Se uno mi ama

Link alle Letture della VI domenica di Pasqua (Anno C)

At 15,1-2.22-29   Sal 66   Ap 21,10-14.22-23   Gv 14,23-29

Commento alle Letture della VI domenica di Pasqua (Anno C)

di Don Stefano Cascio

Faccio una piccola parentesi prima di iniziare: avete ascoltato, negli Atti degli Apostoli, di quale paese si parla?
Della Siria.
Ricordiamoci che in Siria, 2000 anni fa, prima che a Roma, c’erano dei cristiani.
Nelle nostre preghiere ricordiamoci dei cristiani che soffrono in un paese come la Siria. Certo non aveva i confini di oggi, ma già esisteva la Siria e già le comunità cristiane erano lì, evangelizzate da Paolo e anche da Pietro.
Ricordiamocelo.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

Se uno mi ama osserverà la mia parola.

Nella prima lettura, di cui parlavamo, c’è tutto un dibattito, perché siamo all’inizio del cristianesimo, e c’è la comunità ebraica e la comunità greca, e ci sono molti dibattiti, perché gli ebrei seguono alcune regole, e vogliono continuare con queste regole.
Gli altri dicono: “No, adesso noi siamo morti alle regole, Cristo ha dato la vita per noi!” e quindi c’erano dei dibattiti, e come vedete i discepoli ne parlavano, e andavano in giro per le comunità a spiegare e a decidere, accompagnati dallo Spirito Santo, cosa fare.

Il Vangelo oggi ci dice: “Se uno mi ama osserverà la mia parola.”.

Qual è la prima cosa?
Amare.
Se uno mi ama.

Papa Francesco lo sta ripetendo in continuazione: la prima cosa non sono le regole, la prima cosa è l’amore di Dio.

Se uno mi ama.

Per amare devo essere stato amato, devo sapere cosa significa l’amore, e il primo ad amare è Dio.
Il credente è l’uomo che crede nell’amore di Dio.
Ma non nell’amore di Dio verso gli altri, nell’amore di Dio per sé. Io sono amato da Dio. E’ la prima cosa, un credente è colui che sa di essere amato da Dio.
Non è sempre facile accettare l’amore di Dio. Alcuni si sentono peccatori, alcuni sentono di non essere degni dell’amore di Dio.
Invece il primo passo da fare è riconoscere che Dio ci ama, e non ne possiamo fare niente, non è dovuto ai nostri meriti. Noi siamo amati da Dio come un figlio che nasce in una famiglia è amato dai suoi genitori.
Che sia brutto, che sia bello, che sia bono, che sia cattivo, questo è mio figlio e io lo amo. Se io chiedo ai vostri genitori se vi amano, mi risponderanno di sì, anche se non siete bravi sempre vi amano lo stesso.

Dio fa la stessa cosa con ciascuno di noi: ci ama, non può fare a meno di amarci, è così!

Ma io lo amo?
Come rispondere a questo amore?

Oggi il Vangelo ci dice: “Osservate la mia parola”

Ma cosa significa osservare la parola?

Questo verbo, osservare, in italiano è interessante, ha due significati.
Osservare significa guardare attentamente: osservo qualcosa quando guardo attentamente questa cosa. Allora significa osservare, guardare bene la Parola.

Ma osservare in italiano significa anche seguire: osservare delle regole significa seguire delle regole, quindi osservare la Parola significa seguire la Parola.

Osservare e amare è la stessa cosa.
Perché?
Perché quando io amo, osservo l’altro, mi fermo a guardare i suoi problemi, le sue difficoltà, i suoi bisogni.
Se io chiedo a una mamma o a un papà cosa fanno con i figli, li osservano, spesso guardano quali sono i bisogni di questi figli.
Amare è osservare l’altro, è stare attenti all’altro.

Ma abbiamo detto che osservare è anche seguire.
Cosa significa seguire l’amore?

Significa che l’amore non è affettivo, l’amore è effettivo, l’abbiamo già detto altre volte.
Noi abbiamo spesso un’immagine dell’amore che è sentimentalismo, è quello che sento, poi se non lo sento più vuol dire che è finito l’amore, è solo qualcosa che devo sentire, è emozione, è l’emozione adesso che trascina tutto, trascina in politica, trascina nella società, trascina alla televisione, deve essere solo emozione.
Ma quando l’emozione non c’è più? Quando non c’è più questa magia, cosa rimane?

Ma perché, con i figli è sempre magia? Con il marito, la moglie, è sempre magia? O certe volte è difficile avere un figlio, una figlia, educare, farli crescere? Avere un marito, una moglie, è facile?
Non sempre!

Ma allora questo vuol dire che l’amore non c’è?
No, significa che l’amore ha bisogno anche di sacrificio, ha bisogno di azioni, ha bisogno di fatti, io questo amore lo devo incarnare, lo devo mettere in pratica, ci devo essere.

Ecco quello che significa allora osservare la Parola. Certo che è guardarla, ma è anche cercare di viverla.

Ma se io guardo la Parola cosa vedo?
Delle lettere?
Chi ha incarnato la Parola?
“Il verbo si è fatto carne, ed è venuto ad abitare in mezzo a noi”.
Chi è questo? Chi è che si è incarnato? Chi è il Verbo incarnato?

Gesù.

E’ Gesù che ha incarnato la Parola.
Vero Dio e Vero uomo.
Gesù è pienamente uomo!
Gesù ha incarnato la parola, che cosa significa? Che noi uomini possiamo fare come lui, possiamo vivere questa Parola.
E’ possibile!
Perché dico che è possibile? Perché Sant’Antonio, lì, è nato, come voi, è cresciuto, come voi, però ha saputo incarnare la parola. San Giuseppe, lì, la stessa cosa. (In Chiesa ci sono le statue di Sant’Antonio e di San Giuseppe).

La Madonna pure (anche se lei ha avuto un aiuto supplementare, va beh!).
Ma sapete quanti santi hanno cercato di osservare la Parola e di viverla, sapendo di essere amati da Dio e volendo amare Dio.

E quando si ama Dio, quando si cerca di vivere e di incarnare la Parola, Gesù ce lo dice, viviamo la sua pace.

E la sua pace non significa che non ci sono più conflitti, lui dice, non è la pace può dare il mondo, la pace che vi do io.
E qual è questa pace?
E’ che malgrado le difficoltà, le sofferenze, dentro di me, dentro il mio cuore è come nel mare, quando siamo lontani, in profondità: in superficie ci può essere la tempesta, ma giù tutto è calmo.

Così è per un credente, può vivere dei momenti molto difficili, ma se sa di essere amato da Dio e cerca di vivere anche lui questa relazione con Dio, potrà allora vivere questo momento di calma, in cui malgrado tutto è abitato dalla presenza di Dio.
Perché Gesù ce lo dice: “Verremo ad abitare in voi, il Padre e io verremo ad abitare in voi”.

Allora apriamo la porta del nostro cuore, viviamo questo amore effettivo e non solo affettivo, e diventiamo veri testimoni della Parola, veri testimoni di Cristo.

Amen.

 

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