Non sapere altro se non Gesù crocifisso

Era consuetudine, il lunedì, riportare qui l’omelia delle letture della domenica.

In attesa, forse (molto forse), di riprenderla, bisogna oggi raccontare ciò che ci è accaduto ieri pomeriggio che, in qualche modo, costituisce se non una “spiegazione” delle letture domenicali quanto meno una loro “incarnazione”, tanto che quando io e Anna le abbiamo ascoltate durante la Santa Messa ci siamo scambiati uno sguardo e abbiamo intuito che in quel momento il Signore ha voluto darci l’ennesimo amorevole sostegno.

Filippo era salito al Cielo da pochi mesi quando mi scrisse una persona chiedendomi di poter, in futuro, coinvolgere me e Anna in una testimonianza, nell’ambito della sua attività in un gruppo per il sostegno alle famiglie.

Non che fossimo pieni di impegni ma nei mesi successivi non si trovò poi il modo di incontrarci e programmare la nostra testimonianza. In seguito, quella persona acquisì un volto, e avemmo occasione di incontrarci di persona ma, soprattutto, spiritualmente; scoprimmo presto di essere lontani geograficamente ma di  essere fratelli nella fede.

Finalmente, poche settimane fa, trovammo l’accordo per vederci, per rendere la nostra testimonianza. L’occasione sarebbe stata quella della Giornata per la Vita. Ci sarebbe stato addirittura il Vescovo ad attenderci!

Io e Anna abbiamo accettato, pur sentendoci come sempre del tutto inadeguati. Eppure, proprio poche ore prima di partire per il lungo viaggio verso la parrocchia che ci avrebbe ospitato sono arrivate queste parole:

Io, o fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza.
Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione.
La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

…e poi,

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.

A queste parole abbiamo cercato di conformare la nostra testimonianza: non c’è stata eccellenza nella nostra parola e nella nostra sapienza. C’era invece timore e trepidazione per un compito così importante: essere luce davanti agli uomini, essere lampada sul candelabro.

Abbiamo cercato di “essere lampada”, raccontando la storia di Filippo, di come abbiamo vissuto la sua malattia, di come la fede ci ha sostenuto, di quale grande conforto abbiamo trovato nella comunità che si è stretta a noi. Soprattutto, però, abbiamo cercato di raccontare che la vita di Filippo, per quanto breve e travagliata sia stata, ci ha regalato doni meravigliosi, a  cui oggi non potremmo mai rinunciare; che la cosa più importante che abbiamo fatto è stato chiedere per lui, nel giorno del suo battesimo, la Vita Eterna, cosicché noi oggi possiamo dire che lui è vivo, come è vivo Gesù risorto. In occasione della Giornata della Vita abbiamo raccontato che questa è la Vita che conosciamo.

Dio giudicherà, se l’olio che ha alimentato la nostra lampada sia interamente venuto da Lui, come noi speravamo. Solo Dio sa, se siamo stati davvero “luce del mondo”.

E’ stata comunque una serata straordinaria: un teatro si è riempito per noi, abbiamo rilasciato interviste e siamo stati fotografati a più riprese. Abbiamo scambiato strette di mano e abbracci. Siamo tornati a casa con gli occhi pieni di volti di nuovi amici, con il cuore pieno di gioie e di dolori che alcune persone presenti hanno voluto condividere con noi, con il cuore ricolmo dell’affetto di amici speciali.

Volevamo raccontare come la potenza dello Spirito Santo si è manifestata nella nostra vita e invece siamo stati noi ad aver ricevuto l’ennesimo dono dallo Spirito Santo.

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