Rivestìti di Cristo

Link alle Letture della XII domenica del tempo ordinario (Anno C)

Zc 12,10-11;13,1   Sal 62   Gal 3,26-29   Lc 9,18-24

Commento alle Letture della XII domenica del tempo ordinario (Anno C)

di Don Stefano Cascio

È bello questo Vangelo per la chiusura del nostro Anno Pastorale. È bello perché Gesù ci interroga, interroga i suoi discepoli.

La prima domanda che fa Gesù è: “Cosa dicono gli altri di me?”
È una domanda sulla conoscenza, la conoscenza di Cristo.

È difficile conoscere Cristo, già facciamo fatica a conoscere noi stessi, pensate conoscere un altro. Ogni persona è sempre un mistero. Invece Gesù ci chiama a conoscerlo. E chiede ai discepoli: “Cosa dicono gli altri di me?”

È vero che spesso la conoscenza di Gesù viene dagli altri, inizia con gli apostoli nella Chiesa nascente, e per 2000 anni va avanti attraverso le generazioni passate di cristiani che ci hanno portato fino a ora l’annuncio.
I nostri nonni, i nostri genitori e adesso noi siamo chiamati a trasmetterla a qualcun altro. Quindi la conoscenza di Cristo viene sempre da un altro.

Ma Gesù fa un’altra domanda, non si ferma a: “Cosa dicono gli altri di me”, la seconda domanda è: “Cosa dite che io sia? Chi sono io per voi?”

Perché dobbiamo stare attenti, la conoscenza di Cristo non è la conoscenza storica, non è la dottrina cristiana.
Questo lo può fare anche il catechismo. Ma se il catechismo facesse solo questo sarebbe un errore.
Il catechismo, il nostro annuncio di fede, deve presentare un Cristo vivo, che deve toccare la tua esistenza. Allora Gesù ti chiede prima: “Cosa hai sentito dire di me?” e poi: “Tu cosa pensi di me? Chi sono io per te?”

Perché di questa conoscenza di Cristo me ne devo appropriare, la devo fare mia, deve far parte della mia esistenza. Chi è Cristo per me? Questo Cristo come sta cambiando la mia vita? Come la sta modellando? Cosa sto facendo io per lui? Chi è per me?

E questo Gesù ce lo dice anche più avanti, perché dopo che Pietro ha risposto che Lui è il Cristo, cioè il Messia, il Salvatore, Gesù gli dice di rinnegare se stesso e di seguirlo.

Ho una citazione di Paolo VI. Lui diceva:

Gesù non si accontenta di essere riconosciuto per quello che è: se davvero è la Via, la Verità, la Vita, non resta che seguirlo. Non basta fermarci alla conoscenza… Direi che conoscere e seguire sono due verbi inseparabili.

Conoscere e seguire, con Cristo sono la stessa parola.

Allora questo ci impegna molto, perché nella nostra chiesa occidentale il conoscere Cristo è molto facile, Roma è piena di Università pontificie dove si può imparare di tutto.
Ci sono corsi per laici ovunque, se uno vuole conoscere Cristo.

Ma seguirlo?
Quanto la nostra Chiesa segue Cristo?
Quanto la nostra comunità occidentale cristiana segue Cristo?

L’ho detto e lo ripeto, dobbiamo risvegliare la nostra fede, la nostra Chiesa è addormentata.

Perché?
Perché manca la fede, manca la conoscenza, manca il fatto di dire: “Io cosa penso di Lui, cos’è Lui per me?”
Perché se io scopro che Lui è la mia Vita, se io scopro che Lui è la Verità, se io scopro che è quella Verità che dà un senso alla mia vita, se io scopro che quella persona è la Via che io devo seguire, allora non posso rimanere immobile là dove sono.

Certe volte noi dovremmo andare contro corrente rispetto a tutto quello che è il pensiero dell’uomo, anche rispetto alle cose che sembrano le priorità fondamentali.
Quando sento una persona che dice: “L’importante è che ci sia la salute”…
Una persona che dice questa cosa non è cristiana.
L’importante non è la salute, sapete quante persone nei nostri confessionali vediamo passare, che sono piene di salute, ma sono malate dentro!
Non hanno trovato il senso della loro vita e non sanno dove andare.

Invece quanti malati abbiamo incontrato sul nostro cammino che hanno dato senso alla nostra vita, perché erano pieni di quella speranza cristiana.

Sappiamo benissimo che né i soldi né la salute danno un senso alla nostra vita. Il senso della nostra vita è Cristo.

Poi il resto sono tutte cose sterili.
Certo che è meglio avere la salute, certo che è meglio avere i soldi, non sto dicendo il contrario, però attenzione a fondare la nostra vita su qualcosa che passa.
E’ Cristo la luce della nostra vita, e finché noi non capiamo questo (preti compresi, eh? Non sto giudicando nessuno, preti compresi!) se non fondiamo la nostra vita su Cristo, facciamo belle cose, ma un giorno tutto finirà e ci ritroveremo con niente.

Allora, come dice San Paolo nella seconda lettura ricordiamo che siamo battezzati in Cristo, e cioè siamo rivestiti di Lui, siamo rivestiti di Cristo.
Usciamo da questa Chiesa rivestiti di Cristo che è la cosa più bella che ci può accadere: essere rivestiti di Cristo, il più bell’abito che si possa indossare.

Amen.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...