Ogni volta che cado, Cristo mi tira sù.

Link alle Letture della V Domenica di Quaresima (Anno C)

Is 43,16-21   Sal 125   Fil 3,8-14   Gv 8,1-11

Commento alle Letture della V Domenica di Quaresima (Anno C)

di Don Stefano Cascio

L’episodio che ci viene raccontato oggi è purtroppo qualcosa che succede ancora oggi in alcuni paesi del Medio Oriente o in Africa, di alcune donne che tuttora vengono lapidate.

Non stiamo parlando di qualcosa che sembra lontano, anche oggi, tuttora, funziona così.

E Gesù è lì, in mezzo a questa storia.
Cercano di metterlo in difficoltà: arriva questa donna, la buttano lì e cominciano a dire a Gesù: “Senti, maestro, questa donna è stata presa in flagrante adulterio. La legge di Mosè ci dice di condannarla e di lapidarla. Tu che dici?”

C’è un problema per Gesù. O dice: “Va bene, la legge di Mosè dice così e quindi la dobbiamo lapidare”, contraddice però tutto l’insegnamento di amore che ha fatto prima. Oppure dice: “No, non condannatela, lasciatela libera” e allora si mette contro al legge di Mosè.
Quindi siamo davanti a un problema.

Allora Gesù cosa fa?
Li guarda e dice: “Chi di  voi è senza peccato butti la prima pietra”.
E il Vangelo dice che i più vecchi iniziano ad andare via, fino ai più giovani. Perché i più vecchi secondo voi? Perché sono quelli che hanno avuto più tempo per peccare e allora il peccato si è accumulato.

Cerchiamo come sempre con la prima lettura di capire la chiave di lettura del nostro Vangelo.

Nella prima lettura del profeta Isaia ci sono queste parole:

Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche, ecco io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?

Cosa fa Gesù, cosa ci sta dicendo?
Come possiamo capire quell’insegnamento di Gesù attraverso quello che abbiamo sentito del profeta Isaia?

Perché, vedete, certe volte noi viviamo con un peccato grosso sul cuore, e noi andiamo avanti nella nostra vita con quel peso, e non sappiamo come distruggere questo peso. Ci prende il cuore, ci prende la mente, la nostra vita è schiacciata dal nostro peccato. Noi ne vogliamo uscire fuori, ma non ce la facciamo, e andiamo avanti così.
Altre volte non abbiamo un grosso peccato, però non siamo perfetti, e tutta la vita stiamo lì a fare questo sforzo per cercare di essere perfetti, e non ci riusciamo, e allora stiamo lì ancora una volta a sentirci pesanti, perché non riusciamo a essere quell’immagine che abbiamo deciso di essere.

Ma come, ci sono tutti questi santi, perché io non posso farcela? Perché anche io non ci riesco?

Ma Gesù non ci propone questa vita.
Gesù ci insegna qualcosa di diverso.

Alla donna Gesù dice: “Neanche io ti condanno, va e d’ora in poi non peccare più”.

Qual è la novità di Gesù?
Gesù non condanna, però dice: “Vai e non peccare più”.

Per capire bene dobbiamo leggere la seconda lettura, san Paolo.
Vedete oggi andiamo in mezzo alla scrittura a trovare il senso della nostra vita.
E san Paolo cosa ci dice?

Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo (…) Anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù. (…) dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

Cosa ha fatto Cristo? Cristo ha dato la vita per noi.Se noi crediamo di combattere il nostro peccato, la nostra santità, se noi crediamo che con solo i nostri sforzi possiamo riuscire a vincere, allora non è servito a niente che Gesù è morto sulla croce.

Ma Gesù ci insegna un’altra cosa, che lui ha dato la vita per noi. Che noi siamo stati conquistati da Cristo, come quando un fidanzato cerca di conquistare la sua ragazza.

Noi siamo stati conquistati da Cristo, Cristo è innamorato di noi, e noi dobbiamo essere innamorati di lui.
Cristo ci ha preso, ha preso il nostro cuore, la nostra vita. Cristo ci ha abbracciati e quindi noi viviamo in questo modo in cui è tutto molto più leggero perché Cristo è con noi.
E allora come vivo, anche le mie difficoltà, le mie sofferenze, anche nel momento in cui ho peccato e sono caduto, cosa fa Cristo?
Mi da la mano e mi tira sù, ogni volta Cristo mi tira sù, ogni volta Cristo mi tira sù. Ogni volta che cado, Cristo mi tira sù.
Perché lo ripeto? Perché ce lo dimentichiamo, perché questo deve essere sicuro dentro di noi, Cristo è qua per tirarci su.

E’ bellissimo il sacramento della confessione. I protestanti proprio non ce l’hanno, ed è terribile perché loro come sono sono, non possono cambiare, invece noi abbiamo questo sacramento straordinario che ci ricorda che noi al Signore presentiamo il nostro peccato e lui ancora una volta ci tira sù.

Ci dice la stessa cosa che ha detto a questa donna: “Io non ti condanno, va e non peccare più”. E in questo non peccare più c’è la nuova vita in Cristo, c’è il poter ricominciare

avete sentito quello che c’è nella lettura? “Germoglia di nuovo”, la nuova vita.
Questo germoglio noi l’abbiamo ricevuto al battesimo e sta crescendo dentro di noi, e noi quella vita nuova non la dobbiamo seppellire, ma deve crescere sempre di più in noi questa nuova vita.
E fra noi uomini e donne la libertà in Cristo è una cosa straordinaria che pochi di noi conoscono. Perché noi non ci lasciamo conquistare da Cristo, come dice san Paolo.
Pochi di noi possono dire: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”.
Pochi di noi.
Perché?
Perché noi facciamo il contrario di quello che ci dicono le letture di oggi, che ci dice Isaia, che ci dice san Paolo, pochi di noi dimenticano il passato, pochi di noi vogliono far morire l’uomo vecchio, perché abbiamo paura di perdere quel poco che siamo, e non capiamo che se Cristo ci conquista noi non siamo annullati ma è vero il contrario.
Quello che noi davamo per cento lui ce ne da mille, fa di noi cose incredibili, persone nuove.

Allora dovremmo ripetere insieme, rileggere, ripensare a queste parole di san Paolo:

Dimenticando ciò che mi sta alle spalle e proteso verso ciò che mi sta di fronte, corro verso la mèta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

E’ sempre la stessa cosa, dall’inizio dell’anno abbiamo sempre la stessa cosa, torniamo sempre alla nostra mitica corda. (link al video della corda).

La nostra vita è breve, ma l’orizzonte non finisce mai.

E’ quello: io corro verso la meta, sennò la mia vita che senso ha? Dove mi sta portando?
Io sono un uomo nuovo perché Cristo ha dato la vita per me, perché Cristo mi ha insegnato ad amare, perché attraverso la sua vita e le sue parole io sono un uomo nuovo, dimentico il passato, corro verso la meta, verso questa eredità che Cristo ha preparato per me.
Amen
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