Signore, è bello stare qui con te

In particolare per Lucia, Paolo, Anna, Francesco e Luca.

Link alle letture della II Domenica di Quaresima, Anno B.

Gen 22,1-2.9.10-13.15-18;   Sal 115;   Rm 8,31-34;  Mc 9,2-10.

Commento alle letture della II Domenica di Quaresima anno B.

di Don Stefano Cascio

Oggi sia Abramo sia Gesù vanno su una montagna. Ma vi siete chiesti perché vanno su un monte?

Dio spesso si rivela su un monte. Forse perché salendo si cambia prospettiva, lo possiamo vedere con occhi diversi. Abramo capisce che non può far tutto da solo. Noi siamo fatti per vivere con Dio e con gli altri, non da soli. Abramo capisce che tutto è un dono, non è lui ma è Dio che provvede.

La montagna è un po’ la terra che penetra il cielo. È quello che vede Pietro, vede Gesù trasfigurato, quel volto luminoso che diventa il presente del nostro futuro, come dice San Tommaso quando parla della speranza: la speranza è il presente del nostro futuro.

Le prime due domeniche della Quaresima che stiamo vivendo, ci offrono un po’ la sintesi del nostro percorso di Quaresima, del percorso della vita spirituale che ciascuno di noi deve affrontare: dalla durezza del deserto, col nostro peccato, la nostra sfiducia, le nostre chiusure, alla contemplazione.

C’è un salmo che dice: “Guardate a Lui e sarete raggianti” (Sal 33).

Noi siamo chiamati a liberare la luce che è sepolta nella nostra vita, in noi, perché siamo chiamati a diventare Luce nel mondo.

Anche il nostro cammino, come Mosè, come i discepoli, non è un cammino facile, è un cammino in salita, Gesù però cammina con noi, non ci lascia soli nel nostro cammino, soffre con noi.

Se avete ascoltato bene, Isacco alla fine non viene sacrificato, Dio ha chiesto ad Abramo la vita di Isacco ma all’ultimo momento Isacco non viene sacrificato.

Gesù invece si sacrifica sulla croce per noi ed è proprio questo dare la vita per l’altro che dovrebbe cambiare la nostra vita.

Il problema è che se noi non riusciamo a dire la frase che Pietro ha detto sul monte “È bello stare qui con te, Signore, è bello stare qui”, se io questa frase non riesco a dirla, se questa frase è esterna alla mia vita, se rimane qualcosa di lontano, se non sono convinto di poter dire questa frase, allora non sarò mai quell’altro Cristo che sono chiamato a essere.

Allora per me la religione cristiana sarà sempre un elenco di valori, ma non sarà il Cristianesimo.

Finché io non riuscirò a dire: “Signore è bello stare con te”, continuerò forse ad applicare delle regole ma non riuscirò a essere realmente col mio Signore.

Pietro ci insegna a contemplare, noi dobbiamo imparare dai discepoli che erano presenti lì a contemplare il Signore.

Ma per questo dobbiamo salire, abbiamo questo sentiero in salita, abbiamo questa vita davanti che non è sempre facile.

“E bello stare qui con te”.

Anche noi lo potremmo dire, quando il Signore si fa presente qui in mezzo a noi sull’altare. Anche noi qui possiamo dire: “Signore è bello stare qui con te”.

Durante la Comunione, dopo la Comunione, mettiamoci anche noi in silenzio a dire questa frase: “Signore è bello stare qui con te”.

Amen

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