Il segreto della gioia

Link alle Letture della Terza domenica d’Avvento (Anno C)

Sof 3,14-18    Is 12   Fil 4,4-7    Lc 3,10-18

Commento alle Letture della Terza domenica d’Avvento (Anno C)

di Don Stefano Cascio

Stiamo camminando in questo tempo di preparazione al Natale. E il Natale, vedete, si fa vicino, così vicino che il sacerdote diventa rosa. Rosa perché una punta di bianco è stata messa nel viola dei nostri paramenti, ed ecco che diventano rosa.

Questa è una domenica particolare, è la domenica della gioia.

Secondo voi perché è la domenica della gioia? Perché ci avviciniamo sempre di più al Natale, e questo momento di preparazione a volte è molto duro, dovrebbe essere un deserto, dobbiamo faticare per arrivare, la chiesa si è detta: “Diamo loro un po’ di speranza, ricordiamogli che il Natale è vicino” e quindi c’è questa domenica qua, che è una domenica in cui si parla della gioia.

San Paolo oggi ci dice:

Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!

Ma perché dobbiamo essere contenti? Perché fra poco è Natale, ma cosa significa Natale?

Dio si fa uomo, si fa presente in mezzo a noi, e si fa vicino a ciascuno di noi. Noi siamo felici perché Gesù è vicino a noi.

Ma cosa significa questa felicità?

In un mondo come il nostro in cui c’è il terrorismo, la violenza, in cui molti perdono il lavoro, in cui ci sono le malattie, i morti, in cui non sempre è facile, come fa un cristiano a essere felice?

Perché noi dobbiamo essere felici oggi?

Ce lo dice il Vangelo. La gente andava nel deserto. Ciascuno di noi è chiamato a fare il “deserto”, e cioè a mettersi un po’ lontano dal rumore, da tutto quello che ci circonda, e entrare nel proprio cuore per riflettere un po’, per capire meglio a cosa siamo chiamati, chi siamo.
L’avvento è un momento di preparazione come un deserto, ci mettiamo un po’ lontano per riflettere e prepararci al momento bello del Natale.

La gente va nel deserto a incontrare Giovanni il Battista, e gli fanno una domanda molto importante: “Cosa dobbiamo fare?”

Un po’ come noi oggi, dobbiamo essere felici, ma come? Cosa dobbiamo fare per essere felici?

La folla, i pubblicani, i soldati, tutti vanno da Giovanni il Battista a chiedere “Cosa dobbiamo fare?”.
Oggi ce lo chiediamo anche noi: “Cosa dobbiamo fare, Signore, per essere felici in mezzo a questo mondo così triste?”

E Giovanni il Battista risponde e a ognuno dà una risposta diversa: ai soldati dice di non usare la violenza, alla folla dice: “Se voi avete due tuniche e incontrate uno che non ne ha, voi date la vostra seconda tunica”, e così via.
Cioè cosa dice Giovanni il Battista, qual è il segreto della gioia? E’ il dare.

Giovanni il Battista ci sta dando il segreto della gioia.

Quando io ho paura, mi rinchiudo, sono paralizzato dalla paura e non vado verso l’altro.
Quando io sono egoista voglio tenere tutto per me e non do niente all’altro, l’altro non esiste.
Voi pensate che l’egoista sia un uomo o una donna gioioso? Voi credete che uno che ha paura sia gioioso?
No.
Chi tiene tutto per sé, chi ha paura dell’altro, chi non sa accogliere, sono le persone tristi del nostro mondo.

Il Signore ci ha insegnato la via della gioia, della felicità, che è il donare.
Gesù ha dato la vita per gli altri.

Ecco le risposte di Giovanni il Battista. ecco il segreto del Natale: il donare.

Il cristiano è felice perché sa di dover dare la vita per un altro, chiunque sia questo altro.

Una mamma e un papà sono contenti, felici di avere dei figli perché stanno donando la vita per questi figli, e questo per loro è la più grande gioia della vita.

Allora apriamo il nostro cuore, questo è il segreto del Natale, aprire il cuore.

Prima di tutto lo apriamo al Signore che viene, che vuole sempre venire, quotidianamente, a trovarci, che aspetta il nostro sì quotidiano. Gesù vuole essere nella nostra vita, vuole conoscerci, vuole accompagnarci, ma siamo liberi di dire di sì o di no. Il Signore chiede l’apertura del cuore.

E poi, per essere felici in questo mondo bisogna donare agli altri, dobbiamo renderci conto che ci sono altri che stanno meno bene di noi e hanno bisogno di noi.

E sono contento che oggi con questo Vangelo siamo chiamati proprio noi, come comunità, ad aprirci: oggi nella nostra comunità è la giornata della carità, il giorno in cui noi ospitiamo all’ora di pranzo i senza-tetto per pranzare e festeggiare con loro il Natale. Il giorno in cui voi siete chiamati ad aiutarci per finanziare durante tutto l’anno le nostre opere di carità.

 

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