Benedetta Luce

di Mario Barbieri

Leggevo questa mattina l’articolo di Anna, “Scenate e luce“, e di seguito scoprivo le bellissimi immagini del bellissimo lavoro di Vincenzo (amico suo che non ho il piacere di conoscere…)

Guardando le immagini del sito di Vincenzo, mi è venuto da pensare quanto sia fondamentale la luce nel nostro vivere (di per sé pensiero piuttosto banale… quando si è completamente al buio si combina poco, anche il boom di nascite a seguito di alcuni famosi e vasti blackout fa riflettere), non solo nel vivere “fisico”, ma anche in quello artistico, emozionale e diciamo pure spirituale. Senza luce, tutto è neutro, senza volumi e soprattutto senza colori.

E’ la luce bianca che ha in sé ha tutti i colori dell’iride, gli oggetti semplicemente assorbono una parte dello spettro e rimandano il resto, assumendo il colore della parte di spettro che assorbono. Avete mai notato come gli oggetti neri diventano notevolmente più caldi di quelli bianchi? Ma tralasciamo la fisica applicata che non ne so abbastanza… volevo far notare come le cosiddette “giornate grigie”, sono tali perché la luce fioca o velata del sole non consente che ogni cosa prenda il giusto colore, e il contrasto tra luce e ombre è talmente scarso che tutto si appiattisce e manca di “spessore”.

Credo che Vincenzo (il lighting designer amico di Anna, che scrisse un post qualche tempo fa anche per questo blog) lo sappia sin troppo bene, infatti il suo lavoro consiste proprio (anche…) nel mettere tutto sotto la giusta luce, a rendere una “atmosfera”, a dipingere una precisa situazione, persino lo stato d’animo di un personaggio. O ancora, a creare un’illusione, a suggerire o far credere ciò che concretamente non c’è o interamente non esiste, come sul palco di un teatro: un ambiente, una città intera, un tempo storico addirittura.

Ma in questa realtà terrena e ahimé decaduta, anche la luce non è sempre sinonimo di cosa buona… della luce infatti si può dire: “c’è una luce, sinistra” o “è stato messo in cattiva luce” e via discorrendo.

Per concludere e arrivare al nocciolo di questo mio vagheggiare, vorrei sottolineare quanto sia importante nella nostra vita interiore, che illumina quella esteriore, per come percepiamo e giudichiamo le cose, per come riusciamo a vederle ciò che ci sta attorno, mettere TUTTO nella GIUSTA luce! A cominciare da noi stessi. Diversamente, nella migliore delle ipotesi vedremo tutto “grigio”, senza né colori né spessori, o vedremo tutto sotto una “luce sinistra” o ancora, avremo solo illusioni, magiche o tragiche illusioni, ma sempre “fantasmi”, cose che non ci sono, che solo immaginiamo o crediamo di aver visto o che qualcuno ci ha dato da intendere esistano…

Come non riandare allora alle parole di chi ci ha detto: “Io sono la luce del mondo”… Quella luce capace di dare a tutto il giusto colore, forma e spessore. Di illuminare ciò che è nascosto, fugare ciò che è fumoso e nebuloso, di penetrare, di riscaldare, di risplendere, di rendere sicuri i passi di un uomo…

Una luce dove non c’è dubbio né finzione, dove non c’è inganno, che tutto muove e ricrea.

Perché non è di un’opera teatrale, di un balletto, di un’installazione (come si usa dire) che si sta parlando, ma della nostra e altrui vita.

Annunci

5 Pensieri su &Idquo;Benedetta Luce

  1. tutti complimenti che ricevo mi mettono in una “luce” che non è proprio mia. Grazie delle belle parole che ho letto, ma vorrei rilanciare sull’argomento. il sinonimo Luce/Luce Divina è dominio di tutti. Ognuno però ha la sua luce da seguire, io nel mio lavoro “fingo” una luce che riproduciamo artificialmente. Un invito che faccio a chi legge è quello di capire quale sia la propria luce. Da tempi non sospetti io invito tutti a seguire la luce naturale. noi dal nostro terrazzino all’ottavo piano al tramonto ci affacciamo tuffandoci (non di sotto…) nei raggi tiepidi e aranciati del tramonto. quella luce significa tanto: sorge, tramonta, risorge, segna l’inizio e la fine della giornata, ci rilassa e ci eccita.
    Un aneddoto: un grande architetto mi chiese di illuminare una mostra sotto le arcate del colosseo. Io proposi di aggiungere un filtro colorato agli archi e far filtrare la luce del sole. Lui propose di oscurare gli archi e di aggiungere delle luci colorate.
    Io rifiutai il lavoro.
    Qualcuno mi insegnò “segui la luce” e ognuno legga ciò che più questa frase gli suggerisce.

    Liked by 2 people

  2. @Vincenzo,
    “Ognuno però ha la sua luce da seguire…” verissimo.

    Mi permetto aggiungere che è importantissimo approfondire il discorso a livello personale, fare in modo che la “luce” corrisponda anche alla “verità” ( lo dico in senso assolutamente a-fideistico convinto che cercando le due cose assieme si trova poi la Via ,-) ).

    Diversamente si rischia di cadere nel “cono di finte luci”…

    C’è poi anche una precisa responsabilità, quella che viene dal divenire a volte noi stessi “luce” per alcuni… anche se mi piace nel mio caso, parlare di “luce riflessa” 😉

    Mi piace

  3. Luce, stupenda luce della Luce, presenza interiore e forte al punto da trasparire dagli occhi di chi ha la “grazia” di riuscire ad amarlo e contemplarlo intimamente: sto pensando ai volti dei Santi, sì, ma anche a quelli di anime che si offrono al Signore per tutta la vita. Vite imperfette, ci mancherebbe, ma con uno sguardo che affascina e attira non alla propria persona, bensì a Dio.
    Mario, grazie per questo post. Smack! 😀

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...