Amore e libertà

Link alle Letture dell’Ascensione del Signore (Anno C)

At 1,1-11   Sal 46   Eb 9,24-28;10,19-23   Lc 24,46-53

Commento alle Letture dell’Ascensione del Signore (Anno C)

di Don Stefano Cascio

Eccoci davanti a due visioni del cristianesimo diverse.

Se avete ascoltato bene, la prima lettura racconta la stessa cosa del Vangelo, cioè l’Ascensione di Gesù in Cielo.

Cosa avete visto? Da una parte c’erano dei ragazzi che camminavano con gli occhi bassi. Dall’altra delle ragazze con lo sguardo verso l’alto.

Questo è un po’ il problema che può succedere ai credenti: cosa succede alla fine, quando Gesù sta salendo in cielo? Gli apostoli che erano lì hanno tutti lo sguardo verso l’alto, guardano Gesù che sta salendo in cielo. E appaiono due uomini vestiti di bianco che dicono: “Ma che cosa state facendo?”

Leggiamola bene perché è bella questa frase:

Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo

Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?

Cosa dice questa frase a noi credenti?

Dice che certe volte ci sono visioni della fede in cui vivere da cristiani significa essere sempre rivolti verso il cielo. Ma c’è un rischio.
Il rischio è che io stando sempre così non mi rendo conto di quello che sta succedendo intorno a me. Ho l’impressione che siccome io credo in Dio, il resto non mi deve interessare; sono tutto preso dalla visione del cielo.

Ci sono altri che invece hanno una visione molto terra-terra, in cui tutto è orizzontale, e quindi la cosa importante è solo quello che può succedere qui. E hanno questa visione e basta.

Ma né l’uno né l’altro vanno bene.

La bellezza del cristianesimo è proprio che Dio si è fatto uomo.
Dio ha preso carne, è venuto in mezzo a noi.
E Cristo, con il suo corpo, è salito in cielo.
L’uomo viene in un certo senso divinizzato.
C’è questo rapporto straordinario tra l’uno e l’altro.

La ricchezza del cristianesimo è proprio questo equilibrio tra l’umanità e la divinità che si incontrano in Cristo Gesù.

Se noi siamo troppo presi dal cielo ma non diamo una mano alla terra, non va bene. Se noi pensiamo solo ai problemi terreni e ci dimentichiamo che Dio è venuto in mezzo a noi, non va bene.

Il cristiano deve vivere questo equilibrio, come abbiamo sempre detto: vivere qui, sapere che sono qui, e nello stesso tempo tutto orientato verso il cielo.

Allora il mio modo di vivere qui sarà forse diverso perché so dove vado, però è qui che devo vivere, è qui che devo investire, è sulla terra che il Signore mi chiede di essere testimone, l’avete sentito nel Vangelo: “Siate i miei testimoni”. Testimoni di libertà e di amore, questo il Signore ci insegna.

Andato via, benedice, cioè dà l’amore di Dio, ma si stacca, e quindi ci lascia la libertà.
Ci insegna anche a vivere i nostri rapporti interpersonali. Amore e libertà.
L’insegnamento di Gesù in questo momento dell’ascensione è grandissimo: ci insegna a vivere. Ci insegna a capire il senso della nostra vita e ci insegna a capire come vivere con gli altri.
Cristo non tiene tutto questo, Cristo si stacca, e ciascuno di noi deve imparare a fare la stessa cosa con chi ama: rendere testimonianza del tuo amore, ma lasciare libero.

Allora cerchiamo di pensare un po’ al nostro modo di vivere il cristianesimo, perché potremmo essere in un eccesso o in un altro.

Vivere da cristiano significa in famiglia, significa al lavoro, non significa solo qui.

Il cristianesimo, quello che abbiamo nel nostro cuore, tocca qualsiasi uomo e qualsiasi momento della nostra vita.

La settimana prossima festeggeremo la Pentecoste, abbiamo già iniziato la novena. Preghiamo lo Spirito Santo che ci possa accompagnare, e far sì che ciascuno di noi possa diventare testimone di Cristo in mezzo a questo mondo.

Amen.

 

 

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Un pensiero su &Idquo;Amore e libertà

  1. “Se noi siamo troppo presi dal cielo ma non diamo una mano alla terra, non va bene. Se noi pensiamo solo ai problemi terreni e ci dimentichiamo che Dio è venuto in mezzo a noi, non va bene.

    Il cristiano deve vivere questo equilibrio, come abbiamo sempre detto: vivere qui, sapere che sono qui, e nello stesso tempo tutto orientato verso il cielo.”

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