Imparare da un bimbo di 8 anni

Che da Filippo e la sua storia potessero nascere piccoli o grandi miracoli lo stiamo capendo sempre di più, e questo blog esiste proprio per raccontare di questo. Una delle cose che più ci colpisce è che ci arrivano molte lettere di persone lontane o anche di persone molto vicine a noi che dopo aver incrociato la storia di Filippo hanno trovano lo spunto per far emergere la loro fede, una fede forse a lungo sopita ma viva e presente.

In più, in queste lettere si racconta sempre di piccoli e grandi sofferenze che vengono affrontate come umanamente è possibile, talvolta con rabbia talvolta con affidamento a Dio.

Il tema della sofferenza e di come la si possa affrontare è a noi molto caro. Per questo, nei prossimi giorni vorremmo condividere con chi ci segue alcune di queste lettere che proprio in queste settimane ci stanno aiutando a riscoprire in che modo è capitato a noi di affrontare la sofferenza nata dalla malattia di Filippo.

di Anonima

Cari Stefano ed Anna,

mi presento, sono S. e non ci conosciamo personalmente ma  attraverso il blog. O meglio, io conosco voi ma voi non me. E… mi piacerebbe uscire timidamente da dietro lo schermo e scambiare pensieri, dubbi, emozioni con voi.

Ho sempre seguito la storia di Filippo da lontano. Per timidezza, e rispetto della sfera privata altrui, non sono mai uscita allo scoperto.

Il giorno che mi è arrivata la notizia che Filippo era salito al Padre ho pianto, lacrime sincere di dolore e, essendo mamma da poco più di un anno e mezzo, mi sono domandata come si possa sopravvivere ad un evento del genere. Questo vi fa capire che ancora non sapevo niente di voi.

Un’amica mi ha parlato del blog, ho iniziato a leggerlo, ho iniziato a conoscervi, ho capito quanto può essere forte la Fede pur restando umani nei nostri sentimenti. Una madre, un padre, possono sopravvivere alla morte di un figlio grazie alla forza data dall’Amore di Dio e per Dio e dall’Amore che li lega l’uno all’altro, consacrato da Dio stesso, ma questo non vuol dire che non ne sentano la mancanza o il dolore del distacco, la paura dello stare senza un figlio desiderato, aspettato, cresciuto. Quindi piano piano ho capito che non siete supereroi ma esseri umani con una grande Fede, che sono riusciti a dire “io ci credo!”

Credo che abbiate chiesto che il calice venisse allontanato, ma poi avete anche pronunciato la parte più difficile del Padre Nostro: “sia fatta la TUA volontà”.

Cerco di imparare qualcosa da quello che leggo sul blog, e soprattutto cerco di mettere in pratica quelli che per me sono i vostri insegnamenti. Mi sono detta “è successa una cosa grossa a una persona che conosco, e lui e la moglie sono due persone così straordinarie da essere disposte a condividere questi momenti così importanti anche con me…non spreco questa opportunità, io posso imparare qualcosa da Filippo…” La Fede, la forza, la fiducia in Dio e nel Suo Amore non hanno età e mi piace l’idea di poter imparare ad affrontare quello che la vita mi darà anche da un bimbo di 8 anni!

Ecco, diciamo che velocemente ho cercato di presentarmi e soprattutto di presentarvi il percorso interiore che mi ha portato a voi.

Vi leggo, faccio tesoro di brani come “I nostri bambini sono forti” (è memorizzato sul mio cellulare) e vi ringrazio perché forse da sola non ci sarei arrivata, non ci avrei pensato, e avrei pensato che il sorriso della mia bimba quando torno a casa è per il giochino che le ho portato… No, hai ragione Stefano, è perché sono tornata accanto a lei…

Mi ritengo una persona estremamente fortunata: sono sposata da sei anni e mezzo con un fantastico marito capoccione, e abbiamo una  bimba di 20 mesi per noi perfetta, tanto desiderata…. I miei genitori sono entrambi in vita e abbiamo un rapporto stupendo, il papà di mio marito invece non c’è più a causa di una malattia che lo ha, e ci ha,  fatto tanto soffrire, la mamma è la migliore suocera che si possa volere. Allora non ho nulla da chiedere per me, non ho miracoli in cui sperare…in chiesa, raccolta nell’Ave Maria, se ho qualcuno a fianco che si inginocchia per pregare mi faccio indietro “grazie per quello che ho… ora ascolta lui, io non faccio rumore, non vi disturbo…”

Ma di un aiuto ho bisogno: devo tirare fuori la mia Fede, devo vincere la pigrizia… non riusciamo ad andare a Messa la domenica, sempre una scusa: piove, la bimba fa confusione e disturba, finisce tardi, fa freddo, fa caldo… Il mio alibi è che Dio è mio Amico, e i veri amici anche se non si sentono per tanto tempo quando si rivedono è come se non si fossero mai lasciati… Sicuramente è vero, ma quanti momenti insieme si sono persi? E poi questo amico mi manca se non lo vedo da tanto… E poi vorrei condividere di più la mia Fede con mio marito: il nostro matrimonio deve essere un percorso da fare insieme, mano nella mano, e con la mano nella mano di Dio. Pregare insieme, pregare di più.

Questo cercherò di fare, così cercherò di crescere.

Infine vorrei raccontare una cosa a voi e a Filippo.

Nel 1988 mia mamma era incinta di una bimba, eravamo contenti, io avevo già quasi 9 anni, aspettavamo questa novità. Ma mamma era già grande e il medico le consiglia l’amniocentesi. Ne esce che la bimba è affetta da una gravissima malformazione, sarà quasi un vegetale e mamma con grande, enorme sofferenza decide di interrompere la gravidanza. Passa un brutto periodo di depressione, ma grazie all’amore di papà e di tutti noi, ne esce.

Nel 2013 io mi sottopongo al colloquio genetico precedente all’amniocentesi, porto quello che fu il risultato di mamma e il medico genetista mi dice “era una banale malformazione genetica, ai tempi appena scoperta e ancora per nulla studiata, la bambina avrebbe avuto un leggero ritardo e forse non ve ne sareste nemmeno accorti… sa quante donne hanno questa malformazione e nemmeno lo sanno?” …forse anche io… ma ai mie tempi l’amniocentesi non c’era…

Mamma non saprà mai questa novità, e la sorellina sarà sempre l’angelo da pregare nei momenti difficili. Filippo, forse tu la conosci?

Ieri sera, quando ho detto a mamma che una mia amica con una bimba coetanea di nostra figlia è in dolce attesa, lei mi ha risposto: “anche tu ci devi pensare … non fare come me…”  E ho capito: non importa quanto dura una vita, l’amore per i figli non finisce mai.

Grazie per aver condiviso qualche minuto con me, avevo bisogno di presentarmi e di dirvi grazie per quello che fate… a me è utile, e farò il possibile perché sia utile a mio marito, a mia figlia, a chi incontrerò nella vita e avrà bisogno dell’esempio di Filippo!

Con tanto affetto

S.

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