Omelia della prima Domenica di Quaresima

Link alle letture della I Domenica di Quaresima, anno B

(Gen 9,8-15; Sal 24; 1Pt 3,18-22; Mc 1,12-15)

di Don Stefano Cascio

Lo spirito sospinse Gesù nel deserto.

Questa è una cosa importante per l’inizio della nostra Quaresima, Quaresima che è iniziata mercoledì scorso, mercoledì delle ceneri.

Quando succede questo brano del Vangelo? Cerchiamo di collocarlo nella vita di Gesù: è subito dopo il battesimo di Gesù, quando Dio ha detto “Questo è il mio figlio prediletto”.

Gesù ha ricevuto il battesimo per portare la buona notizia ai poveri, per sanare i cuori affranti, per predicare il vangelo, il regno di Dio, insomma per fare il Messia, e cosa fa invece? Va nel deserto.

Tanti hanno imitato Gesù che va nel deserto, pensiamo anche ai monaci eremiti, qui vicino, a Subiaco, abbiamo avuto San Benedetto.

Molti hanno scelto così uno spazio per fare il deserto.

Noi invece siamo chiamati a scegliere un tempo per fare il deserto, un tempo dove fare un po’ di posto, un po’ di silenzio attorno a noi, per ritrovare la via del nostro cuore.

Nel capitolo due di Osea c’è scritto così quando Dio parla del suo popolo come di una sposa: “La porterò nel deserto e parlerò al suo cuore” (Os 2,16).

Ecco la Quaresima è quello che ci offre la Chiesa per fare un tempo di deserto, non in maniera negativa, come un luogo arido, ma in maniera positiva, un po’ come una cura di disintossicazione per la nostra anima, per il nostro spirito, per il nostro cuore.

Perché vedete, noi andiamo nello spazio ma non conosciamo il nostro cuore, alla televisione guardiamo spettacoli, fiction, ma non la realtà.

E quando siamo nella realtà, quando siamo nell’autobus che cosa facciamo? Mettiamo un casco, sentiamo la musica, non cerchiamo di collegarci con gli altri.

E poiché il silenzio ci fa paura, non ci restiamo con noi stessi, ci mettiamo la musica: è di nuovo essere nella fiction, non nella realtà.

Nel libro dell’Esodo c’è scritto che il faraone diceva degli ebrei ai suoi ministri: “Pesi il lavoro su questi uomini e siano tenuti impegnati così che non diano retta alle parole di Mosè e non pensino a sottrarsi alla schiavitù” (Es 5,9).

Chi sono i faraoni di oggi?

Sono quelli che dicono: riempiamo di chiasso questi giovani e siano storditi, così non pensino e non decidano loro ma seguano le mode, comprino quello che vogliamo noi, consumino i prodotti che diciamo noi.

Pensateci bene, ci svegliamo la mattina con la radio, e c’è la pubblicità, andiamo al lavoro andiamo a scuola e vediamo la pubblicità sui pannelli, o in macchina con la radi; torniamo a casa, accendiamo la televisione e abbiamo la pubblicità, andiamo su internet, apriamo you-tube, e c’è pubblicità, vogliamo guardare e leggere il giornale e cosa troviamo? La pubblicità. Dalla mattina alla sera ci viene detto: “Compra, compra, compra”.

Apple è un grande faraone, ogni sei mesi c’è un nuovo iPhone, iPad, iMac che esce, e sei sempre in ritardo di qualcosa, tu devi comprare. I saldi non durano più una settimana ma mesi, perché tu devi comprare.

Allora da oggi e per 40 giorni la Chiesa ci propone di digiunare.

Perché vedete, l’occhio serve a guardare, ma ci è stata anche data la palpebra per coprirlo.

Noi dobbiamo vivere la Quaresima per cercare il volto del Signore della nostra vita e scopriremo che è in noi e nei nostri fratelli.

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