Dove sei papà?

di Stefano Bataloni

E’ trascorso tanto tempo dall’ultima volta che ho scritto qui e tanti sono i motivi che mi hanno tenuto lontano. Cose di tutti giorni, cose di vita normale, cose che succedono a chiunque, cose importanti, non certo solo pigrizia.

Non è stata però una lontananza solo dallo scrivere, è stata una lontananza da qualcosa di più importante; e mi rendo conto che forse ha portato un po’ a perdermi.

Qui siamo partiti con il raccontare i miracoli che sono piovuti dal Cielo assieme alla malattia e alla morte di nostro figlio Filippo. Qui si è riflettuto sulla Parola di Dio, sulle cose della vita e sul senso che riusciamo a dargli.

In questi mesi invece, sono stato rapito da pensieri e impegni: lavoro, famiglia, amici, soldi, vacanze, scuola, progetti.

All’inizio la distanza dalle cose importanti era piccola, era ancora vivo il ricordo delle riflessioni sull’Amore di Dio per noi e del racconto delle esperienze di esso.

Poi, sono stato in ansia per la mia vita, per cosa mangiare o per cosa bere; in ansia per il mio corpo e di che vestire. La vita non è stata per me più del nutrimento, e il corpo non è stato più del vestito. Ho creduto che con la mia preoccupazione potessi aggiungere anche un’ora sola alla durata della mia vita. Ho dimenticato che il Padre celeste sa che ho bisogno di tutte queste cose. Non ho cercato prima il regno e la giustizia di Dio, con la consapevolezza che tutte queste cose mi sarebbero state date in più.

Invano ho faticato, invano ho vegliato. Invano mi sono alzato di buon mattino e tardi sono andato a riposare; ho mangiato pane di sudore.

Col tempo, quindi, la distanza da qui è aumentata e quell’Amore di Dio appariva solo come un ricordo, non più in grado di lasciare traccia in me.

In questo tempo, mi sono affaticato a scavare, tagliare e posare tante pietre, una dopo l’altra, una sopra l’altra, una accanto all’altra, per alzare pareti e costruire tetti.
Ma ho scartato la pietra d’angolo.

Lontano da qui, da questo blog ma anche lontano da Filippo. Lontano dal parlare con lui, dal pregare con lui, dal visitarlo, dal ricordarlo, dal fare tesoro delle cose che grazie a lui ho imparato. Ho scartato colui che più di tutti nella mia vita è stato simile alla “pietra d’angolo”.
Dove sono stato?

Poi, ieri mattina ho ricevuto questo messaggio da una amica:

Stanotte ho sognato Filippo
In piedi, davanti ad una libreria, con lo sguardo cupo mi chiedeva dove fosse il suo papà. Io rispondevo che non poteva essere lì e che se avesse voluto, avrei potuto leggere un libro con lui.
In mano aveva una copia del Piccolo Principe, in rosso e un piccolo libricino a forma di volpe.
Abbiamo letto e abbiamo riso.
E’ stato un bel sogno.

Un altro miracolo è piovuto.

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4 Pensieri su &Idquo;Dove sei papà?

  1. Carissimo Stefano, la nostra vita è così. Siamo sopra un altalena. A volte seguiamo il vento, a volte qualcuno ci spinge, altre ancora dobbiamo usare le nostre gambe e muoverle a ritmo. Qualsiasi sia la forza e qualsiasi origine abbia, l’importante è che non scendiamo a terra.
    Credo che Filippo sia stato, attraverso questo sogno, il vento venuto in soccorso al suo amato padre.

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