Prime Comunioni

Link alle Letture della V domenica di Pasqua (Anno C)

At 14,21-27   Sal 144   Ap 21,1-5   Gv 13,31-35

Commento alle Letture della V domenica di Pasqua (Anno C)

di Don Stefano Cascio

Avete fatto due anni di catechismo, due anni in cui siete venuti qui tutte le settimane (non so se è stata più fatica per voi o per i vostri genitori, certe volte sono i genitori quelli che dobbiamo tirare più dei figli).
E siamo arrivati a questo momento, ma che cos’è questo momento, cosa state per ricevere? Cosa cambierà nella vostra vita?

Oggi le letture ci aiutano: abbiamo ascoltato nella seconda lettura, dall’Apocalisse

Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro»

Non è un po’ quello che succederà?
Il corpo di Gesù viene dentro di noi e quindi questa tenda di Dio in mezzo a noi sarete voi, sono io, sono loro quando ricevono la Comunione.

Non siamo, a un certo momento della nostra vita, portatori di Cristo?
Tutte le volte che facciamo la Comunione non significa che noi riceviamo il Signore? Che siamo questa tenda in mezzo agli uomini? Non diventiamo noi quelli che portano Cristo agli altri?

Vi ricordate? Durante il ritiro, quando c’era in fondo il tabernacolo e abbiamo preso Gesù, l’abbiamo mostrato, abbiamo fatto l’adorazione, abbiamo detto: “Per il momento Gesù sta lì, ma il giorno della vostra prima Comunione e poi tutte le volte che riceverete la Comunione questo stesso Gesù verrà dentro di voi, diventerete voi tabernacoli viventi”

Entrando in questa Chiesa, non uscirete più nella stessa maniera come siete entrati.

E questo Gesù ce lo dice anche.
Se avete ascoltato il Vangelo, cosa dice Gesù?

Vi do un comandamento nuovo

Non dice: “Vi do un nuovo comandamento”, dice: “Vi do un comandamento nuovo”.

Perché Gesù non aggiunge un altro precetto ai 613 precetti che avevano gli ebrei, no, lui cambia il significato di qualcosa che già esiste.
Ce lo dice anche la seconda lettura: fa nuove tutte le cose. Non “fa cose nuove”, ma “fa nuove tutte le cose”.

Cosa significa questo?
Che trasforma quello che già c’è.

Cerchiamo di capire insieme cosa stiamo dicendo.
Io vengo qua, vengo a fare la mia prima Comunione.
Entro con i miei difetti, i miei problemi, tutto quello che sono. E mi siedo al banco.
Dopo di che, per la prima volta, ricevo questo Sacramento, che si chiama Comunione, Eucaristia.

Cosa significa Sacramento?
Segno visibile della Grazia invisibile di Cristo.
Segno visibile, qualcosa che posso vedere, ma di qualcosa di invisibile.
La cosa si sta complicando, cerchiamo di vedere meglio.

Cosa fa Gesù di visibile in me? Cosa succede in quel momento lì?
Io ricevo il corpo di Cristo, che deve alimentare la mia anima, quello che non vedo, ma quello che sono dentro di me, il mio uomo interiore, quel bisogno che ho di assoluto, di bellezza, di bene, tutta quella ricerca che diventando più grande io cercherò più fortemente.

I vostri genitori, quando si sono scelti, che cosa cercavano?
Cercavano l’amore.
Quando hanno cercato l’amore e voi siete nati, voi stessi siete stati i frutti di questo amore, voi siete i segni visibili di qualcosa che è invisibile, perché l’amore è invisibile ma poi si concretizza in alcuni atti, e questo concretizzarsi dell’amore siete voi, voi siete il frutto di questo amore.

Allora Gesù cosa fa con noi?
Gesù vuole dare anche a noi il suo amore, e ci dice: “Voi dovete amare come io ho amato”. Gesù ci dice: “Voi ricevete me, ma poi vi dovete comportare come me, dovete cercare di seguire il mio esempio. Se siete miei discepoli dovete fare come me”.
E che cosa ha fatto Gesù?
Ha dato la sua vita per gli altri.
Il suo modo di amare è dare la vita per gli altri.

Noi siamo tutti chiamati a questo.

Il problema sapete qual è?
È che quando si diventa grandi, spesso si diventa egoisti, si comincia a pensare solo a sé e ci si dimentica di quello che il Signore ha voluto donarci, in particolare il giorno della prima Comunione.
Il giorno della prima Comunione lui ha detto: “Io sarò con te sempre, ogni volta che tu vorrai, potrai venire a ricevermi, e io verrò nella tua vita”.
E quando io accolgo Cristo nella mia vita, tutto può cambiare, se mi lascio trasformare da dentro.

Guardate l’amore che noi viviamo fuori: o compiamo degli atti per questo amore, cerchiamo di alimentarlo, e allora questo amore cresce, oppure l’amore muore.

Così è la nostra relazione con Cristo.
O io cerco di alimentare questo fatto che Dio entra nella mia vita, e ci vuole rimanere, e vuole cambiare la mia vita, oppure mi dimentico che Dio è venuto nella mia vita.
E molte persone, molti grandi, quando crescono, si dimenticano che Dio è venuto nella loro vita. Se lo dimenticano e lo lasciano lì, e questa presenza a poco a poco muore, perché non viene alimentata.
Gesù ha bisogno di sapere che tu ti ricordi che lui c’è.
E dà frutti, se ti ricordi, se gli lasci spazio per crescere.

Allora voi oggi fate la prima Comunione, ma la prima Comunione non è l’ultima. Perché se voi domani, o la settimana prossima, andate a Messa, potere ricevere questo dono grandissimo. Dio può ritornare dentro di voi.
Ma questo dono che avete ricevuto vi richiede anche una grande responsabilità.
Io sono portatore di Cristo, significa che io, uscendo da questa Chiesa, porto Cristo al mondo, porto Cristo nel mio quartiere, porto Cristo a casa.
È una grande responsabilità.
È come se io vesto da poliziotto e poi vado a rubare, non è giusto questo, no? Faccio male a me stesso e faccio male a tutta la polizia.
È la stessa cosa per un cristiano: se porta Cristo dentro di sé, non può poi andar fuori e dimenticarsene, e fare qualsiasi cosa.
Porta Cristo agli altri.

Deve dare frutto questo momento forte in cui Cristo è venuto in me. Lo devo portare agli altri.

Allora tutta la nostra comunità oggi, che vi accoglie come vi ha sempre accolto tutte le domeniche, come vi ha accolto durante il catechismo, oggi vi dice anche che pregherà per voi, perché voi siate veri testimoni di Cristo, portatori di Cristo fuori da queste mura.
Tutti noi pregheremo per voi, perché possiate fare quello che Gesù vi dice oggi nel Vangelo. Ricordatevi sempre di questo Vangelo, il Signore ha voluto che per la vostra prima Comunione ci fosse questo Vangelo, che dice:

“Se volete essere miei discepoli, amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”

Capito?
Questa è la nostra grande responsabilità: amarci gli uni gli altri  come Gesù ci ha amati.

Allora chiediamo al Signore oggi di darci sempre questa forza di amare, di saper amare, perché questo è il fondamento della nostra vita.
Se non sappiamo amare non sappiamo vivere.

Amen

Annunci

3 Pensieri su &Idquo;Prime Comunioni

  1. Che bello che ci siano dei sacerdoti che parlano così ai bambini….e agli adulti, che dono grande! Grazie per avermi dato la possibilità di conoscere Don Stefano

    Mi piace

  2. Bene, le parole sono meravigliose, ora tocca non solo ai Sacerdoti portare avanti la crescita alla Fede, ma i genitori devono avere la capacità di accogliere la “PAROLA” di Dio e comunicarla con l’esempio ai loro figli nel saper dialogare che senza Cristo Gesù è una vita nulla

    Liked by 1 persona

  3. Sono d’accordo pienamente. I genitori con il loro esempio possono far sì che l’incontro con Gesù dei loro figli sia il primo di una lunghissima serie di incontri che regalerà loro forza, luce, serenità e gioia di vivere

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...