I miei occhi hanno visto la tua salvezza

di Stefano Bataloni

Martedì scorso, 2 febbraio, giorno in cui la Chiesa fa memoria della Presentazione al tempio di Gesù, io e Anna abbiamo festeggiato il nostro anniversario di matrimonio numero 14. Per chi come noi ama i numeri, 14, doppio di sette, non poteva che avere un significato speciale: la pienezza moltiplicata per due.

La mia giornata e quella di Anna era stata del tutto simile alle altre, lunga e faticosa.

Nel tardo pomeriggio ci siamo ritrovati nell’oratorio della nostra parrocchia e, alle 19, insieme a Don Stefano abbiamo celebrato la santa Messa nella cappellina posta tra le aule del catechismo: una stanzetta di 3 metri per 3 con un piccolo altare e un grande crocifisso sulla parete di fondo.

Don Stefano ha voluto che Francesco e Giovanni facessero i chierichetti e servissero messa: loro hanno accettato con inatteso entusiasmo.

Io sono arrivato a quel momento della giornata con grande stanchezza e non ero in perfetta forma fisica, pensavo di non riuscire a tenere gli occhi aperti; ma appena iniziata la celebrazione, alla presenza del Signore, le forze son tornate.
Io e Anna eravamo seduti vicini e l’atmosfera era intima e raccolta, nonostante Giovanni non riuscisse a trattenersi dal manifestare tutta la sua eccitazione per l’occasione straordinaria. Francesco, invece, recitava a memoria diligentemente tutte le parti della liturgia che competono all’assemblea; alla fine siamo rimasti meravigliati dalla bravura dei nostri bambini come chierichetti, pur essendo la prima volta che si cimentavano in un simile ruolo.

Don Stefano ha letto il brano della presentazione di Gesù al Tempio tratto dal Vangelo di Luca. Dopodiché ci siamo seduti, ha preso Giovanni sulle sue ginocchia, ha chiamato Francesco accanto a sé e ha speso alcune parole per noi.

“Vedete bambini, oggi è il giorno della Presentazione del Signore e in questo giorno si usa benedire e distribuire delle candele”, ha iniziato a spiegare don Stefano. “Quando siete stati battezzati anche a voi è stata data una candela, l’hanno presa i vostri genitori ma quella candela era per voi. E sapete qual’è il significato della candela?”

“La luce della candela – ha proseguito – rappresenta la nostra fede. La fiamma della candela può essere debole o forte come la nostra fede in Dio. Se il vento soffia, la fiamma trema e sembra scomparire ma poi non si estingue del tutto. Talvolta però, se il vento è molto forte e la candela è piccola, la fiamma si spegne, e allora bisogna riaccenderla”.

“D’altra parte, cosa fa quella fiamma? Illumina nel buio. Se qui fosse tutto buio, bambini, la fiamma ci permetterebbe di vedere, di non aver paura, di non inciampare. E’ così anche la nostra fede.”

“Avete sentito poi, le parole del Vangelo? Maria e Giuseppe avevano portato Gesù al tempio di Gerusalemme e lì avevano incontrato Simeone, un uomo giusto che da tanto tempo attendeva che venisse il Salvatore di Israele. Quando Simeone vide Gesù, lo prese in braccio, benedisse Dio e pronunciò queste parole:

Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele

“E poi Simeone, rivolto a Maria, disse anche:

Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima – affinché siano svelati i pensieri di molti cuori.

“Francesco, Giovanni – ha continuato don Stefano – vedete, per i vostri genitori è esattamente così. Mamma e papà tengono accesa la loro fede che è come la fiamma della candela, a volte si indebolisce e altre volte è molto forte, ma è soggetta al soffio del vento. Quella fiamma li aiuta a vedere nell’oscurità, nelle difficoltà. E poi hanno anche le vostre candele e tengono accese le fiamme di quelle candele che sono la vostra fede.”

“Anche loro, come Simeone hanno incontrato Gesù e hanno compreso che in Lui c’è la nostra salvezza, che Lui è la luce di Dio tra le genti. E anche a loro, come è capitato a Maria, una spada a trafitto l’anima”.

E poi don Stefano ha invitato Francesco e Giovanni a venire ad abbracciarci e baciarci. Io e Anna ci siamo guardati, emozionati e ci siamo stretti la mano.

Devo dire però che una cosa straordinaria mi è successa durante la breve omelia di don Stefano: quando lui ha descritto l’incontro di Simeone con Gesù, il suo senso di pienezza di fronte al Figlio di Dio, un senso di pienezza che lo ha portato a percepire che tutto si era compiuto e che ora sarebbe potuto andare in pace…a me è balenato in mente il volto di Anna, mia moglie.

Riflettendoci su e ripercorrendo la nostra vita insieme, in un attimo si è fatta concreta in me la consapevolezza che anch’io come Simeone, attraverso la donna che ho sposato, ho trovato quel senso di pienezza.

E’ attraverso Anna che si è potuta riaccendere la fiamma della mia fede, da tempo assopita. Attraverso lei, quella fiamma non si è più spenta e, anzi, si è rinvigorita; è rimasta accesa quando il vento soffiava forte e non sono piombato nel buio. Attraverso lei, e i figli che da lei sono venuti alla luce, i miei occhi hanno visto la salvezza preparata da Dio davanti a tutti i popoli. Attraverso lei sono stati svelati i pensieri del mio cuore.

Con questa pienezza, quella di un servo che dopo lunga attesa finalmente sente di poter andare in pace si è conclusa la nostra messa di ringraziamento per l’anniversario di matrimonio.

E visto che la festa era iniziata solo in quell’istante, poi è venuto il tempo dei doni, quelli dell’accoglienza e del buon cibo, regalatici dai nostri amici Lucia e Paolo, e dai loro tre splendidi figli, che ci hanno aperto la loro casa e ci hanno ospitato per la cena e con i quali abbiamo trascorso in serenità il resto della giornata.

Questo è stato l’anniversario di nozze numero 14, e davvero possiamo dire di aver “ricevuto grazia su grazia”.

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8 Pensieri su &Idquo;I miei occhi hanno visto la tua salvezza

  1. Semplicemente meraviglioso……….tutto: le parole di don Stefano, il comportamento dei piccoli, ciò che avete provato nel cuore. Caro Stefano, quanto vorrei essere per mio marito ciò che Anna è per te e vi faccio tanti auguri di forza, coraggio e perseveranza nella fede.

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  2. Che bello e grande è leggere la funzione del vostro anniversario, grazie per averlo condiviso con noi ed averci trasmesso tanta gioia..Cari auguri. Che Dio Vi benedica,sempre, lo meritate.
    Gabriella
    P:S: Il 14 è veramente un bel numero anche per me io ci sono nata!

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  3. Pingback: I miei occhi hanno visto la tua salvezza – ilgiovanericco

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