Il Battesimo di Gesù

Link alle Letture delBattesimo del Signore (Anno C) 

Is 40,1-5.9-11      Sal 103      Tt 2,11-14;3,4-7      Lc 3,15-16.21-22

Commento alle Letture delBattesimo del Signore (Anno C)

di Don Stefano Cascio

Oggi è la festa del Battesimo di Gesù.
Mi direte: “E’ normale che oggi festeggiamo la festa del Battesimo di Gesù, perché poco fa abbiamo festeggiato la sua nascita, quindi adesso lui è bambino, e come molti di noi, che quando eravamo bambini siamo stati portati al fonte battesimale, anche Gesù che era piccolo l’hanno portato a farlo battezzare”.

E’ così? No.

Quando è stato battezzato Gesù aveva trent’anni, era l’inizio, l’inaugurazione del suo apostolato, poi andrà per tre anni a parlare alla gente.

Quindi non è esattamente quello che pensavamo, non è un bambino piccolo che viene portato al battesimo.

E poi c’è un’altra cosa. Giovanni dice: “Io non sono degno, deve venire qualcuno più grande di me, al quale io non sono degno neanche di slacciare i sandali”.

Immaginate la scena: Giovanni sta nel Giordano e sta facendo questo rito di purificazione, e arriva Gesù che si mette in fila. Giovanni lo vede e gli dice: “Ma tu che fai qua? Io non posso fare questo, perché tu non hai bisogno di essere purificato, io qui purifico dai peccati”.

Ma Gesù non ha peccati, Gesù è un uomo come noi, tranne che non commette peccato, in lui non c’è peccato.

Allora Giovanni sta facendo questo rito. Può Gesù mettersi lì a ricevere quest’acqua per purificarsi? Ha bisogno di essere purificato?
No.

E allora perché Gesù si mette in fila?

Semplicemente perché quel gesto che Gesù fa lì lo farà sempre, cioè si mette in mezzo ai peccatori, si mette in mezzo a ciascuno di noi, nelle nostre vite. Gesù si mette in mezzo agli uomini come farà sempre per tutta la sua vita.
Lui non ha bisogno di essere purificato dai peccati, perché non ne ha, ma ha bisogno di stare in mezzo alla gente, anche in mezzo ai peccatori, anzi, soprattutto lì.

Però questa festa del battesimo di Gesù ci fa riflettere anche sul nostro battesimo, perché a questo punto ci dobbiamo chiedere: “Ma allora noi che siamo peccatori, riceviamo il battesimo di Giovanni o quello di Gesù?”

Noi veniamo battezzati nella morte e risurrezione del Signore.

Cosa significa tutto questo?

Un giorno dovremmo organizzare una visita al Battistero di San Giovanni, perché lì si può capire ancora meglio come venivano battezzati i primi cristiani e questo ci farebbe anche capire molto meglio cosa significa il battesimo.

Perché oggi i bambini vengono battezzati qui, al fonte battesimale, per infusione, si dice, cioè si prende una piccola cosa e si mette l’acqua sulla testa del bambino.
Ma prima, ed è la cosa più bella, si entrava in una sorta di piscina, tutto il corpo entrava come Gesù nel Giordano, la stessa cosa.

E cosa significava questo momento?
Vedete, l’acqua è segno di vita ed è segno di morte.

Noi usiamo l’acqua per lavarci, per togliere le cose sporche, quindi è segno di purificazione. Pulire il peccato è simbolico, non pulisco il peccato dalla pelle, ce l’ho nel cuore il peccato, e lo pulisco con l’acqua del battesimo. Ma l’acqua è anche segno di morte, fa paura l’acqua. Per gli ebrei era il luogo dove c’erano dei mostri, si può annegare nell’acqua.

Quando per il battesimo si entrava nell’acqua, si entrava come si entrasse nella tomba con Gesù. Si moriva con lui. E a cosa moriamo, noi? Non muore la nostra vita, ce l’abbiamo, siamo vivi, moriamo al peccato, alla nostra vecchia vita. Tre volte, il segno della Trinità, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, e poi si usciva dall’acqua, dalla parte dove il sole sorge, simbolo di Cristo che risorge, e noi risorgiamo, viviamo questa risurrezione con Cristo.

Prima c’era la nostra vecchia vita con il peccato, con il battesimo viviamo una nuova vita con Cristo.

Si entrava nella piscina da una parte, si usciva dalla parte opposta, si entrava nella tomba, si usciva dalla tomba risorto, con la nuova vita. Questo è il nostro battesimo.

Significa che adesso, noi, che siamo tutti battezzati, abbiamo una nuova vita da vivere, ce l’abbiamo qui, e si chiama vita eterna, che inizia dal battesimo e non finisce mai più.

Questo è l’obiettivo della nostra vita, non solo preparare la vita che abbiamo qui (la parte rossa della nostra corda, ricordate?) ma che continua dopo per la vita eterna. Noi viviamo qui per preparare il domani.
E questo domani per noi è molto preciso, è il Regno di Dio, è il Paradiso.

Allora cosa fa in noi il battesimo?
Ci fa ricevere la Grazia di Dio, il suo Spirito Santo per poter andare avanti, e poi con la cresima riceviamo tutti i doni dello Spirito Santo.

La cresima si chiama anche confermazione, ma non è che io confermo quello che è stato fatto nel mio battesimo, è Dio che conferma il mio cammino, per potermi lasciar andare sempre più fortemente, con il mio bagaglio, nella mia vita, che è una vita eterna.

Allora la vita cristiana non è fare le cose bene, non è un elenco di valori, è perché ho ricevuto questa vita e la voglio vivere in un certo modo che allora agisco bene.
Ma la vita cristiana prima di tutto è rendersi conto, è avere bene in mente che il Signore mi ha dato una nuova vita e che io questa nuova vita me la devo giocare, e me la devo giocare al meglio possibile perché è un dono straordinario, e lo devo vivere al meglio.

E il Signore mi ha insegnato come viverla al meglio: aprendo la mia vita agli altri, amando come ha amato lui, completamente. Questa è la vita cristiana, capite? E’ un tesoro grande che io ho ricevuto e che voglio vivere e che voglio proclamare dappertutto. Nelle prime letture avete sentito che noi siamo i messaggeri della bella notizia.

Dio ci ha dato un tesoro meraviglioso, e anche se ci rimane poco da vivere, io questo poco da vivere devo viverlo così, devo fare della mia vita un capolavoro, che sia lunga o corta la mia vita deve essere un capolavoro.

Amen

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4 Pensieri su &Idquo;Il Battesimo di Gesù

  1. “Dio ci ha dato un tesoro meraviglioso, e anche se ci rimane poco da vivere, io questo poco da vivere devo viverlo così, devo fare della mia vita un capolavoro, che sia lunga o corta la mia vita deve essere un capolavoro.”

    L’importante è provarci ogni giorno senza stancarci con calma, pacatamente, senza ansie, sorridendo degli scivoloni e riprendendo il cammino.
    Buon cammino a tutti.

    Mi piace

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