Notizie belle

Ho ricevuto questa mail stanotte, si riferisce a un post scritto qualche mese fa, in cui chiedevo preghiere per un bimbo, Luca, che doveva affrontare un trapianto di midollo osseo. Questa mail l’hanno scritta la sua mamma e il suo papà, mentre lui, presumibilmente, giocava con i lego nella sua stanza. La giro a tutti, perché io da sola non ho fatto niente, tutti insieme, invece, evidentemente abbiamo commosso Dio. Non smettete di pregare!

Bologna, 19/10/2017

Ciao,
come si dice in queste occasioni, ‘se ricevi questa mail, è perché…’,
perché in qualche modo, vicino o lontano, anche solo per un piccolo momento o gesto, (ti o vi) è capitato di condividere il lungo percorso fatto da Luca in ospedale e dalla nostra famiglia al suo fianco.

Sono passati poco più di due mesi dal trapianto e un po’ di tempo dal giorno in cui Luca è uscito dall’ospedale quasi sulle sue gambe: ci eravamo immaginati quel momento come una festa travolgente di entusiasmo: un comitato di accoglienza e bentornato fuori dalla palazzina dove ha abitato gli ultimi 43 lunghi giorni dell’ennesimo ricovero…, e invece siamo usciti come manco la più classica delle famiglie alle prese con la partenza intelligente: pieni di borse, sotto il sole battente (che a Luca non giovava tantissimo)… gli infermieri ci hanno perfino dato un carrello per trasbordare tutto… Insomma, nessun trionfo. E con più fatiche e dolori che ci seguivano passo passo di quanti immaginassimo una volta fuori di lì. Col passare dei giorni, infatti, abbiamo toccato con mano quanto anche quel momento fosse una tappa di un cammino lungo che in parte resta da completare.

Luca deve ancora ricostruirsi nel fisico e nello spirito; medicine, visite in day hospital, forti dolori e disagi nel suo corpo sono ancora all’ordine del giorno, come il rischio di ammalarsi facilmente, per non parlare della difficoltà a riprendere appieno la mobilità, la facoltà di camminare. Diceva spesso: “Quando esco dall’ospedale, voglio andare a camminare in montagna!”. Ecco, appunto, ci vorrà ancora un po’ di tempo…

Ed è anche il motivo per cui può capitare di vederlo o vederci (o sentirci) ancora stanchi, ancora un po’ alla ricerca di equilibri vari e serenità, con qualche ombra o ‘fantasma’ da chiudere del tutto in qualche baule da dimenticare in soffitta… Il che significa anche che avremo ancora bisogno di sostegno e vicinanza. Abbiamo davanti un anno, un anno almeno dal trapianto per poter dire che si può, almeno in parte, archiviare la malattia. Come ci è capitato di dire (e di sperimentare di continuo), la strada è ancora lunga, per lui soprattutto, ma anche per noi (e per quanti avessero voglia di accompagnarci). Avevamo desiderato che finisse tutto una volta varcata la soglia dell’ospedale, abbiamo presto capito che quello non basta. E che la ‘nuova quotidianità’ non è meno impegnativa della precedente.

Ma a tutti voi che appunto ricevete questa mail vorremmo intanto dire un enorme grazie per il tanto, tantissimo che avete già fatto per noi fino ad oggi.
Abbiamo meditato a lungo e preparato la lista dei destinatari di questo messaggio e ci sembrava sempre di dimenticare qualcuno; davvero abbiamo toccato con mano l’enorme affetto e aiuto che abbiamo avuto in questo lungo periodo.

E’ qualcosa che tocca nel profondo. E di cui appunto siamo enormemente grati; ancora una volta abbiamo potuto sperimentare quanto siamo ‘benedetti’ e fortunati. E forse è proprio in momenti e sfide come queste che si ‘gusta’ davvero questo voler bene, questo non sentirsi lasciati soli.

Grazie, davvero grazie: perché senza ciascuno di voi, non ci saremmo riusciti. Ed è vero.
Non saremmo riusciti ad arrivare in fondo (vivi, o almeno non del tutto impazziti).
Non saremmo riusciti a stare vicino a Luca.
Non saremmo riusciti a trovare risorse, risposte, soluzioni per tenere insieme come meglio si potesse tutta la famiglia. Non saremmo riusciti a pregare così tanto e così bene; e, soprattutto, non ci sarebbe stata questa invocazione al bene, una potente e costante ‘onda d’urto’ che esigeva di essere ascoltata e che ha saputo colmare i molti ‘vuoti’ delle nostre varie incostanze, delle nostre dimenticanze, dei nostri silenzi.

Non saremmo riusciti a toccare con mano il valore dei legami; l’essenziale sarà anche “invisibile agli occhi”, ma vi assicuriamo ci avete aiutato a mettere a fuoco parecchie cose che sono lezioni di vita, preziose esperienze che danno senso a quello che ci accade.

Fin dall’inizio è stato chiaro quanto e come fosse importante distogliere lo sguardo o il pensiero da Luca malato e sofferente, dalla dolorosa trasformazione del suo corpo e del suo modo di essere, a cui assistevamo ogni giorno, perché attirati o sollecitati da chi, come ognuno di voi, ci chiedeva anche solo come stessero andando le cose; fin dall’inizio, come più d’uno si è sentito ripetere, ricevere sostegno e vicinanza, voglia di donare aiuto (anche se poi concretamente non si trasformava in niente) o anche solo un po’ di tempo per ascoltare piccole o grandi conquiste o cadute quotidiane, è stato decisivo per coltivare la speranza, per alleviare la fatica dei pensieri negativi, per guardare avanti, in positivo, per sforzarci di non rinchiuderci in noi stessi a portare un peso che da soli non sempre eravamo in grado di sostenere.
Ogni singolo messaggino, ogni singolo caffè, ogni singola preghiera, ogni visita, idea, consulenza, regalo, torta, accompagnamento… sono stati quello di cui avevamo bisogno quando ne avevamo bisogno; e state certi che ce n’era tanto bisogno (e ce ne sarà ancora bisogno). Ci siamo sentiti spesso ripetere che eravamo bravi, addirittura eroi… Ci sembra di poter dire che quelli bravi siete stati tutti voi, perché ‘durare’ lungo questa strada era la vera scommessa, insistere nella vicinanza.

Essere grati a tutti voi è davvero bello: per paradosso questa vostra fratellanza, amicizia, affetto, rende più comprensibile rileggere quello che è successo a Luca e che ci è capitato. Il Talmud babilonese esige dall’uomo che non pensi soltanto al bene, ma anche al male che lo ha colpito nella sua esistenza, scrive il monaco benedettino Anselm Grun. E continua: “Se riesco a ringraziare per tutto ciò che mi succede, i miei pensieri si trasformano. Il male non evocherà più in me pensieri che mi rendono scontento e mi tormentano”. Ecco quello che ci avete donato, nel piccolo come nel grande, ha fatto questo: ci siamo sentiti accompagnati da parole, gesti e preghiere che sono serviti a “sostenere lo sforzo”, ed è stato bello, travolgente, talvolta superiore alla nostra capacità di rispondere correttamente e degnamente.

Vorremmo farlo ora, ora che il cammino si trasforma, ora che per Luca forse inizia un ‘giorno’ e come disse un certo personaggio del Libro della Giungla, dopo la lunga notte “le stelle si fanno più rare” e da ora in poi “seguiremo nuove tracce” senza sapere bene cosa la strada gli e ci riserva: ancora una volta grazie.
Ci avete donato qualcosa di bello, impagabile, una mano tesa e un sorriso offerti tutti i giorni… mica è scontato, mica è automatico.

Ci sentiamo felici e debitori per questo; ci avete aiutato a trasformare il male in bene. Senza ciascuno di voi noi e Luca non ce l’avremmo fatta. E la felicità va condivisa. Potremmo dire… “continuate così”, ma già tocchiamo con mano che è così.

Ora verrebbe da dire ‘non perdiamoci di vista’.
In noi non tutto è ‘risolto’, non tutto è superato e mandato all’album dei ricordi da sfogliare chissà quando. Ogni giorno è ancora una sfida faticosa, fatta di medicine, ansie, ‘resistenze’… Il percorso che hanno tracciato per Luca gli assegna ora un obiettivo alto: trovare le forze per ricominciare; in ospedale, in fondo, è più ‘facile’: la vita è scandita e decisa da regole e processi da accompagnare; ora va trovata la forza (dove?) per alzarsi da soli, per riconquistare quello che si è interrotto e che non è affatto a portata di mano (camminare, mangiare, dormire, stare con gli altri…).
Ripartiamo quindi da qui: dal rileggere quello che è successo e pensare a ciascuno di voi per come è riuscito a fare un pezzo di strada assieme aiutandoci a mettere un passo dopo l’altro quando lo sconforto ci prosciugava (anche se non lo dicevamo); e dal condividere questa nuova fase che si apre, con il suo carico di incognite e speranze, confidando ancora una volta nel fatto di non essere soli.

E, un po’ per ricordare questa ‘avventura’, ci viene in mente soprattutto questo simbolo, ormai famoso con Luca: un mattoncino Lego (non ve ne spediamo uno a ciascuno -anche se ne abbiamo ormai più che a sufficienza- ma idealmente lo facciamo).
Anche per Luca senza i Lego non sarebbe stato così facile mantenere entusiasmo e voglia di fare: e di ‘mattoncini’, come avrete capito (ce) ne sono arrivati tanti. Con uno ci fai poco, con tanti, invece…

mattoncino-lego-originale-286

Un abbraccio a ciascuno, con affetto, amicizia e stima

Mattia e Federica

6 risposte a "Notizie belle"

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  1. Sono felice di leggere questa mail. Mi chiedono spesso di pregare ma poi non danno più notizie, per cui mi chiedo come sia andata a finire….fiduciosa che Dio accoglie tutte le preghiere fatte col cuore. Ho pregato e continuerò a pregare per Luca.

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  2. «Dio non esige nulla dall’uomo senza dargli, allo stesso tempo, la forza necessaria». Questo era quanto affermo’ Edith Stein quando nel campo di concentramento accudiva i bimbi abbandonati dalle madri impazzite dal dolore; ed e’ la stessa forza, determinazione e combattivita’ che emerge dal discorso della mamma del piccolo Luca.
    Non manchero’ di ricordare Luca nelle mie preghiere quotidiane e, come Lucetta, non dimentichiamo mai che quando e’ il cuore che prega Dio ascolta.
    Una carezza a Luca ed un caro saluto alla sua ammirevole mamma.

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  3. Grazie a voi, amici fino ad oggi sconosciuti ma che poco alla volta scopriamo dietro a un nome, a una frase piena di affetto ed ogni volta ci commuoviamo perché avete pregato per noi, per un bimbo sconosciuto che è diventato parte dei vostri pensieri e delle vostre preghiere .
    Noii abbiamo sentito tanto forte il vostro sostegno!
    E ringraziamo il Signore che ha ascoltato le preghiere che salivano con forza a Lui! Non perdiamo la speranza e continuiamo nella preghiera! Federica e Mattia

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