Solo sfiga o addirittura Grazia?

di Anna Mazzitelli

C’è questa giovane donna, ha 25 anni (sembra incredibile, la conosco da quando ne aveva due), e per Natale si è tagliata i capelli. Se li è tagliati a zero, perché le stavano cadendo per via della chemio, che ha iniziato da poco. (A proposito, pregate per lei).

Poi c’è questa signora, non so praticamente niente di lei, me ne hanno parlato come una persona forte e gentile. Insomma, è piena di metastasi (pregate anche per lei, grazie).

Poi c’è mio figlio, che è morto a causa di una malattia per la quale ha anche provato tanto dolore, e c’è Aurora, morta quattro anni prima di lui, e c’è la mamma di Aurora, che ogni volta che ci sentiamo mi dice che sta male.
E ci sono una sfilza di bambini che non voglio nominare, che hanno lottato, sofferto, e alla fine non ce l’hanno fatta.

E poi c’è il mondo dei più, dei grandi numeri, di quelli che stanno bene, per fortuna, e che conoscono certe cose solo per sentito dire, e forse per questo le vedono da una prospettiva che a me sembra quantomeno strana.

E tra questi ci sono i miei alunni, che al concerto pre-natalizio, che però si intitolava “Cantiamo la pace” perché nella scuola pubblica non si può nominare il Natale per non rischiare di offendere qualcuno, (tanto canzoni di Natale non ne hanno fatte, quindi a che scopo chiamarlo “concerto di Natale”?) cantano cose del tipo:

Quest’anno non mi va, caro Babbo Natale,
di scriverti una lettera che è sempre uguale,
di chieder figurine, giochi, play e costruzioni
e in cambio io mi impegno e studio, buone intenzioni…

e allora chiedono a Babbo Natale: vorrei sentire che…

…gli uomini cattivi con la guerra nei calzoni
hanno fatto un giuramento, venderanno panettoni,

e grazie alle ricerche degli scienziati
i mali incurabili son tutti debellati!

e ancora:

Io so che chiedo troppo e forse è tutta un’utopia
ma se non puoi far niente porta almeno l’allegria
se quando un bimbo piange, la gente resta zitta
ti prego porta un sacco di risate sulla slitta!

Ora, sinceramente, non è mia intenzione essere polemica. Sono stata al concerto, i bambini sono stati bravissimi e commoventi, si sono divertiti, e a me è piaciuto.

Ma non posso essere d’accordo sulle parole della canzone.
Malattia significa sofferenza, sofferenza fisica per chi è malato, sofferenza del cuore per chi gli sta accanto.
Far cantare a un bambino che desideriamo che Babbo Natale faccia scomparire le malattie potrebbe portarlo a pensare che la sofferenza è inutile, che chi soffre è solo uno sfigato, che la malattia è solo una cosa da evitare, che la morte, ah! La morte! Meglio non nominare certe parole!

Certamente il dolore e la malattia non vanno cercate, la ricerca scientifica deve progredire, molti passi dovranno essere ancora fatti per aiutare chi sta soffrendo. Ma la verità è che non tutto può essere fatto, non dall’uomo per lo meno. La verità è che malattie e dolore resteranno.

E allora abbiamo bisogno di dargli un senso.

Io ho combattuto per sei anni per salvare la vita di mio figlio, permettendo che venisse sottoposto a torture dolorose, non gli ho certo risparmiato la sofferenza, pur di cercare di risparmiargli la morte.

E non sono riuscita neppure a risparmiargli la morte.

Ho fallito su tutta la linea?

A stare alla canzone dei miei alunni, sì, sono la peggior sfigata, più sfigato di me c’è solo mio figlio, che, appunto, è pure morto.

Ma se invece non fosse tutto inutile? Non fosse solo sfiga? non fosse solo qualcosa da evitare a tutti i costi?

Se la giovane donna che si è tagliata i capelli a zero, e la signora piena di metastasi stessero soffrendo per una ragione?

Si dice che chi mette al mondo dei figli partecipa all’opera di creazione di Dio.
Allora, visto che Gesù Cristo ha scelto il dolore come mezzo per redimere il mondo, le persone che soffrono, soprattutto chi soffre di un dolore innocente, come quello di un bambino, non stanno forse partecipando all’opera di redenzione di Dio?

E allora si può considerare tutto questo inutile?

Io ho scommesso tutta la mia vita su questo, credo che il dolore che ha segnato le nostre vite abbia un senso, e che Filippo non abbia sofferto invano e non sia morto per sfiga, o perché Babbo Natale non aveva ancora fatto scoprire agli scienziati tutte le cure per tutte le malattie.

E anche noi, che ora soffriamo la sua mancanza, servirà a qualcosa tutto questo vuoto, tutto questo dolore?

E pensare che se un bimbo piange Babbo Natale deve portare un sacco di risate… quando mio figlio piangeva e, a un soffio dall’andarsene, mi chiedeva “mamma, quando mi passa tutto questo dolore?” le risate erano l’ultima cosa di cui avevamo bisogno entrambi.

L’unica cosa di cui ho bisogno è che qualcuno mi prenda per mano, mi guardi negli occhi e mi convinca che tutte quelle lacrime non sono state versate invano, che verranno raccolte, e che sono preziose, e che servono a qualcosa.

Gesù mio, è quasi Natale. Prenditi questo dolore, lo do a te, fanne qualcosa, fa che non sia inutile, ti prego! Trasformalo in Grazia.

 

 

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21 Pensieri su &Idquo;Solo sfiga o addirittura Grazia?

  1. Faccio fatica nel leggere fino alla fine simili testimonianze.
    Devo impormelo perchè la mia è una piccola, piccola fede.
    La sofferenza è la prova più estrema davanti alla quale pure Gesù ha tremato.
    Egli stesso però ha accettato la Croce e ai Suoi piedri la Madre.
    Un Dio che soffre e che vince la morte, credo sia il più grande insegnamento, la speranza contro ogni speranza.

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  2. Cara, carissimi Anna e Stefano, io penso che già solo il fatto che abbiate deciso di raccontare il vostro dolore accompagnato, però( ed è un Però scritto in maiuscolo) dalla vostra testimonianza di fede nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo che sono un Dio trinitario che ci ama follemente, beh, questo è partecipare, alla grande, all’ opera di Dio. I vostri scritti, i vostri pensieri, la vostra sofferenza non può non far stringere i cuori, far riflettere tanta gente, tantissimi fratelli che hanno condiviso o meno, la vostra esperienza di dolore. Io, da parte mia, vi ringrazio, perchè in questo mondo che corre all’impazzata verso non si sa dove, ( o forse sì), leggere le vostre righe è un balsamo al cuore, è fermarsi a bere e a ristorarsi ad un’oasi che preannuncia il Paradiso.

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  3. Grazie Anna, le cose stanno come tu dici…
    Del resto sulla stupidità di certi canti che si potrebbe aggiungere?
    Che sono fatti apposta per trarti in inganno, per toglierti la Speranza, perché anche un “Tu scendi dalle stelle” potrebbe nel bisogno portarti a invocare il Nome del Signore, bambino o meno non fa differenza… Ma prova a invocare Babbo Natale! E perché non la Fata Turchina… Prova a vedere se otterrai risposta…
    E se accadesse, quale risposta? Un sacco di risate si fronte alla tua Croce?!

    A quando l’eliminazione della parola CROCE dal vocabolario come sinonimo di tutto quello che distrugge, schiaccia l’Uomo?!

    Ma “loro”, gli stolti, lo fanno per “rispetto” e il non avere poi parole per chi sta sulla e sotto la Croce e voltare lo sguardo altrove, di nuovo lo giustificano con un senso di rispetto… Rispetto della sofferenza dicono.

    Peccato che la sofferenza non avrà alcun rispetto per loro quando la incontreranno e allora devono solo sperare che qualcuno abbia ancora conservato il senso del Natale!

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  4. Anna quello che dici è vero e porti sulla tua pelle la verità.È più giusto fare cantare ai bambini dei regali di Natale ( almeno sono spontanei ) che frasi che non gli appartengono .Ho detto a Stefano che anche se è difficile di andare avanti con il blow .È importante per molti , e ‘ uno schiaffo per chi pensa frasi alla Miss Italia sulla pace e bene del mondo , è uno schiaffo per chi pensa che i bambini non possono accostarsi al tema del dolore come se nascondendo il problema il problema non esistesse.È uno schiaffo continuo per me che credo con tanti dubbi ma con una certezza :se Dio voleva mandarmi un segnale lo ha fatto con Voi , con la vostra vita e il vostro dolore.Un abbraccio a tutti e specialmente a Filippo come sempre

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  5. Carissima Anna, i Santi hanno dedicato la loro vita alla missione che il Signore gli aveva chiesto, i martiri si sono fatti uccidere in nome di Cristo e allora se tutto questo non e’ grazia noi siamo tutti matti compresi martiri, santi, sacerdoti il papà. Accogliamo invece da buon cristiani il Signore che ci rinnova con la sua nascita il suo amore. Buon Natale 🎄

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  6. Si, Anna, le vostre lacrime sono preziose, la vostra sofferenza è preziosa, e la morte di Filippo è talmente preziosa che tutti noi dobbiamo dire grazie a lui e a voi. Sinceramente mi fa più tristezza chi non crede nel nostro Dio Padre, nella meravigliosa Madre Maria e in quel bambinello Gesù che è venuto a portarci la salvezza… Se voi non credeste in nulla allora si potrebbe pensare che la sofferenza di tutti voi e la morte di Filippo è stata una ingiustizia inutile…. ma voi sapete bene che non è così! E io, moglie e madre con poca fede, che si arrabbia per piccole cose e che tante volte avrebbe voglia di mollare, non posso che dirvi grazie e aspettare con tutti voi quel bambino Gesù che ancora una volta viene a nascere e patire per la nostra salvezza…. Grazie di cuore e buon Natale!

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  7. Sono profondamente d’accordo con te Anna. Il dolore e la sofferenza non possono essere inutili e ad essi si accompagna certamente un significato. È per questo che lotto anche io, guardando con dignità il mio dolore.

    Buon Natale Anna mia.

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  8. Solo quando passerai Di Là, cara Anna, potrai vedere le meraviglie che il Signore ha operato con le tue lacrime e con il dolore del tuo bambino. E allora sarà festa grande e gioia piena!

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  9. Arrivo che hanno già detto tutto gli altri ed allora mi unisco alle loro voci. Virtualmente ti prendo per mano, ti guardo negli occhi e ti dico che tutte le vostre lacrime non sono state versate invano, verranno raccolte, sono preziose agli occhi di Dio e solo LUI sa come se ne è servito o se ne servirà.
    Questo post è un magnifico dono di Natale. Grazie Anna.
    Un abbraccio

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  10. In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
    «In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».
    Buon Natale, Anna e Stefano, in attesa di vedere il volto del Bambino cosí non avremo più domande da fare.

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  11. Cari Anna e Stefano, è già stato detto tanto e mi unisco con un Grazie! Mi permettete di riflettere e dare il giusto peso alle cose… un sereno e Santo Natale a tutti!

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  12. Cari Anna e Stefano… Niente è stato o è inutile, né qui né al cospetto del Signore… A me avete dato e continuate a dare tanto. Tanti auguri di un Santo Natale di serenità. E grazie…

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  13. Pingback: Hai mutato il mio lamento in danza | Piovono miracoli

  14. Chiedo scusa, ma perchè ritenete che sia indispensabile sperare in qualcosa che viene dopo la morte? Non voglio essere così disperato in questa vita!
    Ci sono dei valori anche oltre la religione! La solidarietà disinteressata delle persone ad esempio, è più potente di qualsiasi miracolo religioso o di qualsiasi atto compiuto per aver in cambio qualcosa, sia pure una rassicurazione di tipo ideologico-religioso.
    Anch’io ho avuto un dolore forte per mio fratello, ma mi conforta pensare ai ricordi positivi legati a questa vita, ai gesti positivi che ancora incontro, non a proiezioni nel futuro astratte e slegate dalle persone concrete che incrocio tutti i giorni.
    A volte “l’inferno sono gli altri”, è vero. Ma a volte “gli altri sono il paradiso in terra”, senza bisogno di cercarne uno dopo, perchè si può anche soffrire in questa ricerca.

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    • Giacomo, sperare in ciò che ci attende dopo la morte, non vuol dire essere disperati in vita, anzi, l’esatto contrario.

      Da cosa hai dedotto non si abbia conforto dai ricordi o gesti “positivi”, ma solo in quelle che chiami “proiezioni nel futuro astratte” per di più slegate da persone concrete.

      Credi forse che il padre e la madre che qui scrivono dell’esperienza della malattia e morte del loro figlio, vivano o abbiano solo vissuto di “cose astratte”?

      “La solidarietà disinteressata delle persone ad esempio, è più potente di qualsiasi miracolo religioso”, perdonami ma è evidente che non sai di cosa stai parlando… sei mai stato testimone di un “miracolo religioso”? Sai cosa è un miracolo? Sai cosa si intende per miracolo morale?

      La solidarietà disinteressata (bellissima cosa) può produrre miracoli nel cuore delle persone? Del tipo tu stai facendo una esperienza di morte, ma morte seria, profonda.. quella del tuo essere profondo (non ti dirò dell’anima… troppo astratta), quella che viene chiamata morte ontica (potrei farti una lunga lista di esempi), pensi la solidarietà ti potrebbe tirare fuori da questa morte?
      La mia esperienza di vita e di conoscenza di tante, tante persone, mi dice di no… aiuta, ma non basta, non ti salva.

      Pensi che tutti i disperati che arrivano ad esempio al suicidio non hanno proprio incontrato nessuno che abbia avuto per loro il benché minimo gesto di “solidarietà”?

      Poi puoi credere che gli altri sono il “paradiso in terra” è un poetico pensiero, ma temo il più delle volte porti ad una amara constatazione, che gli altri, come noi, hanno tutti bisogno di un aiuto, tutti cercano negli altri ciò che invece si trova in Dio, amore, accoglienza, gioia, perdono, pace, sicurezza, Vita.
      E siccome tutti lo cerchiamo, cercandolo negli altri, difficilmente lo troveremo, perché tutti siamo impegnati nella stessa affannosa ricerca.

      Se poi pensi tu di avere abbastanza vita in te per chiunque te ne chieda, sempre e comunque, sino a spenderla tutta completamente, beh allora complimenti, ho di fronte un santo o un idealista, ambedue potremmo dire agiscono per una idea “astratta” (come tu la chiameresti), ma il primo mosso, spinto e sostenuto dall’Amore di Dio, il secondo dai suoi “valori”, i suoi ideali, ma morirà più per questi che per gli “altri”, di certo non morirà per i suoi nemici, come ha fatto Cristo, come fanno i Santi.

      Anzi a ben guardare nella Storia c’è chi per i propri ideali ne ha fatte di stragi!

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