Adamo o Maria?

Dico sempre che la Madonna batte perfino l’avvento, la Messa dell’Immacolata Concezione si celebra con i paramenti bianchi, e non si userebbero i viola neanche se capitasse di domenica, qualche anno fa è successo e da allora ci ho fatto caso. E questa cosa mi piace moltissimo.

Link alle Letture della Solennità dell’Immacolata Concezione (8 dicembre 2015)

Gen 3,9-15.20 Sal 97 Ef 1,3-6.11-12 Lc 1,26-38

Commento alle Letture della Solennità dell’Immacolata Concezione

di Don Stefano Cascio

“Dove sei?” sono le prime parole che Dio dice all’uomo. “Dove sei?”

Secondo voi quando Dio dice questa cosa è arrabbiato? E’ nervoso?

No.

Pensate alla parabola del padre misericordioso, quando accoglie suo figlio. Dio quando dice “Dove sei?” è come un papà che si preoccupa per suo figlio.

Vi è successo di scappare così, in un centro commerciale, non so dove, di perdervi, i genitori hanno paura, si chiedono: “Dove sta? Dove è scappato? Dove si trova?” Viene un’ansia ai genitori, hanno paura per voi.

Dio nella sua parola in questo grido che fa: “Dove sei?” non è arrabbiato, è ansioso, vuole sapere, vuole trovare quest’uomo.
E l’uomo cosa fa? Si nasconde. Quando sente che Dio lo sta cercando lui si nasconde.

Tante volte può succedere anche a noi di nasconderci davanti alla chiamata di Dio, davanti alla sua presenza, davanti alla sua richiesta.

Abbiamo due personaggi, in questa liturgia della parola: da una parte Adamo, e dall’altra Maria.

Adamo davanti a Dio si nasconde, ha paura.
Maria invece accoglie e poi dirà: “Ecco, sono pronta, eccomi”.

Adamo si nasconde, sente che Dio lo chiama e si nasconde.
Perché l’uomo ha bisogno di nascondersi, da cosa deve fuggire? Perché deve sempre mettersi sotto?

“Ero nudo”. Cioè ero davanti a te con quello che sono, e non sempre quello che sono è bello, e mi nascondo, perché tu sei il Dio delle regole, il Dio del no, il Dio che mi dice quello che devo fare e quello che non devo fare.
Sei un Dio padrone e io ho paura di te, e mi nascondo, perché non sempre seguo le tue regole.

Questo è l’atteggiamento di Adamo.

Di là abbiamo Maria, nella sua casa, arriva l’angelo e scombussola completamente il suo progetto di vita. Si voleva sposare, era già fidanzata ufficialmente, si doveva sposare, e adesso l’angelo le dice che aspetterà il figlio di Dio.
Questo è sconvolgente, cambia tutta la sua vita.
Ma davanti a Dio lei accoglie, dice di sì, perché ha fiducia, perché lei si sente figlia di Dio, perché lei accoglie con fiducia la presenza di Dio.

Due atteggiamenti completamente diversi: Dio padrone e Dio padre.

San Paolo nella seconda lettura ce lo dice: “Noi siamo diventati figli adottivi attraverso Gesù, che ci ha presentato Dio come Padre”.

Ecco allora il nostro grande problema, adesso: noi da quale parte stiamo? Per noi Dio è un Dio padrone o un padre?

Se ho paura di aprire il mio cuore alla sua presenza, allora Dio per me non è un padre, ma un padrone. Se non riesco ad accogliere questa bella notizia, che lui si è fatto uomo, che è venuto a camminare in mezzo a noi, che ci ha mostrato il cammino attraverso Gesù, via, verità e vita, se per me questo non è il senso della mia vita, allora Dio rimane questo Dio padrone, che bacchetta quando sbaglio, e basta.

E’ bello invece che oggi è stato aperto l’anno della Misericordia, perché ci fa capire ancora meglio il senso della festa di oggi: noi siamo chiamati a prendere esempio da Maria.

Certamente voi mi direte: “Ma Maria era senza peccato, era più facile per lei”.

E’ vero, non aveva dentro il cuore quella sfiducia che noi abbiamo, quel serpente velenoso che entra dentro le nostre azioni, dentro il nostro modo di vivere e che fa sì che noi non abbiamo pienamente fiducia in Lui, perché se avessimo pienamente fiducia in Lui apriremmo completamente la nostra vita a Lui.

Invece vogliamo tenere sempre qualcosa per noi, non gli diamo pienamente fiducia a questo Dio padre.

Però dobbiamo prendere esempio da questa giovane donna che è Maria, questa apertura è quello che manca al nostro mondo, quello che manca a molti cristiani. Molti di noi non hanno pienamente fiducia in Dio.

La festa di oggi è la festa della fiducia e della Misericordia. Misericordia di un Dio che ci cerca sempre, che dall’inizio della Genesi dice all’uomo “Dove sei? Dove sei? Io da sempre ti cerco, da sempre mi faccio piccolo per venire vicino a te. Io sono sempre con te”.

E noi possiamo scegliere o di fuggire come Adamo, o di accogliere come Maria.

Ogni volta che noi compiamo un’azione, o stiamo fuggendo dalla presenza di Dio, o lo vogliamo raggiungere. Non abbiamo vie di mezzo: o andiamo verso di lui, o ci allontaniamo.

Ogni volta io sono chiamato a dire di sì o a dire di no. Non c’è altra via. Ogni mia scelta è verso di lui o mi allontana da lui.

E questo lo vedo anche nelle mie azioni verso gli altri, nel mio modo di rispondere, nel mio modo di accogliere, tutto è collegato alla mia scelta.

Ho davanti agli occhi Adamo e Maria. Oggi festeggiamo Maria. Speriamo di poterla festeggiare tutti nel nostro cuore, perché questo è il campo che devo scegliere, questa è la scelta migliore, perché se noi diciamo di sì a Maria il Signore trasforma tutto quello che siamo e che desideriamo, non ce lo nega, ma lo trasforma.

Apriamo il nostro cuore e ci renderemo conto che lui non nega niente, anzi, ci apre a una più grande libertà, ma dobbiamo avere fiducia, perché se teniamo qualcosa non siamo veramente aperti, siamo come Adamo che si nasconde.

Chiediamo al Signore oggi, con l’intercessione di Maria, di aprire il nostro cuore a questo Dio, pare della misericordia, padre che ci ama, non padre padrone ma padre che ci ama e ci chiama alla libertà.

Amen.

 

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