Vi supplichiamo… lasciatevi riconciliare con Dio

di Mario Barbieri

4° Domenica di Quaresima – DOMENICA in LAETARE

E’ certamente il Vangelo di questa quarta Domenica di Quaresima a “farla da padrone”… La conosciutissima Parabola del “Figliuol prodigo” o meglio del “Padre Buono e Misericordioso” com’è oggi attualizzata.

Ma ciò che mi colpisce, che mi ha portato alla riflessone è piuttosto la seconda lettura di oggi:

SECONDA LETTURA (2Cor 5,17-21)
Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo.

Fratelli, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.
Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.
In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.
Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

Questa lettura mi ha riportato alla Missione principale della Chiesa, o se vogliamo ancora più concretamente alla missione di ogni Battezzato, di ogni Credente.
Missione, ma anche grande privilegio, quello cioè di fungere da ambasciatori di Dio stesso per mezzo di Gesù Cristo!
Pensate, un Dio Onnipotente, che si abbassa al punto di chiedere a noi, misere creature per di più peccatrici, di fare a Lui da araldi, da annunciatori, da ambasciatori. Mette questo Annuncio straordinario, anzi questa Realtà straordinaria, quella di poter dare a ogni Uomo una Vita Nuova, una Vita Redenta, la stessa possibilità della Vita Eterna, nelle mani nostre… di chi questo straordinario evento, questo straordinario Amore ha già sperimentato.

L’aver sperimentato che “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.”
Cristo è stato trattato da peccatore in favore nostro perché sperimentando la misericordia di Dio, il Suo Perdono, la Resurrezione dalla morte dei nostri peccati, noi divenissimo per gli altri “giustizia di Dio”.
Ora, c’è un gran dibattere su cosa sia Giustizia Divina e cosa Misericordia. Alle volte si contrappone l’una all’altra o si teme che la seconda nasconda o annulli la prima, ma oggi, oggi, siamo nell’Anno della Misericordia. Il Vangelo di oggi è quello del Padre Misericordioso, lasciamo quindi la Giustizia a Dio per il Tempo in cui lo stesso Cristo la eserciterà sui Popoli e sulle Nazioni, e rimaniamo al senso dell’affermazione di Paolo che non può essere frainteso: “Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.”

Se abbiamo ottenuto misericordia per il Sacrificio di Cristo, annunciamo la Giustizia che Dio a riservato a noi usandoci misericordia e portiamola al prossimo.

Vero che Paolo parla di un “ministero della riconciliazione” che si può certamente ricondurre all’amministrazione del Sacramento della Riconciliazione che spetta ai Sacerdoti, ma forse che non possiamo noi laici fungere da strumento, da ambasciatori, muovendo l’animo altrui, se lo Spirito Santo ce lo concede, alla richiesta di perdono, al “rientrare in sé” che fu del Figliol Prodigo della Parabola, al ritorno alla “casa del Padre”?

Sì che lo possiamo, anzi, lo dobbiamo! E’ nostro preciso compito, è un’urgenza: Charitas Christi urget nos.
E cosa c’è di più bello, di più esaltante e anche gratificante, del partecipare a questa azione di Grazia? Del salvare la Vita a un altro Uomo, a un nostro Fratello che si è smarrito, credendo di trovare la sua felicità nello sperperare l’eredità lasciatagli dal Padre?
Non è anche questo essere Chiesa Missionaria?

E’ certamente necessario un Amore grande… non tanto un amore filantropico per gli altri, quanto un Amore grande per Cristo, un amore grande per “le cose del Padre”, uno zelo, una cura, un’attenzione. Un Amore grande riversato da Dio nei nostri cuori. Quello stesso Amore che ci ha cercati e sedotti, chiamati a conversione, quell’Amore che preme per uscire da noi e andare incontro al prossimo.
Pensate, Paolo che dice: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio!”

Paolo supplica, si fa mendicante presso l’altro, quando sarebbe l’altro, chi Dio non conosce, che dovrebbe supplicare per essere partecipe di questa infinita Grazia, ma non può, perché ignaro. Quindi Paolo supplica, come se Dio stesso supplicasse per mezzo suo, per mezzo nostro: “Figlio, lasciati riconciliare… Uomo lasciati amare!”.

Ecco la Domenica in Laetare, Laetare Jerusalem, Rallegrati Gerusalemme, perché il Signore ti ha usato Misericordia, perché il tuo cammino verso la Pasqua avanza.
Perché il Signore ti chiama a essere strumento della Sua Grazia, a essere partecipe di questa novità: “le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.”

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