Pranzi, campagna e palloncini

Qualche settimana fa siamo stati a pranzo da amici vicino al lago Trasimeno.

Due coppie, Silvia e Massimo che ci ospitavano a casa loro, Barbara e Marco che venivano da lì vicino, e tutti i loro figli.

Dico “amici” anche se ci vediamo al massimo una volta l’anno, ma quando c’è un’armonia così come c’è stata con loro dal primo incontro, non si può usare un’altra parola. 

A parte il cibo buonissimo e la giornata persi nel nulla, in un posto in piena campagna, dove per non guardare un panorama devi per forza chiudere gli occhi, entrambe le coppie mi hanno regalato qualcosa di bellissimo, che ho portato via con me, e per cui le ringrazio.

Silvia, la padrona di casa, ha allestito un pranzo per 14 persone, cucinato, apparecchiato con i piatti veri e non di plastica, bicchieri doppi, piattini per frutta e dolce… e fino a qui talvolta ce la faccio anche io.
Dopo il caffè suo marito vuole farci vedere le foto scattate a Natale scorso in Etiopia, dove ha trascinato tutta la famiglia (ne ha anche raccontato qui su queste pagine), e lei, sollevata che tutti stiano cambiando stanza, inizia a sparecchiare.
Lui la ferma, le dice di non farlo, che lo faranno dopo, le chiede di stare con noi, a vedere tutti insieme le foto dell’Etiopia.

Ora, come è noto io non sono santa e lei sicuramente lo è, ma come si fa?
Ha mollato tutto sul tavolo che era ovviamente un macello e si è venuta a sedere sul divano, sorridendo, a guardare foto che avrà già visto centinaia di volte, e non ha nemmeno sospirato!
Massimo, sei un uomo davvero fortunato, lasciatelo dire, a Stefano non sarebbe andata così bene…

Barbara invece ci ha raccontato con così grande passione tutte le attività che lei e Marco portano avanti nella loro parrocchia -corsi per fidanzati, catechismo, corsi per le coppie che devono battezzare i bambini, e tantissime altre cose ancora – che ha scatenato in me una grandissima sete di fare qualcosa in parrocchia assieme a Stefano, come coppia.

Quindi, quando il nostro Parroco ci ha proposto (il giorno dopo il pranzo!) di fare da catechisti a una ragazza adulta che vuole ricevere il battesimo, mi è sembrato un regalo, anziché un impegno.

Come un regalo è stato ricevere questa mail da Barbara, in cui racconta una cosa che le è successa a metà settembre:

di Barbara Ducri

Domenica scorsa, e anche ieri, sono andata a visitare i cimiteri con i miei figli e mio marito. Mentre passeggiavo in mezzo ai miei cari che non ci sono più , pensavo anche a Filippo… a quanto i nostri cari in questi giorni ci fanno ricordare che è inutile correre, arrabbiarci, programmare ogni attimo della nostra vita… perché solo Dio può decidere per noi…

Ogni volta che penso a Filippo nel mio cuore scende un sentimento di tenerezza, di dolcezza e di serenità che mi fa ricordare quanto preziosa e breve è la vita, per essere sprecata in cose di poco valore.

In questi giorni si parla spesso di chi siano i Santi, e io spiego ai miei figli e ai miei alunni a scuola che tutti possiamo diventare Santi, basta fare le piccole cose di tutti i giorni con tutto l’amore e la fede possibile in Gesù.

E Filippo è proprio uno di questi esempi…

Con la sua breve vita ha lasciato un’amore infinito intorno a lui che ha dato frutto e che ancora sta mostrando i suoi doni.

A tale proposito, voglio condividere con tutti un’esperienza particolare che riguarda Filippo e che dimostra come le persone che non ci sono più, lo sono solo con il corpo, perché ci mostrano il loro amore inviandoci dei piccoli messaggi (Dioincidenze) che, se sappiamo cogliere, ci trasmettono un’infinita fede e una grande speranza nel futuro.

All’inizio di Settembre mi è accaduta una cosa particolare.

La sera prima, mio marito era tornato dal lavoro molto preoccupato perché doveva risolvere un problema molto spinoso e non sapeva come fare. Allora mi chiede di pregare per lui, e io, fiduciosa, penso a Filippo e mi affido a lui.

La mattina seguente, mentre porto la mia piccola di 4 anni all’asilo, vedo, vicino alla ruota della mia auto, un palloncino giallo con scritto “La mia prima comunione”.

All’inizio rimango un po’ stupita perché dico tra me e me: “Chi l’avrà perso? Non è periodo comunioni”, poi però non ci penso più e lascio che Celeste (la mia bambina) lo prenda e lo porti in macchina.

Quando rientro a casa faccio colazione, e mentre leggo le notizie su Facebook, Anna condivide esattamente questa notizia:

– Oggi 14 Settembre (esaltazione della Santa Croce) per me è un giorno speciale perché ricorrono 3 anni da che Filippo ha fatto la prima Comunione –

Mentre leggo questo messaggio, ecco che quasi mi strozzo con la colazione!!!

Inoltre Anna posta la foto della prima Comunione di Filippo… e indovinate un po’ di che colore era la sua maglietta? Era proprio gialla come il palloncino che avevo trovato vicino alla mia macchina.

Io non credo nelle coincidenze, ma, come ho detto prima, credo che i nostri Santi e i nostri angeli siamo sempre vicino a noi, e che se noi li preghiamo, sicuramente in qualche modo ci faranno capire la loro risposta o il loro messaggio per noi da parte di Dio… basta solo aspettare e ascoltare con il cuore.

Grazie Filippo ….

P.S. Ovviamente il problema di lavoro di mio marito si è risolto per il meglio (dopo quel messaggio celeste non ne avevo dubbi!)

Grazie, Barbara!

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5 risposte a "Pranzi, campagna e palloncini"

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  1. E’ meravigliosa e stupefacente la testimonianza di Barbara; nemmeno io credo alle coincidenze e cio’ che afferma Barbara, conferma che cio’ che non vediamo piu’ non significa che abbia cessato di esitere. Filippo e’ presente seppur in modo particolare, infondendo speranza, tenerezza e CERTEZZA in un futuro che non potra’ che essere radioso.

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  2. Grazie, grazie, grazie! Avevo proprio bisogno di questo post.
    Smack! 😀
    Filippo!!! Un palloncino anche per me? Oppure un Lego… fa’ tu! Grazie! Arismack!

    Mi piace

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