La risurrezione è trasfigurazione

Premessa: la piccola Laura della quale abbiamo parlato tempo fa e per la quale abbiamo pregato e digiunato, è stata dimessa dall’ospedale. E’ a casa con i suoi genitori e i suoi fratellini, finalmente!

Grazie a tutti, di cuore, è proprio il caso di dirlo!!!

Link alle letture della III Domenica di Pasqua (Anno B)

(At 3,13-15.17-19   Sal 4   1Gv 2,1-5   Lc 24,35-48)

Commento alle letture della III Domenica di Pasqua, Anno B.

di Don Stefano Cascio

I discepoli sono appena tornati da Emmaus.

Ci sono due discepoli che vanno via un po’ turbati verso Emmaus che è vicina a Gerusalemme, e sono turbati perché Gesù è morto su una croce, poi una donna ha detto: “Io l’ho visto”, e quindi non sanno cosa pensare.

A un certo momento un uomo si avvicina e chiede: “Che cosa state facendo, perché siete così tristi?” e loro rispondono: “Ma come, non sai cosa è successo? Sei così forestiero da non sapere cosa è successo a Gerusalemme?”

E cominciano a raccontarlo, e lui camminando spiega tutte le scritture facendo capire che Cristo doveva patire, doveva morire, doveva risorgere.

Poi loro si vogliono fermare a una locanda e lui fa credere di voler continuare la strada, e allora gli dicono: “No, resta con noi, ormai si fa sera, resta con noi, ceniamo insieme”.

E quando lui dice la benedizione e spezza il pane, lo riconoscono. E lui sparisce.

Allora questi discepoli, invece di continuare la loro strada verso Emmaus, tornano a Gerusalemme e vanno a dirlo agli altri discepoli. Ed eccoci qua, questo era il Vangelo precedente, oggi siamo in questa scena in cui tutti i discepoli sono riuniti come sempre nella loro sala, hanno paura perché temono che possano venire a prenderli, non sanno cosa pensare perché questa donna ha detto che il corpo di Gesù non c’era, Pietro e Giovanni sono andati al sepolcro e non hanno trovato nessuno, e adesso arrivano questi due e stanno raccontando che hanno incontrato il signore sulla strada.

E proprio mentre loro raccontano questo, appare di nuovo Gesù e dice: “Pace a voi”.

In quel momento, avete sentito? Chiudete gli occhi e immaginate un po’ tutti questi discepoli: hanno paura, sono stupiti, ma chi è quest’uomo che entra così con le porte chiuse?

Si chiedono se non sia un fantasma.

E’ strano perché è da tre anni che loro fanno tutte le strade insieme, lo conoscono bene Gesù, l’hanno visto, hanno mangiato con lui, gli hanno parlato anche personalmente. Eppure non riescono bene a riconoscerlo, c’è qualcosa di diverso.

Perché vedete Gesù è lo stesso, ma è diverso, è lui ma è trasformato.

Perché vedete, la resurrezione non è solo un tornare alla vita, quella di sempre, quella di prima, è una trasfigurazione, è acquisire un di più, è un mondo nuovo nel quale si entra con la fede accompagnata dallo stupore e dalla gioia, ecco che cos’è la resurrezione. Non è facile capire perché nessuno di noi ha conosciuto uno risorto. Per noi è difficile capire cosa significhi.

Però vedete, non basta per noi credere che Gesù è risorto, dobbiamo, dice San Paolo, sperimentare la potenza della risurrezione (Fil 3,10), il mondo ha bisogno non solo di credere nella risurrezione di Gesù ma di viverla come esperienza.

Gesù ci dice “Non sono un fantasma”.

Con Cristo siamo risorti anche noi, non tanto con il nostro corpo, ma con il nostro cuore nella fede, nella speranza.

San Paolo scrive agli Efesini:

“Dio, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatto rivivere con Cristo. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli” (Ef 2,5-6).

Ecco quello che avviene con il battesimo, ecco quello che abbiamo vissuto anche noi, siamo morti al peccato per risorgere alla vita nuova.

E noi dobbiamo vivere questo atto di fede. Noi ne siamo testimoni

Che cos’è il testimone? È quello che ha visto, è quello che ha toccato è quello che ha udito. Chi non ha visto chi non ha udito, chi non ah toccato non può essere testimone.

Allora voi mi chiederete: “Quando noi abbiamo visto, abbiamo toccato Gesù? Quando l’abbiamo sentito?”.

La domenica è il primo giorno della settimana, è il giorno del Signore risorto. Gesù nell’Eucaristia viene in mezzo a noi, ci parla per mezzo della Parola, attraverso l’Antico e il Nuovo Testamento, e poi, dopo il canto del Santo, c’è il racconto della passione, della morte e della risurrezione del Signore. E dopo ci nutriamo del suo corpo e del suo sangue.

Gesù allora ci sta, Gesù cammina con noi, e noi ne siamo testimoni.

Allora dobbiamo accogliere i bambini che vengono battezzati, dobbiamo accogliere i bambini che si preparano alla comunione e alla cresima, proprio come una comunità di testimoni, perché domani possano loro testimoniare la grandezza di questo incontro.

Perché vedete, la fede cristiana non è aderire a un’ideologia, a un sistema etico, ma è l’incontro con una persona viva, che da senso alla nostra vita: è l’incontro con Gesù, il crocifisso risorto.

Amen

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