Contro ogni logica

di Anna Mazzitelli

Il problema di noi cristiani è che speriamo. Speriamo contro ogni logica, contro ogni evidenza, contro ogni speranza.

Ce l’ha insegnato Gesù Cristo.

Lo abbiamo visto spaventato in mezzo agli ulivi – arrestato – processato – condannato – flagellato – coronato di spine – inchiodato alla croce – col costato squarciato – morto…

Basta, piangevano tutti, pure la Madonna piangeva, le sue promesse erano finite, aveva fatto qualche miracolo ma era finito male pure lui, perché non era sceso da quella croce, accidenti? La speranza era morta e sepolta, l’evidenza era tale che nessuno, nessuno avrebbe potuto immaginare che quella non fosse la fine.

Tutti nascosti, tutti scappati, tutti spaventati, tutti rassegnati.

E lui che fa? Dopo tre giorni risorge, si alza, più bello di prima tanto che si fatica a riconoscerlo, esce, cammina, mangia, appare e scompare, arrostisce il pesce per i suoi amici, si fa infilare le mani nelle ferite, consacra il pane e il vino…

E’ per questo che chi conosce questa storia non può fare a meno di sperare, anche quando tutto sembra finito. I cristiani sperano, e a volte gli viene così bene da sembrare stupidi, da sentirsi poi stupidi, da far sorridere come si sorride davanti all’ingenuità dei bambini.

E’ per questo che il 20 novembre dell’anno scorso (Filippo è andato in cielo verso le 10 del mattino) alle 7, e alle 8, e alle 9 io ancora chiedevo a Dio di salvarlo, di guarirlo, ancora chiedevo un miracolo. E quando l’ho raccontato, chi mi ascoltava ha sorriso, ha pensato che non ragionassi, in quei momenti così duri e strazianti. Ma non era follia, la mia, era speranza, la speranza di chi sa che Gesù era morto, ed è tornato in vita, la speranza di chi si fida delle parole dell’Angelo a Maria: “Nulla è impossibile a Dio”.

E poi Filippo è morto lo stesso, ma la speranza che avevo nel cuore no, quella non è morta, è come un baco, un’anomalia di funzionamento che si ripresenta ogni volta che sbatto il muso contro le evidenze ma nonostante questo continuo a credere e sperare.

E guardo l’anello che mi sono comprata, cha raffigura un crocifisso, un Cristo morto appeso alla croce, e gli dico: “Sei stato lì per me, allora questo dolore che mi sento dentro lo do a te, prenditelo tu, aiutami a portarlo come hai fatto finora”, sapendo che ora la croce è vuota, e anche il sepolcro è vuoto, che quel dolore è servito a farlo risorgere e anche il mio avrà lo stesso compito, se saprò farne buon uso.

Guardo la croce e mi dico che sono fortunata, perché quel corpo che è stato appeso lì, che è morto lì, ora è glorioso, ora è stupendo, e ci ha regalato la speranza. E che se anche le cose dovessero andare male, quella non me la potrà togliere nessuno.

 

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11 Pensieri su &Idquo;Contro ogni logica

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Guardo la croce e mi dico che sono fortunata, perché quel corpo che è stato appeso lì, che è morto lì, ora è glorioso, ora è stupendo, e ci ha regalato la speranza. E che se anche le cose dovessero andare male, quella non me la potrà togliere nessuno.

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  2. Quello che ho letto mi ha regalato le istruzioni per il giusto atteggiamento, la giusta postura da tenere di fronte alla mia giornata. Come vedi, Anna, la speranza che ti e’ nata dentro cresce e aiuta gli altri. Ringrazio Dio e ringrazio te. Buona giornata!

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  3. «Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?» (Romani 8,35)

    Neppure la morte. Perchè:

    «Certa è questa parola:
    Se moriamo con lui, vivremo anche con lui»
    (2Timoteo 2,11)

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  4. Cara Anna, leggendoti mi é tornato in mente un brano di Peguy sulla speranza. Perdon se é un po’ lungo ma ti descrive bene.
    “La fede che preferisco, dice Dio, è la speranza.
    La fede non mi stupisce. Non è stupefacente. Risplendo talmente nella mia creazione…..Che per non vedermi ci vorrebbe che quella povera gente fosse cieca.
    La carità, dice Dio, non mi stupisce. Non è stupefacente. Quelle povere creature sono così infelici che a meno di avere un cuore di pietra, come non avrebbero carità le une per le altre. ….
    Ma la speranza, dice Dio, ecco quello che mi stupisce. Questo è stupefacente. Che quei poveri figli vedano come vanno le cose e che credano che andrà meglio domattina. Questo è stupefacente ed è proprio la più grande meraviglia della nostra grazia. E io stesso ne sono stupito. Quello che mi stupisce, dice Dio, è la speranza. Non me ne capacito. Questa piccola speranza che ha l’aria di essere nulla. Questa bambina speranza. Immortale. ….Eppure è questa bambina che traverserà i mondi. Questa bambina da nulla. Lei sola, portando le altre, che traverserà i mondi compiuti. ”
    Grazie della tua tua testimonianza

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