In giro per il paese

Lo so che forse non avrei dovuto farlo, ma non ho potuto resistere e comunque credo che sia servito. E secondo me è stata un’esperienza bellissima.

il fatto è che a me i miei alunni piacciono da impazzire, e anche se certe volte mi fanno letteralmente impazzire, do loro un sacco di spago e lascio loro un sacco di spazi, perché trovo che sia arricchente per loro e anche per me.

Allora quando ho proposto di andare in giro per il paese per cercare un angolo adatto per fare le foto, per partecipare al concorso fotografico legato alla manifestazione Librinsieme di quest’anno, mi sono fatta trascinare e ho assecondato la scelta dei posti che proponevano loro.

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Così è andata che prima siamo passati al belvedere, e abbiamo fatto delle belle foto, e poi siamo arrivati fino al cimitero.

Mi ci hanno letteralmente trascinato, molti dicevano di avere lì nonni, parenti, conoscenti, e quindi abbiamo percorso la discesona a piedi e ci siamo fatti altre foto davanti al cancello della parte vecchia, che però era chiusa.

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Non contenti, e sapendo che la parte nuova fa orario continuato, i miei alunni hanno insistito per andarci, e li ho accompagnati.

Mi sono emozionata nel vederli tutti raccolti davanti alla lapide di Filippo, alcuni commossi, altri sconcertati, chi sollevato, chi in silenziosa preghiera. Abbiamo visitato le tombe dei loro partenti e conoscenti, a cominciare dal fratellino di una delle mie bambine, siamo andati in giro a curiosare su nomi e date, ho risposto a poche domande, ho asciugato qualche lacrima e ho ascoltato discorsi e riflessioni incredibili.

La mamma di un’altra bambina, che ci ha accompagnato nell’uscita, mi ha detto che le domande erano tante, e importanti, e urgenti, e che lei ha esortato i bambini a farle direttamente a me.

Mi dispiace che loro non trovino il coraggio di chiedermi delle cose, se desiderano saperle, e sono orgogliosa di loro perché come meta della loro uscita hanno scelto un posto così inusuale ma al contempo così fondamentale.

Sento che la società sta cercando in tutti i modi di allontanare il pensiero della morte, sta cercando di cancellare il dolore, le difficoltà, sta crescendo generazioni di persone non disposte al sacrificio e alla sofferenza, ma mi accorgo, stando a contatto con i bambini tutti i giorni, che loro hanno ancora ben chiaro in mente quali siano le cose importanti, e come gestirle.

Credo che il nostro principale compito sia quello di indicare loro quello che è bello, buono e vero, e stimolare in loro il desiderio di raggiungerlo. E se alla fine della quinta non sapranno fare le divisioni a due cifre con i numeri decimali, ma saranno stati contenti del loro percorso, e avranno imparato a a conservare questo cuore ancora così semplice e aperto alla vita, a tutte le sfaccettature della vita, credo che avremo raggiunto comunque il nostro obiettivo.

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8 Pensieri su &Idquo;In giro per il paese

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Condivido questo bel post della mia amica Anna.

    “Sento che la società sta cercando in tutti i modi di allontanare il pensiero della morte, sta cercando di cancellare il dolore, le difficoltà, sta crescendo generazioni di persone non disposte al sacrificio e alla sofferenza, ma mi accorgo, stando a contatto con i bambini tutti i giorni, che loro hanno ancora ben chiaro in mente quali siano le cose importanti, e come gestirle.

    Credo che il nostro principale compito sia quello di indicare loro quello che è bello, buono e vero, e stimolare in loro il desiderio di raggiungerlo. E se alla fine della quinta non sapranno fare le divisioni a due cifre con i numeri decimali, ma saranno stati contenti del loro percorso, e avranno imparato a a conservare questo cuore ancora così semplice e aperto alla vita, a tutte le sfaccettature della vita, credo che avremo raggiunto comunque il nostro obiettivo.”

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  2. Mia moglie ed io siamo consapevoli di avere due bambini che grazie a Dio stanno crescendo bene, con principi sani. Forse il merito e’ da attribuire anche a noi genitori, soprattutto quando cerchiamo di districarci tra tanti limiti e difetti, e, provando a rimanere lucidi, offriamo loro il meglio che è possibile trasmettere in quanto educatori innamorati e coinvolti. Tra le “fortune” del più grande c’è sicuramente quella di frequentare una scuola elementare dove deve condividere diverse ore con la maestra Anna.

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