Come io ho amato voi

Link alle Letture della VI Domenica di Pasqua (Anno B)

At 10,25-27.34-35.44-48   Sal 97   1Gv 4,7-10   Gv 15,9-17

Commento alle Letture della VI Domenica di Pasqua (Anno B)

di Don Stefano Cascio

Questa Domenica abbiamo letto nel Vangelo il testamento di Gesù. Sapete che cos’è un testamento? È una lettera che si scrive lasciando le ultime volontà prima di morire.

E Gesù ci lascia questo suo testamento in cui la parola più importante è l’amore.

Ma che cos’è l’amore? Perché di amore sentiamo parlare sempre e ovunque. È la moda di alcune parole come anti-discriminazione, anti-bullismo, apertura alla diversità, riconoscimento dei diritti…

Sembriamo una società molto solidale, molto aperta, molto generosa.

Ma questo è amore?

Cosa c’è dietro tutte queste parole? Quale volto la nostra società ci sta presentando?

Nel libro che presenteremo oggi “Ti seguirò fuori dall’acqua”, l’autore Dario Fani racconta che quando nasce suo figlio un’infermiera dice a un’altra: “Era l’ultimo parto, guarda come abbiamo finito. Dimmi te se nel 2009 dobbiamo ancora vedere queste cose qua”.

Queste cose qua, questa cosa, non questa persona, era un bambino down.

Allora dietro a tutte queste parole, questa lotta alla non discriminazione, vediamo un po’ cosa c’è.

Dietro la maschera della generosità, la nostra società detta progressista costruisce il futuro a immagine e somiglianza di alcune minoranze attive, o del lato più negativo dell’uomo, cioè dell’individualismo?

Dietro il diritto di una donna di controllare il suo corpo c’è la mancanza del diritto per il bambino di nascere.

Dietro il diritto del matrimonio omosessuale c’è il diritto del bambino di non essere una cosa ma una persona.

Dietro l’utero in affitto c’è la schiavitù di tante donne in India, in Nepal, in tante altre parti povere del mondo.

Dietro la lotta contro le barriere architettoniche per il bene dei disabili c’è la selezione della specie, dove è difficile che un bambino down o qualsiasi altro bambino che abbia un problema possa vedere la vita.

Il mio elenco potrebbe essere molto lungo, su tutto quello che scegliamo oggi nella nostra società egoista e individualista.

Dietro una parvenza di democrazia, di apertura, di generosità, c’è un cuore egoista e individualista che vuole vivere e vuole prendere il sopravvento, distruggendo tutte le basi che la nostra società aveva costruito con il cristianesimo.

In pochi anni stiamo buttando via la civiltà cristiana per far rinascere quello che c’era prima, dove il debole era messo da parte perché solo il forte doveva sopravvivere.

Stiamo facendo noi stessi una selezione innaturale delle persone.

È in atto una dittatura del pensiero unico e noi cristiani siamo chiamati ad alzare la voce, a dare l’esempio.

Il Vangelo dice: “Questo vi comando”, Gesù ci chiede la coerenza.

L’amore non è sentimentalismo, non è l’amore affettivo. L’amore si deve concretizzare. E si concretizza facendo degli atti.

Non è una ricerca della soddisfazione personale o sentimentale, ma è vedere il bene dell’altro.

Ora, qual è questo comandamento che ci da oggi il Signore?

“Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi”… “Come io ho amato voi” (Gv 15,12).

Guardiamo la croce.

Ci chiede il dono di noi stessi all’altro e questo è il meraviglioso compito dell’uomo.

San Basilio Magno scrive però che l’amore di Dio non deriva da una disciplina esterna, ma si trova nella stessa costituzione naturale dell’uomo come un germe e una forza della natura stessa. Lo spirito dell’uomo ha in sé la capacità e anche il bisogno di amare. “Quando dunque – continua San Basilio – facciamo retto uso di queste cose, conduciamo una vita ricca di ogni virtù, mentre se ne facciamo un cattivo uso cadiamo nel vizio” (da “Regole più ampie” di San Basilio Magno, “La forza di amare è in noi stessi”).

La vita cristiana è quindi una realtà splendida perché è una vita di unione e di amore con il Padre, con Cristo, con lo Spirito Santo e con gli altri.

Dovremmo aprire gli occhi perché quello che ci sembra amore spesso non lo è e questo lo sappiamo benissimo, lo sappiamo tutte le volte che ci confessiamo: sappiamo che il nostro cuore dietro la parola amore mette tante cose e se le guardiamo bene tante cose che sono solo espressione del nostro egoismo.

L’amore certe volte fa soffrire, l’amore è difficile, ma è la cosa più bella che siamo chiamati a fare noi cristiani.

E solo così possiamo costruire la civiltà dell’amore di cui parlava Giovanni Paolo II.

È bello canonizzare i papi, è meglio vivere e testimoniare quello che ci hanno insegnato.

È bello leggere la parola di Dio a Messa, è meglio viverla e testimoniarla ogni giorno.

Amen.

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4 Pensieri su &Idquo;Come io ho amato voi

  1. L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    È in atto una dittatura del pensiero unico e noi cristiani siamo chiamati ad alzare la voce, a dare l’esempio.

    Il Vangelo dice: “Questo vi comando”, Gesù ci chiede la coerenza.

    L’amore non è sentimentalismo, non è l’amore affettivo. L’amore si deve concretizzare. E si concretizza facendo degli atti.

    Mi piace

  2. E fa riflettere come pur tra tutte le parole, gli insegnamenti, le esortazioni di Gesù, solo una volta (se non erro) e appunto in questo Vangelo, Gesù usa le parole “io vi COMANDO…”.

    Vorrei venire però ad un esempio concretissimo…
    Difronte all’infermiera citata nell’aneddoto di cui sopra. la mia prima umana reazione è: “ma guarda che s…..a!!”

    Ed ecco che potrei benissimo in un simile frangente, alzare la mia voce, dirle che lei non può considerare quella vita come, ecc, ecc, ecc. Che non è nemmanco deontologico e professionale, farle un bella reprimenda e in verità sarei nel giusto…

    Ma se non sarò capace di amarla (pur nel ricordarle la verità), come Cristo ha amato me che sono un peccatore e sono stato suo nemico, a poco temo varrà la mia filippica.

    Diversamente le nostre “battaglie”, varranno tanto quanto quelle della pletora di “sindacati” di cui è pieno il mondo… certo, si potrebbe dire meglio di nulla, un po’ di “giustizia sociale” non guasta (ditemi puoi dove possiamo trovarla questa giustizia sociale in questo mondo, che ancora non la vedo da nessuna parte), ma non credo questo sia il compito del Cristiano, o che il comando di Gesù vedesse questo come fine.

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  3. “sappiamo che il nostro cuore dietro la parola amore mette tante cose e se le guardiamo bene tante cose che sono solo espressione del nostro egoismo.”

    Verissimo!!!!!Solo rimanendo nel SUO AMORE, cioè amando come ha amato Gesù, e ricorrendo a Lui, al Suo aiuto perchè da soli non ci riusciremo mai, possiamo evitare di cadere nell’errore di credere di amare veramente.

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