Andate per le strade

Link alle Letture della XV Domenica del tempo ordinario (Anno B)

Am 7,12-15   Sal 84   Ef 1,3-14   Mc 6,7-13

Commento alle Letture della XV Domenica del tempo ordinario (Anno B)

di Don Stefano Cascio

E’ della Chiesa che oggi parleremo, o piuttosto della nostra vocazione. Il Concilio Vaticano II ce lo ricorda: la Chiesa peregrinante è per sua natura missionaria… A ogni discepolo di Cristo incombe il dovere di diffondere per quanto possibile la fede.

Noi cristiani per natura siamo missionari. E oggi vediamo che Gesù chiama a sé i suoi discepoli e li manda, due a due.

Chiamò a sé.

Forse è la prima cosa su cui ci dovremmo fermare a riflettere. Non è una cosa che puoi decidere tu, personalmente, non è qualcosa che porti avanti da solo, sei chiamato, il Signore passa e chiama ciascuno di noi a essere missionari. Come ha chiamato i discepoli chiama ciascuno di noi.

E prese a mandarli.

La Chiesa è peregrinante, cammina come deve camminare il cristiano, la nostra fede ci permette di metterci in cammino in qualsiasi luogo e tempo, il Vangelo è sempre attuale e noi dobbiamo camminare vicino all’uomo, in particolare quello che soffre, quello che è il più debole ( il malato terminale, il bambino nella pancia, il disabile…)

A due a due.

Per due motivi, a due a due. Primo perché all’epoca per essere testimoni della verità dovevi essere in due per poter testimoniare un fatto. Ma anche perché non sei mai cristiano da solo, e questa è la Chiesa. Noi non camminiamo da soli, noi non ci facciamo il nostro credo, la nostra piccola religione à la carte, come spesso si vede nella nostra società attuale, ma camminiamo insieme, ci aiutiamo insieme, è così che nasce la Chiesa, questa grande famiglia di Dio, camminiamo insieme nella fede verso Dio.

Il Signore li manda e dice loro di non prendere nient’altro che il bastone. Non prendere niente perché la tua ricchezza non è quella che hai all’esterno ma è quella che c’è dentro di te. L’amore di Dio è quello che ti aiuta. Ed è questo amore che noi dobbiamo portare dentro di noi, e dare agli altri. Spesso siamo i primi a voler realizzare progetti personali, a costruire non so che cosa, quando invece è il rapporto personale con l’altro che permette a Cristo di entrare nella vita dell’altro.

Molte volte noi crediamo che con tanti mezzi riusciamo a fare tante cose, quando con poche cose, semplicemente, presentando la parola di Dio, si può toccare una persona.

Rimanete, dice il Signore, là dove siete. Anche questo è un insegnamento per noi, che siamo sempre a correre a destra e a sinistra. Il rimanere, lo stare, il rapporto con il Signore che tante volte mettiamo da parte.

E poi con gli altri: il tempo che dedichiamo agli altri è troppo poco nella nostra vita, perché siamo sempre di corsa, perché i tempi sono diventati veloci.

Mi ricordo l’anno scorso, quando eravamo al campo famiglie, un giorno abbiamo deciso di andare a piedi al villaggio vicino: sono 12 chilometri, in macchina ci si mettono 5 minuti, è molto rapido. Quel giorno siamo andati a piedi e ci abbiamo messo 2 ore per arrivarci.

E pensavo che prima era così, prima si perdeva una mattinata per andare al villaggio vicino, prendere delle cose e tornare, si perdeva una mattinata intera. Noi invece adesso questi 12 chilometri li facciamo in 5 minuti. Quindi facciamo tante altre cose. la nostra vita è completamente cambiata, adesso è tutto velocizzato. Senza parlare del fatto che adesso non serve neanche andare sul posto di lavoro, basta internet per lavorare.

Allora tutto viene velocizzato, e purtroppo questo ha fatto sì che anche nelle nostre relazioni tutto deve essere veloce e non troviamo il tempo per rimanere, per stare.

Infine il Signore, quando manda gli apostoli, dà loro il potere sugli spiriti impuri e dice loro di chiamare la gente a convertirsi.

Questo è il cammino del cristiano.

Cristiano significa uomo o donna che fa scelte. Tu devi fare una scelta, una scelta di campo.

La nostra vita è fatta ogni momento di scelte. Per il bene o per il male.

Anche lì ci contrapponiamo alla società attuale che dice che non c’è il bene e il male, perché tutto è relativo.

Per il cristiano non è così, c’è il male e c’è il bene, e siamo chiamati ogni volta a fare una scelta per il bene. E questo non è facile. Sappiamo che certe volte cose che ci sembrano “bene” alla fine, sotto sotto, non lo sono.

Allora il cristiano è chiamato prima di tutto ad ascoltare la voce del Signore che lo chiama, che lo manda in missione. Ciascuno di noi è chiamato a sentire la voce del Signore che lo chiama, perché è nella natura del cristiano essere missionario, è nella natura del cristiano condividere l’amore che ha ricevuto da Cristo, è nella natura del cristiano dare l’amore che ha ricevuto.

Ma per questo devo sentire per primo questa voce, questo amore del Signore per me.

Chiediamo al Signore di aprire il nostro cuore alla sua presenza per poter poi dare questa presenza agli altri.
Facciamo nostre le parole di San Paolo ai Corinzi: “Guai a me se non annunciassi l’Evangelo”.

Amen.

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