L’aquilone

di Anna Mazzitelli

Solo chi era con noi il 2 giugno può rendersi conto di come Filippo stesso abbia saputo organizzarsi la giornata del suo compleanno nel modo migliore: è riuscito a incastrare eventi e persone all’ultimo minuto (le 11 della sera prima) che se ci avessimo provato noi appositamente non ci saremmo mai riusciti, e infatti noi stavamo cercando di combinare una giornata per sabato, ma Filippo evidentemente l’ha voluta per venerdì.

Quanto a voi, che vi siete seduti alla nostra tavola, che avete condiviso con noi quelle ore così liete e leggere, che avete portato armi, dolci e regali e che siete stati voi stessi regali, sebbene non abbiate conosciuto Filippo, sono certa che l’avreste trovato irresistibile, col suo broncio finto, dal quale facilmente scappavano sorrisi.

Grazie per essere stati con noi, per aver festeggiato, per aver camminato, chiacchierato, per aver riso e per aver pregato.

Grazie per aver portato l’aquilone da far volare, che ci ha costretti a guardare tutti assieme verso il cielo.

Non potevamo sperare in una giornata migliore e in una compagnia più dolce.

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Anna

 

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3 Pensieri su &Idquo;L’aquilone

  1. Ho appena visto il video “com’e era Filippo” postato sulla piattaforma YOUTUBE. Il breve filmato tocca nel profondo del cuore, generando emozioni assai intense positive ma nel contempo anche contrastanti; di primo acchito, con le lacrime agli occhi, ho pensato: “Mio Dio, ma che hai fatto? No, questo non e’ proprio giusto, inaccettabile”. Il mio pensiero si e’ rivolto poi ad un altro bimbo di 4 anni (figlio di amici miei) che deve convivere con una massa tumorale imponente, stabilizzato ma inalienabile, sviluppatosi nei primissimi tempi di vita ed estremamente invalidante: la cosa sorprendente sta nel fatto che questo bimbo, amorevolissimo e sofferente, non solo cela il dolore ai genitori ma li rincuora costantemente. Da non credersi, solitamente i bimbi a quell’eta’ non sono affatto concilianti ma “necessariamente” capricciosi e aggiungo che questa dovrebbe essere, anzi e’ la normalita. Ciononostante di fronte al dolore dei bimbi si rimane costernati, ogni parola e giustificazione appaiono inutili e forse anche irriverenti verso coloro che vivono in prima persona il dolore del proprio piccino, condividendolo. Occorre essere mesti e tacere, gioire e soffrire. Solo una considerazione puo’ essere possibile: questi “piccoli angeli” testimoni d’amore e uniti alla croce di Cristo, hanno avuto un privilegio di cui nemmeno le creature celesti possono fregiarsi: l’aver provato e condiviso la sofferenza patita da Cristo sulla croce.

    Un abbraccio fraterno.

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