Traffico di LEGO

Le tasche dei miei giacchetti sono sempre piene di roba, sembrano tasche di bambini.

Ho almeno un burro di cacao in ciascuna giacca, non vivo senza né in inverno né in estate. E i fazzoletti di carta, mi soffio il naso ogni cinque minuti, forse dovrei arrendermi all’idea di essere un soggetto allergico.

E poi altre cose, sassi raccolti durante passeggiate in montagna, o su qualche spiaggia, piccole pigne, a volte conchiglie, e giochini che i miei figli mi mollano dopo avermi convinto che era assolutamente indispensabile portarseli dietro e aver giurato che li avrebbero custoditi da soli.

Ogni cosa si porta dietro una storia, e, anche se non le ricordo più tutte, so che ce ne deve essere stata una, quindi andare in giro con del peso in più per me ha un senso.

E questa è la prima parte della storia.

La seconda parte della storia è legata alla novena di Santa Teresina, quella che dice che come segno della grazia che si sta chiedendo si riceverà una rosa, quindi allo scambio di fiori anche apparentemente senza un motivo, e a una ragazza alla quale ho dato una rosa, qualche giorno fa. Ero andata a trovare Filippo al cimitero e un vaso con delle bellissime roselline screziate si era rovesciato a causa del vento. Un bocciolo si era staccato, io l’ho raccolto e me lo sono messo in tasca. Più tardi ho incontrato questa ragazza e le ho dato il bocciolo. Poi non ci ho più pensato.

L’ho incontrata una settimana dopo, e mi ha ringraziato per la rosellina, dicendomi che il giorno in cui gliel’avevo data si era sentita Filippo vicino, che era stato un gesto che l’aveva aiutata, che sebbene stesse attraversando un momento difficile si era sentita più serena. Mi ha tanto colpito che poi, incrociando suo marito, anche lui mi abbia ringraziato per la rosellina.

Davvero non avevo fatto niente di speciale, ma in effetti anche io sono tanto grata a chi mi dona qualcosa (anche un sasso) inaspettatamente.

La cosa che però mi è piaciuta è stata che lei ha associato quel gesto a Filippo. Dice di averlo sentito vicino.

Allora mi è venuto in mente di istituire un’usanza, in suo onore: lo scambio di pezzetti di LEGO. Scambio di mattoncini così, a caso, a istinto, come un gioco di affetto tra persone, amici, conoscenti o anche sconosciuti, nel quale chi riceve il pezzo poi magari ne donerà a sua volta, e nel frattempo avrà pensato a Filippo e magari avrà pregato con lui o per lui, per le sue intenzioni.

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Filippo era capace di giocare con il LEGO per intere giornate, montare e smontare a ripetizione, senza stancarsi mai; credo che non abbia apprezzato nessun gioco più delle costruzioni.

Quando mi imbatto in un pezzo di LEGO (in genere quando ci metto un piede sopra, perché a casa nostra il loro posto abituale è per terra in mezzo alla stanza) non posso non pensare a Filippo.

E sono certa che a lui piacerebbe il gesto di scambiarsi, così, senza motivo, un mattoncino, portarlo nella tasca del cappotto e sentirlo tra le mani, conservarlo su un comodino o nella borsa. A meno che non si tratti di un pezzo raro e indispensabile per una delle sue costruzioni, in quel caso sarebbero guai! E chi riceve il mattoncino sentirà di certo Filippo più vicino, perché lui non resisterà alla tentazione di giocare con ancora con i suoi LEGO.

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4 Pensieri su &Idquo;Traffico di LEGO

  1. Per noi nessuno sforzo a portarci dietro dei lego, il problema potrà essere trovarli in mezzo a fazzoletti,molliche, carte di caramelle, chupa chups laccati parzialmente, scontrini,figurine, elastici per capelli e chi più be ha più ne ….tolga!!!
    Quando vorrete, visitate anche la chiesa dei cappuccini, l’ho illuminata io. Grazie ancora della foto di oggi.

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