Ricamatore innamorato

di Anna Mazzitelli

Capita, a volte, raramente, di riuscire a sbirciare dalla parte al dritto dell’arazzo.
Ed è per questo che scrivo oggi, dopo mesi, facendo finta di aver scritto un paio di giorni fa, sorvolando sulla parte a rovescio che quotidianamente vedo, per raccontare della brezza che per un attimo ha soffiato, muovendo il tessuto, e del lampo di luce che proprio in quel momento ha illuminato un pezzettino della parte giusta, permettendomi di scorgerla.

Devo dire che, con me, il Signore si è dimostrato un ottimo ricamatore.
Ho sempre pensato che la bravura di chi ricama si veda guardando il dietro del lavoro: i miei ricami a punto a croce (quei pochi che ho fatto) sono pieni di nodi, e dal di dietro non si intuisce affatto il disegno. Quelli di mia sorella, più precisa di me (ma ci vuol poco), già sono meglio. Immagino che i veri ricamatori facciano un lavoro che è perfetto anche sul retro.

Ecco, il Signore con me ha fatto così, anche il retro dell’arazzo che ha intessuto per me è pulito e meraviglioso.
Eppure sbirciare dalla parte giusta, seppure per un attimo, ha dell’incredibile.

Non so raccontare con esattezza quali siano state le circostanze, sicuramente una serie di eventi vicini tra loro nel tempo, stralci di omelie e di catechesi ascoltate, propositi (a volte anche miracolosamente attuati) di pregare prima di aprir bocca, cocciutaggine nella partecipazione alla messa feriale, la mattina prima di andare a scuola, sempre di corsa, insomma, io l’impegno ce l’ho anche messo, ma sappiamo bene che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.

E invece mi stupisco ogni volta quando mi accorgo di come il Signore tenga a me, misteriosamente, perché io stessa a volte mi sto abbastanza antipatica.

Due sono le cose che, messe insieme, hanno dato luce alla parte dritta di ciò che è stato intessuto per me:

Mio marito che mi dice: “Tu le cose le fai con la testa, non con i muscoli, quindi se decidi di fare una cosa anche molto impegnativa dal punto di vista fisico, e sei sufficientemente motivata, nessuno ti impedirà di farla”.
E poi una serie di problemi molto pratici e molto difficili da affrontare, che inizialmente mi avevano spaventato non poco, (tanto che solo un’oretta abbondante di psicoterapia intercontinentale aveva potuto tranquillizzarmi un pochino), e tuttora sono nella top ten delle cause dei miei mal di pancia, ma che, guardati un po’ da lontano e dopo un po’ di pratica di perfetta letizia (trasformare i problemi in opportunità sta diventando la mia miglior dote), mi hanno regalato la consapevolezza di quanto segue:

Il Padreterno è una Persona (e quindi sa bene come ragionano le persone, anche quelle complicate).
E’ una Persona intelligente e con grandissimo senso dell’umorismo (a volte pure troppo, per una permalosa come me).
Ha, dalla sua, grandissima presenza di spirito (o Spirito?), e una certa dose ne ha regalata anche a me.
E soprattutto, questa Persona così straordinaria, mi ama.

Ma tutto questo già lo sapevo, anche se qualche conferma di tanto in tanto non guasta.

La cosa che mi è balzata davanti agli occhi in questo momento di Grazia che sto cercando di raccontare, è che Dio mi ama esattamente nel modo in cui io desidero essere amata, o, se vogliamo dirla con parole di Stefano, nel modo in cui io ho bisogno di essere amata.
E per qualche benedetta forza cosmica a volte i due modi miracolosamente coincidono, e quindi diventano comprensibili, e limpidi come l’acqua di una cascata di montagna (poi si capisce perché amo tanto le cascate).

Questa percezione, avvenuta in un momento in una Chiesa di Roma, durante una Messa a cui avevo tanto desiderato partecipare, mentre i bambini, che avevo faticosamente trascinato, nonostante i buoni propositi iniziali (e le mie minacce), si comportavano malissimo, e il peso dei problemi accennati sopra era freschissimo e incombente, è stata come una secchiata d’acqua improvvisa.

Dio ti ama, Annina, ti ama esattamente come tu vuoi, ti conosce, ti ha fatta Lui, e non ti disprezza per quello che ti manca e che non riesci a fare, ma ti guarda con occhi da innamorato, e ti regala esattamente quello che desideri nel profondo, quello di cui hai bisogno.

E qui avevo fatto una lista, ma poi l’ho cancellata, perché il punto non è quello che ho io, il punto è che se Lui ama così me, allora ama così tutte le sue creature, ciascuna delle sue creature, in modo unico, personale, completo.

Non dico che da adesso in poi per me questa cosa sarà sempre evidente. Lo spero, e cercherò di far tesoro di quello che ho vissuto, ben sapendo però che la quotidianità, i problemi, gli affanni, le arrabbiature, le delusioni, presto o tardi appanneranno la mia consapevolezza di questo istante, e mi ritroverò di nuovo a desiderare cose diverse da quelle che il Signore desidera per me, e ad annaspare, ad andare a tastoni, a cercare faticosamente di affidarmi.

Ma questo momento c’è stato, è stato nitido, e cercherò di farne tesoro.

E davvero mi auguro che ciascuno dei miei fratelli (e anche, perché no, i miei nemici, verso i quali ancora pochi passi avanti ho fatto, insomma volete pregare di più o no?) possa sperimentare anche solo un assaggio della Grazia che ho ricevuto io in quel momento, in Chiesa, quando per un attimo ho sbirciato la parte al dritto del tessuto, e ho intuito con certezza che tutto quello che c’è dal rovescio e che ci tocca quotidianamente in sorte, bello o brutto, difficile o facile, piacevole o terribile, vale la pena.
Vale la pena!
Vale la pena, perché un giorno incontreremo questo Innamorato, e allora sarà tutto chiaro, cristallino, e allora finalmente lo guarderemo, e Lui guarderà noi, a faccia a faccia.

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4 Pensieri su &Idquo;Ricamatore innamorato

  1. Beh, letto a questa ora… con i sensi rilassati… che effetto misto di gioia, serenità, speranza-certezza… Stanotte dormirò meglio del solito. Perché ho la conferma che Dio mia ama, carissima Annina, come ama te! Grazie per avermelo ricordato… sono scordarella, a volte. Smack! E buona notte con gli Angeli e i Santi del Cielo… capofila Maria! 😀

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  2. Dio è mio Padre, nostro Padre. Spesso mi piace chiamarlo “papà” e rivolgermi a Lui confidenzialmente.
    So che mi ama perché lo cerco, lo chiamo, lo supplico, lo scoccio…e le Sue risposte arrivano nei tempi e nel modo che Lui solo conosce. A volte me ne dimentico ed allora vado a ripescare nella memoria il momento in cui invece ho percepito forte la sua presenza. Bella questa tua condivisione, cara Anna. Grazie.

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  3. Carissima Anna! Leggendo la tua testimonianza ho rivissuto pezzetti delle mie esperienze di vita! Ecco perché è così importante donarsi, dire quello che stiamo vivendo, testimoniare! Anch’io ho scoperto che Dio mi ama in maniera unica e mi sento capita e giusta solo da Lui anche se mi trovo attorniata spesso da persone che riescono a farmi sentire bene (e qui c’è sempre il Suo zampino). Questi attimi, momenti di intimità celestiale sono dei paletti fissi, delle pietre angolari dove ripartire quando all’improvviso tutto si fa buio e nel retro della tela vedi solo tanti nodi in disordine. Grazie Anna! Grazie di averci donato uno sprazzo di Speranza…

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