Dio abita in noi ma noi non siamo Dio

Prefazione di Anna

1 sale luce_30aVoi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.

Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

Penso che chiamare una lucerna in modo diverso da lucerna non sia utile a nessuno, e certamente (e grazie a Dio), non servirà a farle fare meno luce.

Link alle Letture della XXVI Domenica del tempo ordinario (Anno B)

Num 11,25-29   Sal 18   Giac 5,1-6   Mc 9,38-43.45.47-48

Commento alle Letture della XXVI Domenica del tempo ordinario (Anno B)

di Don Stefano Cascio

In queste ultime domeniche i Vangeli cercano di tracciare la logica di Dio. Un paio di settimane fa con la logica della croce: Dio si manifesta nella debolezza, nella sofferenza, nella morte.

Poi, la settimana scorsa c’è stata la logica del servizio: chi vuole essere il primo sia l’ultimo.

Anche oggi la logica di Dio è diversa dalla logica umana, cioè la logica del dominio, del monopolio, di avere l’esclusiva su Dio.

I doni di Dio non sono l’esclusiva di nessuno.

C’è un comune messaggio nelle tre letture di oggi: chi pensa di essere così “ricco dentro” da poter sottomettere Dio e il prossimo, fallirà.

Gesù ci mette in guardia dalla tentazione di sequestrare Dio per se stessi, di chiudersi in una cerchia di eletti, una cerchia esclusiva in cui stiamo bene da soli.

Se avete ascoltato bene le prima lettura, Dio toglie parte dello Spirito che era su Mosè e lo pone sopra i settanta uomini anziani che lo accompagnavano nel governo del popolo.

E Mosè è l’uomo di fede, e accetta questo piano di Dio, anzi spera proprio che tutto il popolo possa diventare un popolo di profeti.

Giosuè invece si sdegna, è geloso: e questo purtroppo è l’atteggiamento di molti credenti.

Tra i cristiani c’è chi vive con un senso di disprezzo, di superiorità nei confronti degli altri: questa è una contro-testimonianza che allontana molte persone. Quanti abbiamo incontrato che non vogliono entrare in Chiesa! Forse perché hanno la coscienza sporca, e considerano la Chiesa come un luogo morale, un luogo dove vengono giudicati, non dove vengono amati.

E credo che questo sia il combattimento attuale di Papa Francesco: cerca di combattere questa Chiesa che è luogo morale e non luogo di amore, luogo di misericordia.

Dobbiamo stare attenti: noi non possediamo la salvezza, siamo posseduti da essa.

Ed è perché siamo posseduti dalla salvezza che dobbiamo rimanere fedeli a Dio.

Gesù nel Vangelo è molto forte, se leggiamo questo Vangelo sembra un manuale dell’ISIS in Siria o in Irak: “taglia la mano, taglia il piede, cava l’occhio”, sapete che loro fanno esattamente così, se qualcuno ruba… swish… tagliano la mano.

Ma Gesù non ci chiede questo. Gesù ci vuole far capire che la scelta per Dio è una scelta unica, è una scelta decisa.

Le nostre opere (cioè le mani), i nostri cammini (cioè i piedi), i nostri sguardi (cioè l’occhio) non possono creare scandalo, non possono ferire i piccoli, i deboli. Dobbiamo stare attenti a non giudicare e a non ferire i nostri fratelli, anche se e i piccoli e i deboli possono essere diversi, possono essere incoerenti, forse possono essere anche gli immorali.

Stiamo attenti alla tentazione che comincia con voler gestire Dio e che ci porta poi a una falsa sicurezza in noi stessi.

Ricordiamoci sempre che Dio abita in noi ma che noi non siamo Dio.

Amen.

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