Credere vuol dire scegliere

Link alle letture della IV Domenica di Quaresima, Anno B.

2Cr 36,14-16.19-23   Sal 136   Ef 2,4-10   Gv 3,14-21

Commento alle letture della IV Domenica di Quaresima anno B.

di Don Stefano Cascio

Siamo nella IV domenica di Quaresima, la domenica della letizia, semplicemente perché ci stiamo avvicinando alla Pasqua. Infatti come vedete, sono vestito in maniera diversa, non perché ho deciso che adesso il rosa mi sta bene ma perché il colore viola che abbiamo durante la Quaresima sta andando verso il bianco.

Se mescolate il viola e il bianco viene fuori il rosa, mescolando un po’ di Quaresima e un po’ di Pasqua viene questa domenica. Il cammino che abbiamo intrapreso, la Quaresima, dura 40 giorni, e quindi è lungo, allora a un certo momento la Chiesa pensa: “Questi poveracci che stanno facendo tutto questo cammino così difficile della Quaresima (pensate a chi non mangia dolci per tutta la Quaresima), tutti questi sacrifici che vengono fatti durante la Quaresima, a un certo momento dopo 4 settimane cominciano a pensare che sia troppo lungo, e non ce la fanno più”. E allora la nostra santa madre Chiesa dice: “Aiutiamoli, ricordiamogli dove stanno andando.” Ecco perché oggi è una domenica particolare.

A Natale siamo stati invitati ad accogliere Gesù che si fa presente nella nostra vita, poi siamo stati invitati ad ascoltarlo, a seguirlo, e Gesù parla, Gesù agisce nei brani che abbiamo letto del Vangelo. Se noi rileggiamo il Vangelo di oggi, vediamo che per cinque volte è stato ripetuto il verbo credere. Cinque volte.

Perché? Perché per seguire Gesù ci dobbiamo credere, sennò chi lo segue? Per seguire Gesù lo dobbiamo ascoltare e credere nella sue parole, nei gesti, in quello che fa, perché lui vuole la nostra felicità, lui è la nostra luce.

San Giovanni nel Vangelo dice: “La luce è venuta nel mondo ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie” (Gv 3,19).

E’ vero questo? L’uomo preferisce le tenebre alla luce? Beh se guardiamo il telegiornale sembra così, ci parlano solo di cose tristi.

Invece la luce c’è nel mondo, esiste, ci sono cose belle. Chi è venuto domenica scorsa alla giornata genitori-figli ha visto che ci sono belle famiglie, testimonianze vive di quello che è la luce in mezzo a noi, di cosa significa la luce.

Dovremmo obbligare, io non so se c’è gente della RAI, qui, però dovremmo obbligare nei telegiornali a dire sempre qualcosa di bello. Va bene, diciamo anche le altre cose, ma dovremmo obbligare che ci sia sempre una notizia bella, che porti la luce. Non se ne parla quasi mai, pochissime volte. Perché siamo attirati da quello che è brutto. E’ così, l’uomo è attirato da quello che è brutto.

C’è un filmato che gira su facebook che viene condiviso in continuazione, in cui si vede un professore a lezione che lancia una sfida ai suoi alunni, e chiede: “Dio creò tutto quello che esiste?”

Gli alunni rispondono “Sì”.

Allora il professore dice: “Il male esiste , quindi Dio l’ha creato, quindi Dio è malvagio.”

E c’è un bambino che si alza e dice: “Professore, il freddo esiste?”

Il professore risponde: “Certo, hai visto oggi come fa freddo?” e il bambino dice: “No professore, per la fisica il freddo è solo l’assenza di calore”

“E l’oscurità esiste?” chiede sempre questo bambino, e il professore risponde: “Che domanda, certo che esiste”

“No professore, l’oscurità è l’assenza di luce, la luce la possiamo studiare, l’oscurità no.”

Per concludere il ragazzo chiede al professore: “Il male esiste?”

“Come ho affermato all’inizio vediamo crimini, violenze, guerre, direi di sì, esiste”

No professore, il male è l’assenza di bene, di amore nel cuore dell’uomo. Dio ha creato il cuore, ha creato l’amore, non ha creato il male”. Alla fine del filmato viene detto che questo bambino è Albert Einstein, ma non è vero, ho cercato di verificare e sembra di no, che non sia lui.

Però è vera una cosa: che alla radice della nostra storia c’è l’amore. Non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ci ha amati per primo, ci dice nella sua lettera San Giovanni, e ha mandato suo figlio come vittima (1Gv 4,10).

C’è un romanziere francesce, non proprio cattolico, Albert Camus, che scrive ne “La caduta”

Voglio dirvi un gran segreto, miei cari: non aspettate il giudizio finale, perché si celebra ogni giorno.

Perché ho detto questo? Perché Gesù viene a illuminare il cammino della nostra vita e ogni volta noi possiamo scegliere tra la luce e le tenebre, in ogni momento della nostra vita. Ora noi sappiamo che il nostro futuro è già iniziato. Con il battesimo abbiamo ricevuto la vita eterna, e allora ci dobbiamo chiedere “Sto correndo verso la luce?”

Avete capito che il brano che abbiamo letto oggi ci parla ancora una volta della conversione? Scriveva San Giovanni Crisostomo:

La croce di Cristo è la frontiera che illumina il terreno del bene e svela le piaghe oscure del male.

Allora io mi metto oggi davanti a questa croce, innalzata per me, e devo scegliere.

Credere vuol dire scegliere.

Amen

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Un pensiero su &Idquo;Credere vuol dire scegliere

  1. Cari Anna e Stefano, vi ringrazio anche perché condividete le omelie del vostro Don, anch’esse attese con gioia come i vostri post.
    Un’unica Chiesa con tanti doni condivisi. Pensavo a quanti spunti sempre nuovi dia la Parola, per camminare al seguito di Gesù. Vi ricordiamo nelle nostre preghiere, uniti e in cammino verso Pasqua. Grazie ancora! Silvia

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