I nostri bambini sono forti

di Stefano Bataloni

Ormai da alcune settimane, la sera prima di dormire, a Francesco e Giovanni leggo una riduzione per bambini della Sacra Bibbia. Il libro è fatto piuttosto bene: è semplice ma abbastanza fedele al testo originale, contiene immagini che attirano la loro attenzione e tutto sommato descrive praticamente tutte le pagine importanti.

Francesco e Giovanni non sono ascoltatori attenti come lo era Filippo ma noi cerchiamo di “seminare” comunque, certi che prima o poi i frutti arriveranno. D’altra parte, Filippo non ha mai voluto che la sera leggessimo quel libro (sebbene non disdegnasse le storie della Bibbia): prima di dormire, lui voleva ascoltare sempre storie di animali. E quindi ci sto riprovando con i figli che ci restano.

Generalmente, leggiamo sempre un brano dall’Antico Testamento e uno dal Nuovo Testamento.

Questa sera abbiamo letto la storia del re Davide, di quando il profeta Natan lo fa riflettere (Sam 12,1-14) sul suo peccato con Betsabea e di come lui riconosca sinceramente quel peccato e chieda perdono a Dio; abbiamo poi letto il meraviglioso salmo di Davide con il quale il Re invoca il perdono di Dio Padre.

Subito dopo, dal Nuovo Testamento, abbiamo letto il brano in cui Gesù porta un bambino in mezzo ai discepoli e li ammonisce dicendogli che se non si convertiranno e non diventeranno come bambini non entreranno mai nel Regno dei Cieli.

In entrambi questi passi della Bibbia ho ritrovato l’invito alla conversione, a liberare il nostro cuore dagli affanni e dalle tristezze della nostra vita, a liberarlo dalle nostre paure e presunzioni, per raggiungere la purezza del cuore, per raggiungere l’autenticità del rapporto con Dio. Rileggendo il salmo di Davide e l’invito di Gesù ai suoi discepoli ho pensato che i nostri bambini vivono già questa condizione: loro hanno già un cuore puro, loro già si affidano ai loro padri; i nostri bambini, per questo e diversamente da noi, sono forti.

Avevo già maturato questo pensiero, molto tempo fa.

Capitò il giorno successivo al primo trapianto di midollo osseo di Filippo. Era sera, Filippo aveva dei problemi: alcuni valori del sangue erano sballati, la febbre era salita. Fu necessario fare dei prelievi ma per avere dei campioni di sangue non contaminati e adeguati alle analisi che servivano, sarebbe stato necessario fare il prelievo direttamente dal braccio. Ormai da mesi, Filippo aveva un catetere venoso centrale, per le terapie, e con Anna e le infermiere discutemmo a lungo perché non volevamo accettare che fosse necessario bucargli il braccio (per la oltre-ennesima volta) quando si poteva sfruttare il catetere e avere dei campioni di sangue in maniera completamente indolore per Filippo.
La discussione con Anna e le infermiere di turno si fece sempre più accesa: noi ci facevamo forti della esperienza che “presumevamo” di avere, visto che ormai erano oltre 2 anni che avevamo a che fare con ospedali, terapie e controlli e avevamo perso di vista che comunque lì si stava giocando la battaglia per la vita di nostro figlio. Anche Filippo cominciò ad innervosirsi.

Alla fine non ci fu nulla da fare: il prelievo doveva essere fatto dal braccio.
Mi feci forza, tenni stretto Filippo, lo guardai negli occhi, gli feci sentire che ero lì accanto a lui e tutto si risolse bene e in poco tempo.

Una mezz’ora dopo, lasciai la stanza del reparto trapianti per tornare a casa. Sulla porta, salutai Anna e Filippo e lui mi regalò un sorriso meraviglioso. Il peggio era passato, lui l’aveva superato brillantemente, io tremavo ancora.

Una volta a casa scrissi questa pagina del Journal.

18 marzo 2011

I nostri bambini sono forti. Sono davvero forti, se li amiamo; se gli doniamo il vero Amore.
Loro si affidano a noi e al nostro amore, e questo gli basta per essere forti. Non hanno bisogno di giocattoli, non hanno bisogno di essere lasciati liberi di decidere cosa mangiare o cosa indossare. Loro hanno bisogno del nostro amore, quello vero. Loro hanno bisogno di sentire che noi siamo lì accanto a loro, a tenergli la mano nei momenti difficili; quando sono a un bivio vogliono sapere qual’è la strada giusta da prendere.
Se gli diamo tutto questo, loro sono forti.
I nostri bambini hanno l’Amore, la semplicità, la sincerità, l’ingenuità, la bontà; anche questo li rende forti.
Non c’è dolore, non c’è sofferenza in grado di scalfire questa loro forza, perché sanno che nulla li potrà separare da quell’Amore.

Noi, al contrario, siamo deboli. Siamo davvero deboli, quando non ci affidiamo a qualcuno che ci ama, quando non ci affidiamo a Dio che ci ama di Amore vero.
Noi pensiamo di aver bisogno di giocattoli, pensiamo di aver bisogno di essere lasciati liberi di decidere su ogni cosa; noi abbiamo perso l’Amore, la semplicità, la sincerità, l’ingenuità, la bontà.

Noi pensiamo di non aver bisogno dell’Amore vero, dell’Amore di Dio, di qualcuno che ci stia accanto nei momenti difficili, che ci dica qual è la strada giusta da percorrere.
Per questo siamo deboli.
Basta un sassolino in una scarpa per farci avere paura, basta molto poco per farci credere di essere stati privati dell’Amore di Dio.

Quando i nostri bambini ci chiedono qualcosa, ci chiedono sempre qualcosa di cui hanno veramente bisogno; ma talvolta noi non stiamo a sentire, noi non capiamo e gli diamo in cambio qualcosa che a loro non serve.

Quando noi preghiamo Dio, spesso gli chiediamo qualcosa che a noi non serve affatto, mentre Lui ci da solo ciò di cui abbiamo davvero bisogno.

I nostri bambini sono forti. Noi, al contrario siamo deboli.

Attraverso i bambini, Dio ci ha fatto un regalo grande. Noi dobbiamo almeno sforzarci di essere all’altezza di questo dono.

Questo ho capito stasera, uscendo dalla stanza di Filippo in ospedale.

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4 Pensieri su &Idquo;I nostri bambini sono forti

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