Tempo di vacanza

di Stefano Bataloni

Bene, eccoci qui, in vacanza.

Finalmente dopo anni e anni che con Anna ce lo proponevamo siamo riusciti a venire al mare in Salento. Avevano proprio ragione i miei colleghi: qui il mare è come quello dei Caraibi e devo dire che il primo bagno, armato di maschera e pinne, mi ha riportato indietro di diversi anni, a quando ho cominciato ad amare il mare.

Tempo di vacanza, quindi, ma come si dice nella Bibbia, c’è un tempo per tutto.

C’è stato il tempo in cui io e Anna abbiamo scoperto il nostro essere famiglia, nel 2007, con Filippo di appena un anno ce ne andammo al mare vicino Roma, e in cui ogni giorno ci riempimmo gli occhi della bellezza e delle capacità di nostro figlio.

Poi c’è stato il tempo dell’angoscia e della paura, nell’estate del 2008, quando Anna fu ricoverata per la gravidanza difficile di Francesco e rischiosa pure per lei tanto che rimase quasi un mese e mezzo in ospedale, mentre io ero al mare con Filippo; fu l’estate in cui a Filippo fu diagnosticata la leucemia.

Dopodiché vennero una serie di anni in cui le vacanze non potevano essere una certezza, programmare era impossibile, difficile allontanarsi da Roma: è stato il tempo dell’incertezza. Tante volte ci capitò di partire per dei posti così all’improvviso o, invece, di dover rimandare all’ultimo momento. Tra un ricovero e l’altro di Filippo, essere riusciti ad avere anche pochi giorni di vacanza fu per noi ogni volta un dono del Cielo.

Gli ultimi due anni, però, sono stati speciali. L’esperienza di Monza, nell’estate del 2013 ci ha portato a visitare posti nuovi e a vivere esperienze straordinarie: Filippo stava bene ma andavamo incontro al suo ultimo trapianto, senza alcuna garanzia di futuro. Poi venne l’estate del 2014 in cui c’eravamo quasi convinti di avercela fatta, sentivamo quasi che “quel futuro” poteva davvero essere raggiunto e quindi ci spingemmo a visitare l’Alto Adige. E’ stato il tempo della speranza, quasi della fiducia.

Quella di oggi, invece, è una vacanza diversa, per molti versi una “prima” vacanza.

La prima volta in Puglia, la prima volta senza Filippo, la prima dopo aver affrontato e (speriamo) superato la sofferenza della perdita di nostro figlio, la prima in cui non rischiamo di dover tornare in ospedale da un giorno all’altro per una riattivazione del citomegalovirus o per un’infezione batterica; la prima in cui davvero stacchiamo la spina della macchina della paura. Questo è il tempo del riposo e della quiete.

Se è vero che c’è un tempo per tutto, è anche vero che ogni tempo porta i suoi frutti ed è solo in “quel” tempo che i frutti possono arrivare, non prima di esso o dopo di esso.

A cominciare dal frutto dell’estate del 2007 quando abbiamo imparato a conoscere l’amore più grande e più bello che c’è, quello per nostro figlio, o a quella del 2008, la più dura della nostra vita, che ha portato i frutti che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, i nostri altri due figli, uno nato proprio in quell’anno e uno che abbiamo cominciato a desiderare proprio in quel momento.

Per passare poi al frutto delle estati successive quando imparammo che non possiamo affatto disporre del nostro tempo, se non di quello presente: inutile pensare di vivere nel futuro, inutile fare grandi progetti perché Qualcuno potrebbe avere in mente per te qualcosa di diverso, qualcosa di meglio, meglio forse apprezzare e vivere al meglio quello che si sta vivendo in quel momento.

E anche questa estate sta portando e porterà i suoi frutti e su questi voglio concentrarmi, senza pensare di vivere ancora nel passato, immaginando quello che sarebbe potuto essere e che invece non sarà. Siamo solo all’inizio di questo tempo di vacanza e attenderò con pazienza ma oltre al riposo e alla quiete in questi giorni ho già colto il primo frutto: vedere Francesco e Giovanni che giocano insieme in riva al mare, vederli sereni, vederli cresciuti…

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4 Pensieri su &Idquo;Tempo di vacanza

  1. Bellissime le tue parole Stefano ,sopratutto le ultime .A 20 anni sono andato in Arabia Saudita per lavoro e un anziano mi tradusse un vecchio detto arabo “il soffrire passa l aver sofferto non passa mai ” Credo sia vero e i ricordi di Filippo e ‘giusto che rimangono con voi per sempre ma vedere ora i vostri due figli crescere credo possa fare bene al cuore e per quel poco che ho conosciuto di Filippo avrebbe fatto piacere anche a lui .Un abbraccio e una preghiera

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  2. Buona vacanza!
    Ah, che bei ricordi del “mio” Salento: mia mamma è salentina ed io fino al 2003 ci sono andata ogni anno: è veramente un bel posto.
    Ricordatevi di andare al Santuario di Santa Maria di Leuca.
    Grazie per la vostra testimonianza.
    Un abbraccio

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