Il cuore trafitto dalla gioia

L’ho appena letto su facebook, lei lo ha appena pubblicato, e io lo condivido qui per non perderlo, perché lei pubblica in continuazione, e poi le cose non si trovano più, nei meandri delle bacheche. 
Lo condivido perché parla di noi, perché in mezzo pomeriggio lei ci ha guardati, ci ha capiti, e poi ci ha stregati.
Lo condivido perché quando ieri, durante l’incontro-dialogo che c’è stato, lei ha detto che la festa delle mamme e i papà che hanno perso il loro bambino dovrebbe essere il 2 febbraio, non potevo credere alle mie orecchie, perché il 2 febbraio è il giorno in cui io e Stefano ci siamo sposati.
Lo condivido perché ne condivido ogni virgola.

Anna

di Silvana De Mari

Io dico ai ragazzi: sposatevi, amatevi, sostenetevi e abbiate dei figli non solo per evitare la scomparsa della civiltà cui appartengo e che amo, ma perché è bello.
L’armonia familiare è il paradiso in terra.
L’amore coniugale è basato sul perdono e sull’accoglienza, un perdono continuo quel giorno che era nervoso e forse è stato svalutante, quel giorno in cui gli ho distrutto la macchina e non ha fiatato.

E poi l’amore coniugale, quando funziona, diventa un amore totale.

Io e Claudio siamo altrimenti giovani, diversamente magri e altrimenti prestanti, ma noi ci amiamo così.
Finalmente ho realizzato il sogno di ogni essere umano, essere amata per quello che sono. Posso avere le occhiaie, oggi sto vomitando (influenza, capita anche ai migliori) ma lui è qui vicino a me, che spreme arance.

Mio Dio l’amore coniugale, che dono.

Sposate un uomo perbene, un uomo che per voi sia disposto a morire, che faccia il Sahara a piedi per portarvi mezzo bicchier d’acqua e tenetevelo stretto, anche se ha un carattere burbero, spesso gli uomini perbene ce l’hanno, non mollate, un matrimonio è come un giardino, da potare, dare acqua e levare le erbacce.

Noi siamo le fondamenta.

Ieri a Roma ho visto delle famiglie meravigliose, colpite dalla folgore.
Dove c’è il dolore, là il terreno è sacro.

L’80% delle famiglie dove un figlio ha un cancro si sfascia, ma questo non succede se l’amore è talmente forte che la disperazione di averlo perso è più piccola della gratitudine a Dio di averlo avuto.

Mio Dio, che famiglie, i fratellini che hanno perso i fratellini, le madri che hanno perso il bimbo, il padre rimasto orfano di suo figlio.

La festa (è una festa, certo, ieri abbiamo riso come dei matti , grazie anche ai comici camici, abbiamo riso perché la vita è magnifica) delle mamme che hanno perso il loro bambino, di padri che ne sono rimasti orfani dovrebbe essere il due febbraio, Candelora, quando tutte le candele sono accese e si ricorda la presentazione di Gesù al Tempio, quando viene detto alla Madonna “una spada ti trafiggerà il cuore”.

Ieri ho visto madri e padri con il cuore trafitto dalla gioia.

6 risposte a "Il cuore trafitto dalla gioia"

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  1. Le chiamo Dioincidenze….sono come le tessere di un puzzle che si incastrano perfettamente e tu riesci a vedere più chiaramente l’immagine che si sta formando. Molto bello, commovente rivelazione! Un abbraccio forte!

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