Rimanete in me

Dal campo famiglie di Auronzo di Cadore. Riflessioni.

  
Letture del 23 luglio 2015: Gal 2,19-20  Sal 33   Gv 15,1-8.

Commento alle letture

Di Don Stefano Cascio

Oggi sembra che le letture ci dicano una cosa in contrasto con l’altra.

Da una parte abbiamo San Paolo che dice “non vivo più io ma Cristo vive in me”, e dall’altra parte abbiamo il Vangelo che ci dice di rimanere nel suo amore. Da una parte abbiamo Cristo che vive dentro di me, non sono più io che vivo, e dall’altra parte sono io che devo fare il passo per rimanere con Cristo. La liturgia dice una cosa che non sembra andare d’accordo, no?

Da una parte sono io che devo fare l’azione di andare incontro a Gesù, dall’altra parte Gesù vive già in me. 

Cerchiamo di capire, perché è importante visto che Gesù dice che dobbiamo diventare suoi discepoli, cerchiamo di capire cosa significa questo.

Gesù per spiegarci oggi il Vangelo ci parla della vite, e dice che noi siamo i tralci. La vite è un’immagine che già c’era nell’Antico Testamento, era Israele, in un salmo si dice che Israele era la vite che era stata tolta dall’Egitto e trapiantata nella Terra Promessa preparata da Dio. 

Ora noi sappiamo il problema di Israele qual è: a un certo punto il suo cuore diventa indurito, non riesce più a riconoscere il suo Signore, il Messia che aspettava.

Gesù già all’inizio del Vangelo dice: “Io sono la vite vera, io sono la verità della vostra vita. La verità che voi cercate sono io. Sono io il vostro Messia e voi dovete rimanere con me”. E questo rimanere in me lo ripete sette volte nel Vangelo, per sette volte ripete quel brano che abbiamo letto “rimanete in me”

Rimanete in me e io in voi

Rimanete in me perché portiate frutto

Rimanete nel mio amore 

Rimanete in me

Ora, dicevo, il problema è Gesù deve vivere in me o io devo mettermi accanto a lui? 

Perché ci dice questo?

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà dato. 

Gesù è il verbo incarnato, è il verbo che si è fatto uomo, che è venuto ad abitare in mezzo a noi, in noi. 

Gesù ci dice “se tu accogli la mia parola, io vengo ad abitare con te, in te”.

Quando eravamo nella nostra discesa (dalla passeggiata in montagna) c’era una persona che mi chiedeva: “Ma quando è valida la Messa? Se arrivo prima delle letture, dopo le letture, all’Eucaristia?” Sapete c’è gente che si fa molti problemi per le cose, poi vengono a chiedere ai preti, e certo, i preti cosa rispondono? Che la Messa è un tutt’uno, però la Messa è composta soprattutto dalla liturgia della parola e dall’Eucaristia, e nella sua penultima enciclica il Papa diceva ai sacerdoti: Attenti alle vostre omelie, non devono essere molto lunghe, perché nella Messa dovete rispettare un certo equilibrio, perché c’è un’importanza della parola e poi c’è anche l’importanza dell’Eucaristia, e se la parola diventa di tre quarti d’ora e un quarto d’ora l’Eucaristia, l’equilibrio della Messa viene perso.

Perché dico questo? Perché Cristo si fa presente nella nostra vita proprio così: con la Parola e l’Eucaristia. Con l’Eucaristia lo capiamo meglio perché la riceviamo, entra proprio dentro di noi. Ma pensate bene che il Signore ha detto: “Le mie parole vivono in voi”.

E noi sappiamo che il Signore ci chiede non solo di ascoltare la sua parola, ma di metterla in pratica, e questo significa viverla.

Voi state vedendo come scegliere nella vita, quali sono le scelte da fare, ma questo si può fare quando la Parola abita in te, quando la conosci, perché conoscere Cristo vuol dire conoscere la Parola di Dio, altrimenti non conosci Cristo se non conosci la Parola.

E se questa Parola la faccio mia, abita la mia vita, tutto diventa più naturale in me, perché la Parola parla, parla dentro di me. 

Giorni fa abbiamo parlato di Pier Giorgio Frassati. Quello che colpiva di un giovane come Pier Giorgio era che in lui tutte le scelte sembravano naturali, tutto quello che faceva non era un sacrificio, non era qualcosa che doveva fare così perché era giusto così, la legge dice che…

No, tutto veniva naturalmente nella sue scelte. E perché? Perché era abitato da Cristo, lui poteva dire quello che San Paolo ci dice all’inizio.

Allora vedete che l’uno e l’altro non sono in contrapposizione, io devo rimanere von Cristo o è Cristo che vive in me? Tutto va l’uno con l’altro, se rimango con Cristo come la vite e il tralcio, come abbiamo sentito, la Parola la faccio mia, se la ascolto e la metto in pratica, se vivo l’Eucaristia come il momento in cui il Signore si dona a me, se tutto questo lo vivo realmente, allora la mia vita cambia, in tutte le scelte che faccio Cristo è con me.

E allora il Signore dice: “Porterete molto frutto e sarete miei discepoli”.

Ecco il cammino che noi siamo chiamati a fare. Sempre di più conoscere Cristo attraverso la sua Parola e l’Eucaristia, sempre di più vivere i Sacramenti e quella Parola che è annunciata. Non solo qualcosa di cui io sono spettatore, come spesso può accadere in Chiesa. Quello che viviamo in Chiesa è proprio quello che ci fa discepoli del Signore. La Parola e l’Eucaristia, Cristo che vuole venire dentro di te, che vuole essere parte della tua vita. 

Allora cerchiamo veramente, sia in queste vacanze, sia durante il nostro anno in parrocchia, di vivere la Messa, di viverla profondamente, di cercarla. 

Certe volte i ragazzi mi dicono “la Messa è sempre la stessa, è noiosa” ma non è vero.

La Messa è sempre diversa perché io vengo con i miei problemi, con le mie difficoltà, con la mia vita, e ogni volta sono diverso, e mi offro al Signore, e poi la Parola è sempre diversa.

E anche se il Vangelo fosse lo stesso della settimana scorsa, cosa che non accade mai, semmai dell’anno precedente, ma anche se fosse, io lo leggo diversamente perché in quel momento io sono diverso. Quello che oggi vi dico di questo Vangelo, l’anno scorso forse l’avrei detto diversamente, non lo so cosa sarebbe uscito fuori. 

Allora noi dobbiamo entrare nella celebrazione, perché noi la celebriamo insieme questa Eucaristia, insieme.

Perché Cristo vuole essere in mezzo a noi e dentro di noi.

“Rimanete nel mio amore” dice il Signore “Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto.

Amen

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2 Pensieri su &Idquo;Rimanete in me

  1. Io per un lungo periodo sono riuscita ad andare a messa tutti i giorni al mattino presto iniziando anche con le lodi e a dire il vero i benefici di quelle messe giornaliere era veramente ”grazia” . La domenica poi partecipo desiderosa e il Signore mi parla veramente sempre attraverso il vangelo, che dono stupendo l eucarestia!!!
    Un abbraccio

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