Un nuovo anno…da(di) paura?

di Stefano Bataloni

Eccoci qui, un nuovo anno è iniziato, con molte aspettative, molte speranze, molti desideri. Come sempre, forse proprio perché ce l’abbiamo nel cuore, miriamo molto in alto; anche quando non lo diamo a vedere, anche quando “mettiamo le mani avanti” ciò che vogliamo con tutte le nostre forze è che la nostra vita vada bene, i nostri progetti giungano a conclusione, il nostro corpo sia sano ed energico, il nostro intelletto comprenda ogni mistero.

Ci mancherebbe altro.

Poi ci scontriamo con la realtà, e presto o tardi accadrà anche quest’anno.

Ma l’ostacolo più grande che personalmente vedo al nostro raggiungere la pienezza e il compimento delle nostre aspettative è la paura.

Ormai è chiaro un po’ a tutti, abbiamo una paura folle nei confronti di ogni cosa: paura ad uscire di casa la mattina, paura di incontrare persone, paura di essere derubati sull’autobus. Diffidiamo di chiunque ci si avvicini, diffidiamo di chi vuole rivolgerci la parola, diffidiamo persino delle persone che cercano di venirci in aiuto in un momento di difficoltà. Abbiamo paura di quello che mangiamo e beviamo, dell’aria che respiriamo. In fondo, ci sentiamo quasi come passerotti sotto un temporale.

Non ci bastano le spiegazioni di chi è autorevole, di chi ha studiato, di chi ha esperienza: c’è sempre qualcosa che temiamo non ci venga detto, abbiamo sempre il sospetto che sotto sotto ci sia la fregatura, che ci sia qualcosa che ci venga intenzionalmente nascosto. Anche di fronte a verità note pure ai sassi, a certezze ormai consolidate, vogliamo guardare altrove, vogliamo non ascoltare, vogliamo pervertire ogni cosa, per la paura che le nostre aspettative non combacino con la realtà.

E poi ci sono le paure che proviamo per i nostri figli.

Io ricordo che da ragazzo, nel pomeriggio, giocavo spesso a pallone sul marciapiede antistante la casa del mio migliore amico, e immancabilmente si affacciava dalla finestra del primo piano l’anziano signore che ci urlava per i nostri schiamazzi e le nostre urla perché, giustamente, voleva riposare. Temo che nulla del genere potrà mai accadere ai miei figli.

Abbiamo una paura tremenda quando i nostri fogli non iniziano a parlare o a camminare all’età giusta; abbiamo paura che prendano freddo, che stiano sotto l’acqua e il vento, che non mangino abbastanza, che non dormano all’ora giusta, che non riempiano fino all’ultima scheda che gli è stata data come compito a casa, che non facciano sport o musica. Evitiamo come la peste che patiscano ogni sofferenza o dolore o difficoltà. Per non parlare del terrore che ci assale quando hanno la tosse, quando gli sale la febbre o compare qualche macchietta colorita sulla loro pelle.

Quanto tempo e quante energie dedichiamo a queste paure! E quante risorse investiamo per cercare (inutilmente) di acquietarle!

Prendiamo l’automobile invece del mezzo pubblico o di camminare (anche potendo) per avere il nostro spazio riservato mentre andiamo al lavoro; se siamo per strada, giriamo sempre alla larga dalle persone che ci sembrano strane, che sono mal vestite, sporche o maleodoranti. Ci sottoponiamo a ogni tipo di dieta, smettiamo di mangiare carne, pesce, uova e formaggi; smettiamo di bere latte, caffè e vino. Ci sottoponiamo a ogni genere di esame medico per controllare ogni minima variazione dei nostri parametri corporei; assumiamo decine di tipi di farmaci diversi o, talvolta, non ne prendiamo nessuno, al limite quelli “alternativi”. Passiamo ore a fare sport nelle palestre o a curarci nei centri benessere.

Internet è il nostro guru: se qualcosa c’è scritto lì, allora deve essere vero per forza. Non usciamo di casa senza il cellulare; non sia mai poi che il nostro “phone” non sia “smart” o non sia “connesso” perché altrimenti ci sentiamo fuori dal mondo.

I nostri figli devono preferibilmente giocare in uno spazio recintato, meglio se a casa, così sono sotto controllo. Devono mangiare solo cose sane: sono banditi hamburger, patatine fritte, coca cola, biscotti al cioccolato, zucchero e sale. Quando escono di casa, in inverno, devono invariabilmente indossare canottiera, maglietta, felpa, giacca a vento, berretto e guanti; guai a tenerli esposti a correnti d’aria o al freddo. Guai se non dormono almeno dieci ore per notte di filato; guai se, oltre la scuola, non praticano almeno un paio di sport e non studiano un qualche strumento, ché sennò crescono stupidi e con i movimenti scoordinati, magari bassi e gracili. Guai a parlar loro di malattie o di sofferenza, di violenza o di morte: non sia mai che ne restino turbati per sempre. Il numero del pediatra, poi, nell’elenco delle chiamate effettuate con il telefono, è sempre subito sotto quello di nostro/a marito/moglie e del/la nostro/a amica; e poi ci vuole lo specialista per ogni problema…e le maestre/professoresse devono per forza essere quelle giuste: non sia mai che crescano senza conoscere le poesie di Leopardi o la trigonometria.

Per carità, questo può sembrare un discorso molto retorico, già sentito tante volte, così come non nego affatto che il dubbio, la diffidenza e la paura hanno talvolta il loro risvolto positivo, a volte sono essenziali. La verità però è che molte di queste sono anche le mie paure, che io percepisco distintamente come il maggiore ostacolo alla mia realizzazione e al raggiungimento di quella pienezza a cui mi sento chiamato.

Nonostante io, come altri, abbia già affrontato la perdita di qualcosa di importante, di fondamentale, forse, nell’esistenza di un uomo come la vita del proprio figlio, di fronte al quale davvero tutto sembra avere molto meno valore…beh, nonostante questo, ho ancora in ogni istante la paura di perdere qualcosa di importante. E per superare queste paure mi rendo conto di impiegare molte mie risorse, di fare tanti tanti sforzi, che però vanno quasi tutti inevitabilmente nella direzione sbagliata.

Per questo, il mio unico auspicio, per questo anno nuovo è solo quello di non trascorrere un altro anno “di” paura ma un anno nuovo “da” paura. E l’unico modo che conosco, l’unico che davvero funziona è quello di fare dei passi avanti nella mia conversione, per non essere più incredulo ma credente; è quello di credere al Vangelo, credere in particolare a queste parole di Gesù (Lc 12, 1-8):

Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.

Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!

Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.

…tutto il resto, in progetti, in soddisfazioni e in salute…verrà.

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3 Pensieri su &Idquo;Un nuovo anno…da(di) paura?

  1. Buongiorno, sono Simona e vivo nella provincia di Bergamo. Non sono molto brava ad esprimermi per iscritto,ma colgo sempre nelle vostre testimonianze un modo di vivere che desidero per me e le persone che amo. Grazie a lei e a sua moglie per come vivete la realtà e la testimoniate, siete la possibilità per me di imparare a guardare quello che vivo in un modo più vero.

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  2. Ti auguro di riuscire quest’anno in questo tuo progetto…..di conversione. Solo che mi sento di dirti, non per scoraggiarti, che ci vuole tutta la vita per realizzarlo. Tu hai iniziato a camminare, augurati di fare un bel pezzo di strada e di perseverare nel cammino. Tutto il resto lascialo fare a DIO.
    Una stretta di mano da una settantenne in cammino da tempo che cerca ogni anno di perseverare nell’amicizia con il buon Dio.

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  3. Pingback: Un nuovo anno…da(di) paura? – ilgiovanericco

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