Maria si alzò e andò in fretta

Link alle Letture della Quarta domenica d’Avvento (Anno C)

Mi 5,1-4   Sal 79   Eb 10,5-10   Lc 1,39-45

Commento alle Letture della Quarta domenica d’Avvento (Anno C)

di Don Stefano Cascio

Abbiamo acceso la quarta candela, quindi siamo vicini al Natale, oggi è la quarta domenica di Avvento, il prossimo giorno importante sarà il Natale.

E oggi nel Vangelo abbiamo Maria ed Elisabetta.

Maria da poco ha ricevuto l’annuncio dell’angelo Gabriele che le ha detto che partorirà un figlio che è il figlio di Dio, e che si chiamerà Emanuele, Dio-con-noi.

Maria subito dopo l’annuncio, ci dice il Vangelo, va in fretta da Elisabetta, perché le è stato detto dall’angelo che anche Elisabetta, sua cugina, che era detta sterile, sta aspettando un bambino.

Questo bambino sarà Giovanni, quello che annuncerà la venuta del Messia, che dirà al popolo di prepararsi per incontrare Gesù.

E infatti quando le due donne si incontrano cosa succede? Elisabetta aspetta già da un po’, è al sesto mese. Quando Maria saluta Elisabetta, Giovanni si muove nella pancia, sussulta di gioia.

Cosa insegna a noi questo incontro, cosa ci insegnano queste due donne, Elisabetta e Maria? Che cosa insegnano a noi?

Maria ed Elisabetta hanno avuto un annuncio, hanno ricevuto l’angelo Gabriele che ha detto loro: “Il Signore vuole fare qualcosa di te”.

Ma voi sapete che il Signore vuole fare qualcosa con ciascuno di noi?

Il Signore rende nuove le cose, non fa cose nuove, rende nuove le cose, e quindi rende ciascuno di noi nuovo.

E come lo fa? Attraverso la sua parola.

Tutte le volte che noi veniamo a Messa leggiamo la parola di Dio. Ma questa parola di Dio si incarna in noi?
Si incarna come sta succedendo per Elisabetta e per Maria?

Cosa fa Maria quando riceve l’annuncio dell’angelo? Corre, va in fretta a incontrare Elisabetta. Fa qualcosa, agisce.

Ma noi, quando riceviamo la parola di Dio, cosa facciamo? Ci passa così, o qualcosa nasce dentro di noi? Delle nuove azioni, un nuovo modo di vivere?

Cosa sta succedendo? Maria ed Elisabetta concepiscono attraverso il Verbo, ma ciascuno di noi può concepire, ciascuno di noi può vivere di nuovo, diversamente, attraverso la parola di Dio.

E questo sta succedendo per noi? O la parola scivola su di noi? O noi ci lasciamo andare avanti, così, senza che si crei qualcosa dentro di noi e fuori di noi?

Maria va, in fretta, incontra Elisabetta, questa parola si incarna.

Vedete, c’è una frase importante alla fine del Vangelo: “E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto”.

E’ la fedeltà alla parola di Dio che è importante nella nostra vita. Questo è il vero Natale!
Che cos’è il Natale? “E’ Gesù che viene in mezzo a noi”.
Ma Gesù tutti i giorni chiede di venire dentro di noi, nel nostro cuore, ogni giorno! Ogni domenica quando leggiamo la parola Gesù vuole incarnarsi dentro di noi! Ogni volta che riceviamo l’Eucaristia Gesù entra dentro la nostra vita!

Allora io sono fedele a questo annuncio? Penso che il Signore possa cambiare la mia vita, o per me questo è solo un rito e basta? Un obbligo e basta?

La vita cristiana, l’abbiamo detto spesso, non è un elenco di valori, di buoni propositi, di vita giusta. Questo è solo una conseguenza. La verità è che il cristianesimo è una vita, è una vita nuova che cresce dentro di me e che mi fa agire in un certo modo.

Ma se io non sono convinto che quella parola entra in me, allora non ho capito che il Signore viene a bussare alla mia porta.

Allora sono uno di questi alberghi, di queste locande, che hanno chiuso la porta a Maria e Giuseppe quando bussavano, e loro sono dovuti andare in una grotta per far nascere il bambino.

Oppure sono un albergo aperto? Il mio cuore è aperto al Signore che viene, o troverà la porta chiusa?

E il Signore è amore, e come ogni amore non si impone, si propone, e quindi si propone alla nostra vita, e noi siamo liberi di accettare o di rifiutare.

Questo è il Natale.

Allora il Natale lo potremmo vivere anche tutti i giorni.
Ma diciamo che ancora non siamo pronti, e che con questi giorni che ci rimangono ci vogliamo preparare ad avere un cuore aperto, un cuore pronto, vigile, sveglio, che sente bussare alla sua porta, apre e accoglie il Signore nella sua vita.

E questo Verbo che si fa carne possa farsi carne nella nostra vita, perché le nostre azioni, le nostre parole, i nostri modi di vivere abbiano come sorgente di tutto il Verbo di Dio, il Signore che si incarna dentro di noi.

Amen

 

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2 Pensieri su &Idquo;Maria si alzò e andò in fretta

  1. Di fatto temo che la potenza della Parola di Dio sia piuttosto misconosciuta soprattutto nella nostra cultura occidentale.
    Sia sottovalutata la Sua realtà creatrice, generatrice, concretamente operante.

    La Parola infatti nella Liturgia é PROCLAMATA e non “letta” (potremmo lungamente dibattere su quanto dai nostri amboni sia semplicemente letta o peggio sbiascicata piuttosto che proclamata…).
    La proclamazione diviene un avvenimento, un accadere (motivo per cui non è corretto concludere con é Parola di Dio), una azione di grazia che cerca un cuore disposto all’ascolto, un ascolto che si fa “fiat”, il si di Maria.
    Potremmo dire che questo SI, questa accoglienza, questo aprirsi alla Parola, ingravida il nostro spirto della potenza dello Spirito Santo, perché nasca in noi cosa? Non semplicemente (e già sarebbe molto) la forza e il desiderio spirituale e morale di conversione, di cambiare vita e atteggiamenti, ma molto di più, crei in noi l’immagine e la realtà del Nuovo Adamo, che altri non è se non lo stesso Gesù Cristo.

    Ecco allora compiersi il vero Natale, la Novità, la Speranza per il mondo che non è solo fare memoria, rivisitazione del Presepe, é il divenire di ognuno di noi come Maria, portatori di Cristo al mondo.
    Allora sarà veramente Natale.

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  2. L’omelia di don Stefano mi trova con il cuore aperto, vigile, sveglio e con la convinzione che la parola di Gesù può cambiare la mia vita se io lo voglio sinceramente.
    Buon Natale amici di questo blog nel vero senso della Parola.

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