Dì a questa pietra che diventi pane

Link alle Letture della I Domenica di Quaresima (Anno C)

Dt 26,4-10   Sal 90   Rm 10,8-13   Lc 4,1-13

Commento alle Letture della I Domenica di Quaresima (Anno C)

di Don Stefano Cascio

Avete sentito che Papa Francesco è andato a Cuba e ha incontrato Kirill, il capo della chiesa ortodossa russa. E nel viaggio tra Cuba e il Messico, perché adesso è in Messico, in aereo Papa Francesco ha detto: “L’unità si fa camminando”.

E la quaresima è proprio un cammino di unità, un cammino di unità tra Dio e noi.

Ma qualcuno si potrebbe fare la domanda: “Quando io mi sono separato da Dio? Io sono qui, a messa, perché ho bisogno di fare un cammino? In questi giorni di preparazione alla Pasqua -che si chiamano quaresima- perché devo fare tutto questo cammino di unità? Già sono unito a Dio”.

Allora noi oggi, attraverso le tentazioni che abbiamo sentito nel Vangelo, ci renderemo conto che anche noi forse un po’ ci allontaniamo da Dio.

La prima tentazione di cui ci parla il Vangelo è la tentazione con il cibo.
E nella Genesi, che è il primo libro della Bibbia, il primo atto di Dio è proprio quello di nutrire, è l’atto del dare.
Ma questa è la stessa cosa che succede quando nasce un bambino: un bambino -quando nasce- mangia e dorma. Piange un po’ perché vuole mangiare, e poi mangia e dorme.

E non lo può fare da solo, non può andare a cercarsi il cibo, ha bisogno della mamma e del papà per mangiare.
Il figlio allora mangiando (e così accade anche nella Bibbia) riconosce l’autorità e la generosità del padre.

Qual è la più grossa tentazione iniziale?
E’ quella di Eva.
La tentazione di Eva e di Cristo è la stessa, è sul mangiare.

Prendiamo un altro esempio biblico: il figliol prodigo.
Il figlio se ne va, è in ribellione con il padre. E cosa succede? Si mette a mangiare il cibo dei porci, non un cibo per lui, un cibo per i porci, le carrube.

Allora qual è il problema, di cosa ci parla questa tentazione sul cibo e sul mangiare?

Il problema dell’abuso delle cose.
E  anche quello di cui ci parla il Papa nella sua ultima enciclica, quella che molti definiscono un’enciclica ecologica. Perché è interessante quell’enciclica?
Perché il Papa sottolinea che il nostro modo di relazionarci con le cose e con la natura, è lo stesso modo con cui ci relazioniamo anche on gli uomini, o con l’economia.

In poche parole noi cosa facciamo? Vogliamo dominare il mondo. Ma invece di custodirlo, questo mondo, noi lo usiamo, lo usiamo male. Così facciamo della società, così facciamo dell’economia, noi sfruttiamo le persone invece di servire e aiutare, noi le sfruttiamo per noi.

Le pietre, nel Vangelo, le pietre devono diventare pane.

Queste sono le mie aspettative, questi sono i miei desideri, che diventano diritti. Io impongo delle strategie al cibo che mi è dato da Dio.
Perché il diavolo parla delle pietre? perché le pietre sono elementi naturali, infatti nell’antico testamento l’altare doveva essere di pietra perché la pietra era un dono di Dio.

Allora la tentazione qual è?

Dio dice e crea, quindi tu -che sei Figlio- fai la stessa cosa, dì a queste pietre che diventino pane, tu cambia le cose, non le accettarle come sono.
Non devi accettare quello che hai davanti a te, lo devi cambiare.

Noi assolutizziamo il dono e ci scordiamo del donatore.

Il vero punto è contemplare, non cambiare, contemplare l’opera di Dio e obbedire al Padre, è camminare mano nella mano con lui, è perdere il nostro individualismo, è vivere la bontà del Padre.

Noi ci sentiamo forti delle nostre opere invece dobbiamo entrare nelle opere di Dio, vivere delle sue opere.

Vedete allora il cibo, questa prima tentazione, cosa significa? E questo ci dà un modo di leggere anche le altre due tentazioni:

La seconda tentazione: il potere per me o per servirlo?

E la terza: io servo Dio o Dio serve me? Come un a macchinetta, quella che abbiamo in oratorio, in cui io metto una monetina e mi esce qualcosa.

Vedete che le tre tentazioni hanno lo stesso modo di agire: tutto è per me, o mi apro a Dio? E aprirmi a Dio mi porta, dopo, anche ad aprirmi agli altri.

Allora la quaresima è propri questo, è questo cammino che mi converte e mi riporta verso Dio.

E il digiuno, l’elemosina, la preghiera, sono i pilastri che mi aiutano a capire questo, a togliere quello che non è essenziale nella mia vita, a rendere conto di tutto quello che mi fa richiudere su me stesso e invece aprirmi a questo Dio che si presenta davanti a me.

E’ con questo modo di leggere che io devo riprendere questo cammino di unità verso Dio.
Allora chiediamo a Dio di aiutarci ad aprire questo cuore a Lui che si fa presente nella nostra vita.

Amen

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Un pensiero su &Idquo;Dì a questa pietra che diventi pane

  1. “fai la stessa cosa, dì a queste pietre che diventino pane, tu cambia le cose, non le accettarle come sono.
    Non devi accettare quello che hai davanti a te, lo devi cambiare.”

    Direi che questa tentazione, che potremmo definire”sulla storia”, sia meglio identificabile nella seconda tentazione di Cristo…

    “Sali sul pinnacolo del Tempio e buttati giù… Mostra a tutti chi sei!”

    Mi piace

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