Perdere per ritrovare

Per Audrey, che regala le sue Messe ai nostri figli.

Link alle Letture della XXIX Domenica del tempo ordinario (Anno B)

Is 53,10-11   Sal 32   Eb 4,14-16   Mc 10,35-45

Commento alle Letture della XXIX Domenica del tempo ordinario (Anno B)

di Don Stefano Cascio

Prima della lettura del Vangelo abbiamo tracciato tre croci, una sulla nostra fronte, una sulla bocca e una sul cuore, perché dobbiamo capire il Vangelo con la nostra testa, proclamarlo con la bocca e viverlo anche nel nostro cuore.

Il Vangelo di oggi ci fa incontrare due personaggi interessanti, sono due discepoli del Signore, Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo. Nel brano che precede quello che abbiamo letto oggi, Gesù dice loro che dovrà morire. E allora questi due fratelli arrivano vicino a Gesù e gli dicono: “Possiamo chiederti qualcosa? Possiamo essere uno alla tua destra e uno alla tua sinistra?” Perché loro pensano che Gesù sarebbe diventato importante e che loro si sarebbero messi uno alla sua destra e uno alla sua sinistra.

E Gesù chiede loro: “Ma voi, siete pronti a bere il calice che io sto per bere?”. Loro gli dicono: “Sì noi siamo pronti”, e Gesù risponde: “Va bene, questo lo potrete fare, ma non spetta a me dire chi ci sarà alla mia destra e alla mia sinistra.

Il calice è come un bicchiere, e cosa c’è nel calice? Il vino, ma poi quando sarà sull’altare e il sacerdote pronuncerà la preghiera il vino diventerà il sangue di Gesù.

Allora Gesù sta chiedendo ai discepoli: “Ma voi siete pronti a versare il sangue come dovrò fare io?”

E loro subito rispondono: “Sì, noi siamo pronti, noi possiamo dare questo sangue”.

Gesù fa emergere la contrapposizione tra il bere calice, cioè il dare la vita, e la sete di potere di Giacomo e di Giovanni.

Certe volte le persone hanno paura del futuro, hanno bisogno che tutto sia ben preparato, che tutto sia sicuro. Dobbiamo essere sicuri di quello che succederà dopo, avere una certa garanzia di quello che succederà. Abbiamo paura quando non conosciamo e non capiamo quello che verrà dopo. Per esempio abbiamo paura della morte, perché non sappiamo quello che succederà dopo. Noi siamo fatti così, abbiamo bisogno di vedere. Se noi possiamo vedere e toccare, allora va bene, se invece non vediamo niente, non capiamo cosa abbiamo vicino, abbiamo paura. Abbiamo paura del futuro perché non sappiamo quello che succederà, quindi se qualcuno ci può dare una garanzia che tutto andrà bene siamo più tranquilli.

Nella nostra vita molte volte vogliamo essere sicuri, e quindi che facciamo? Accumuliamo. Accumuliamo i soldi, accumuliamo l’affetto, ne vogliamo sempre di più, perché abbiamo paura a che un certo momento ci mancherà qualcosa.

Il problema qual è: quando noi siamo così ossessionati a volere le cose, ad accumulare, questa nostra sete di potere, questa sete di tenere qualcosa, fa sì che rimaniamo insoddisfatti. Vogliamo sempre qualcosa, vogliamo mettere sempre qualcosa da parte per paura che venga a mancare, ma alla fine succede che manca il desiderio. Quando c’è sempre tutto, non c’è più il desiderio. E quando c’è tutto e non si sogna più niente, e non si ricerca più niente, la vita è triste.

Allora la logica del Vangelo di questa domenica è la stessa della settimana scorsa. Vi ricordate la settimana scorsa il giovane ricco, quel ragazzo che aveva detto a Gesù: “Cosa devo fare per avere la vita eterna?” e Gesù gli aveva risposto: “Vendi tutto e seguimi”. Il giovane per paura non l’ha fatto, ed è ritornato triste a casa.

Questa è la stessa logica di oggi. Gesù oggi ci dice di perdere, non di accumulare, non di avere il potere, non di avere paura di perdere qualcosa, no. Gesù dice di perdere.

A Giovanni e a Giacomo dice questo.

Non possiamo passare la nostra vita ad accumulare, a essere sicuri, Dio non vuole una relazione così, non è un assicuratore. Dio ci chiede di perdere le nostre sicurezze per lasciarci portare da Lui. E’ questo che Gesù chiede a ciascuno di noi. Avere fede, avere fiducia in Lui, perdere tutta questa voglia di sicurezza. Noi siamo assicurati dal suo amore, e basta questo.

In una coppia è la stessa cosa, se uno ha fiducia nell’amore dell’altro non ha bisogno di essere rassicurato in ogni momento, così è nella nostra vita con Dio, non abbiamo bisogno di rassicurazioni perché abbiamo fiducia. E se non abbiamo fiducia dobbiamo cercarla, vuol dire che c’è qualcosa che non va nella nostra relazione con Lui.

Allora chiediamo questo, oggi al Signore, di avere fiducia in Lui, per poterci perdere nel suo cuore, nel suo amore.

Amen.

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3 Pensieri su &Idquo;Perdere per ritrovare

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