci sul senso della vita. Da sempre ha ispirato scrittori, poeti, pittori e queste frasi di Dali’ mi sembrano particolarmente incisive: “Che cos’è il cielo? Dove si trova? Il cielo non si trova né sopra né sotto, né a destra né a sinistra; il cielo è esattamente nel centro del petto dell’uomo che ha fede”. E questa fede ci interroga, non sempre e’ come il cielo di notte: quieto, a tinta unita e latore di rivelazioni che il giorno ignora.
    Il cielo, con le sue nuvole puo’ oscurare la luce, limitare l’orizzonte e nascondere il sole: ma i suoi raggi sono come l’amore di Dio, che splende su di noi e ci raggiunge anche quando non ce ne accorgiamo.

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