sidera micant

di Anna Mazzitelli

Poco più di 5 anni fa, era novembre 2011, eravamo già in 5 ma ancora non lo sapevamo, io, Stefano, Filippo e Francesco siamo stati a Subiaco, a visitare il monastero di San Benedetto.

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Era un buon periodo, erano passati 8 mesi dal primo trapianto di Filippo e tutto sembrava andare per il verso giusto.

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Proprio all’ingresso del monastero, sotto l’arco che apre il corridoio che porta alla chiesa, c’è un’iscrizione in latino:

Lumina si quaeris, Benedicte, quid eligis antra?
Quaesiti servant luminis antra nihil.
Sed perge in tenebris radiorum quaerere lucem
nonnisi ab oscura sidera nocte micant

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Se cerchi la luce, Benedetto, perché scegli la grotta buia?
La grotta non offre la luce che cerchi.
Continua pure nelle tenebre a cercare la luce fulgente,
perché solo in una notte fonda brillano le stelle.

Mi ricordo che Filippo, aveva cinque anni e mezzo, rimase colpitissimo da questa frase, tanto che me la fece fotografare e rileggere moltissime volte anche nei giorni seguenti.

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Fu una giornata splendida, visitammo il sacro speco, facemmo tante foto, mangiammo in un agriturismo dalle parti di Jenne, ricordo che in macchina cantavamo una canzone di una lumaca, che è saggia perché sa aspettare e non vuole tutto e subito… ancora sento la felicità provata in quelle ore.

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La sera stessa, tornati a casa, feci un test di gravidanza, ed era positivo. Giovanni stava arrivando.

Due settimane dopo sapemmo della recidiva e ci avviammo al secondo trapianto.

Mi sono chiesta tante volte se Filippo, a cinque anni e mezzo, avesse compreso quella frase meglio di noi, se la sentisse sua, magari senza saperlo, forse incoscientemente, essendo già passato per momenti piuttosto bui, e con davanti a sé notti ben più scure, che quel giorno non potevamo certo immaginare.

Solo in una notte buia brillano le stelle.

Scrivo queste cose perché siamo all’inizio dell’anno, ed è quasi automatico fare dei buoni propositi.

Scrivo perché qualche giorno fa siamo tornati al monastero di San Benedetto, con Francesco e Giovanni, ma senza Filippo.
C’erano anche Chiara, Luca e i loro figli, ma anche loro senza Giacomo.
Anche questa volta è stata una giornata splendida, abbiamo di nuovo fatto foto, e mangiato nello stesso agriturismo di cinque anni fa.

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Scrivo perché oggi al supermercato, in fila davanti a noi c’era una coppia con tre figli maschi, più o meno coetanei dei nostri, e noi invece ne avevamo solo due con noi, e io non ho potuto fare a meno di piangere.

Scrivo per ammonire me stessa, per rimproverarmi di essere invidiosa, e di pensare sempre a quello che non ho più, invece di ringraziare per quello che ho ancora.

Scrivo perché non è per niente facile essere sempre coerenti e vivere all’altezza di quello in cui si crede, perché a volte è comodo abbattersi, lasciarsi sopraffare dalla nostalgia e cullarsi nel lamento e nella malinconia.

Scrivo perché un amico ha condiviso con me, il 30 dicembre, un versetto dell’inno delle lodi mattutine, che dice

O famiglia di Nazareth,
esperta del soffrire,
dona al mondo la pace

aggiungendo, con una delicatezza tutta sua, che forse, tutto sommato, essere “esperti nel soffrire” non è poi una cosa tanto brutta, se così viene definita la famiglia di Nazareth. E questo lo penso anche io, ma spesso il sasso che ho al posto del cuore mi impedisce di ricordarmene.

Scrivo per aiutarmi a tenere a mente che chiudermi in una grotta non mi farà trovare la luce che cerco, ma che se Lui è la mia luce, anche nelle tenebre vedrò brillare le stelle.

PS: dopo aver visitato il monastero, abbiamo chiesto ai monaci di far celebrare una messa per Filippo e per Giacomo. La diranno domattina presto (3 gennaio), verso le otto. Noi pregheremo con loro. Pregate con noi.

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9 Pensieri su &Idquo;sidera micant

  1. La preghiera è l’unico dono che posso offrire, condivido la vostra umanità e mi inchino di fronte alla piena consapevolezza del dolore, con la capacità di leggervi la Luce che nasconde.
    Si, sono convinta che in cuor suo il vostro Filippo avesse già conosciuto la Verità, e attraverso voi gustato i primi raggi di Luce.

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  2. Come dovremmo invidiare chi ha già attraversato la porta dell’aldilà! Io credo che piangerli non sia giusto perché li facciamo un po’ soffrire della nostra sofferenza. Certo, ci mancano, ma solo perché non sappiamo ancora vederli come ci vedono loro …

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  3. Grazie, Anna, per le cose belle che sempre tu e Stefano ci offrite. Vi sento vicini come se vi conoscessi di persona. Vi chiedo di pregare con me per Giorgio, un bimbo nella pancia a cui è stata diagnosticata una grave malformazione cardiaca e per i suoi genitori, Zaira e Paolo e anche per Fabrizio, un giovane sposo che oggi è stato sottoposto a trapianto di midollo. Grazie, grazie di cuore e buon anno

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  4. Pingback: In principio era il Verbo | Piovono miracoli

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