2 febbraio 2002

Torniamo a parlare delle Nozze di Cana per pubblicare il testo dell’omelia tenuta da Don Carmine il giorno del nostro matrimonio. Da quel giorno…sono iniziati a piovere i miracoli.

Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: “Non hanno più vino”. E Gesù rispose: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora”. La madre dice ai servi: “Fate quello che vi dirà”. Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: “Riempite d’acqua le giare”; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: “Ora attingete e portatene al maestro di tavola”. Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: “Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po’ brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono”. Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Gv 2, 1-11

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

di Don Carmine

Vogliamo meditare sulla bellezza di questo primo miracolo di Gesù e comprenderne il significato utile e necessario per la nostra vita.

Ci sono alcune considerazioni che vogliamo fare su questo avvenimento. Innanzi tutto è il primo miracolo che ha fatto Gesù, poi lo ha fatto durante un banchetto di nozze, terzo punto ha fatto questo miracolo perché sua Madre, che è stata sposata e che ha avuto una famiglia, invita Gesù a fare il suo primo miracolo in questa occasione.

Gesù dà inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea proprio durante un matrimonio, come se la prima cosa che era venuto a fare fosse di benedire la famiglia, di benedire il matrimonio.

Le considerazioni bibliche da fare sarebbero tante, ma Gesù è venuto per salvare l’uomo e l’uomo non lo salva da sé, lo salva in quel vincolo che Dio stesso, Padre Creatore, ha creato. Quando Dio Padre creò l’uomo non lo creò da solo, ma lo creò affinché “l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola (Mt 19,5)”.

Quindi la prima istituzione che Dio ha creato, creando l’uomo, è la famiglia stessa; e il matrimonio fu anche il primo a pagare le conseguenze a causa del peccato originale. Le prime conseguenze nefaste, i primi inconvenienti vennero proprio per il rapporto matrimoniale: per coloro che all’inizio erano stati creati uguali, simili, complementari, paritetici, dopo il peccato originale le cose cambiano, “con dolore partorirai figli, verso tuo marito sarà il tuo istinto ma egli ti dominerà (Gen 3,16)”, lei non è più “carne della mia carne e osso delle mie ossa (Gen 2,23)”. Per questo l’uomo si unirà alla sua donna e i due saranno una carne sola, una cosa sola. Dopo il peccato non è più l’amore a fondere queste due persone.

E quindi Gesù, essendo venuto a salvare l’uomo, per prima cosa doveva salvare la famiglia e il rapporto matrimoniale, doveva benedirlo, riscattarlo con il suo sangue.

E la Madonna glielo ricorda, glielo dice subito, è sempre il figlio che sente la madre, è la madre in tutti i sensi, e glielo comunica, e il figlio ubbidisce come si ubbidisce a una madre: “figlio mio, visto che devi cominciare a salvare l’uomo…” e Gesù le dice: “non è ancora giunta la mia ora (Gv 2,4)” e lei: “ no, no, qui ce n’è bisogno, non possiamo più aspettare, non hanno più vino, non c’è più amore, non c’è più grazia, non c’è più coesione, questo matrimonio si regge sulla convenzione, sulla tradizione, sulla legalità, sulla passione, ma non c’è il vero amore, non c’è la vera grazia, non c’è quella cosa che unisce i due per l’eternità! C’è bisogno che tu faccia questo miracolo!”. E allora Gesù fa il miracolo.

Come egli stesso poi dirà rispondendo ai farisei, secondo i quali l’uomo poteva prendere la moglie che voleva, ripudiarla quando voleva. Secondo loro il matrimonio non era fondato certamente sull’amore che unisce due persone per l’eternità. Ecco perché Gesù fa questo miracolo per primo, perché è fondamentale. E rispondendo ai farisei a proposito del matrimonio egli dirà: “per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così (Mt 19,8)”, e Gesù è venuto a ripristinare il progetto del Padre.

Ecco cosa rappresenta questo vino per noi. Se teniamo presente, poi, che il vino della Palestina è rosso, corposo, veramente quando uno lo beve ritrova la vita, è un vino di sostanza, e sta proprio a significare quella grazia che voi riceverete in questo vino, segno dell’amore, della forza, della grazia, della coesione, della potenza di Dio per farvi amare di un amore inesauribile.

Ma questo vino, naturalmente, che il Signore ci dà è solo il segno del vero miracolo. Quello è stato il segno che Gesù fece per manifestare la sua gloria, il miracolo fu abbastanza vistoso, infatti, dice l’evangelista, “i suoi discepoli credettero in lui (Gv 2,11)”. Ma era un segno. Il vero miracolo, quello grande, è questo: voi siete qui per ricevere questo vino di cui avete bisogno ma sapete anche che non ne avrete bisogno solo oggi.

Come il corpo ha bisogno di essere nutrito ogni giorno, così anche voi potete accedere a questo vino forte della grazia e dell’amore di Dio attraverso l’Eucaristia, attraverso la preghiera quotidiana, attraverso i Sacramenti che il Signore ci ha lasciato per riconciliarci con noi stessi e con Lui in modo da saper amare l’altro.

Che significa allora tutto questo per noi cristiani qui, che significato ha questo matrimonio che oggi celebrate? Ha il significato di un passaggio.

Ecco Gesù tramuta l’acqua in vino, l’acqua delle abluzioni in quelle sei giare, l’acqua della religiosità vetero-testamentaria che ormai era diventata un fatto solo esteriore, solo basato sulla legalità, non aveva le sue basi nella fede; il vecchio testamento era pieno di queste prescrizioni ma spesso non avevano corpo, non avevano anima.

La Madonna ribalta questo: questa religiosità è vuota, è apparente, è fatta di riti, si lavano le mani -dirà a Gesù- ma non si lavano il cuore, non si purificano il cuore.

Il passaggio è dall’Antico al Nuovo Testamento.

Voi celebrando questo matrimonio state facendo un passaggio simile.

Perchè è vero che voi adesso iniziate una vita nuova, senz’altro più bella e più interessante di prima, ma anche più impegnativa. Dovete saper amare più di prima. Ora Stefano non deve amare solo se stesso, deve amare anche Anna, e deve amare anche i figli che verranno. E così l’amore di Anna, la stessa cosa.

La fede di Anna e di Stefano non deve essere più quella di prima, perché tu non dipendi più solo da te, deve essere una fede che aiuti l’altro e deve essere un segno e una testimonianza per i figli che verranno.

Insomma dovete rinnovarvi.

Anche voi dovete vivere il passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento, perché la vostra fede e il vostro amore siano fondati sull’amore, non sulle convenzioni, sulle cose apparenti.

L’Antico Testamento è finito? Ma quando? Siamo pieni di Antico Testamento. La nostra fede è piena di convenzioni, di cose esteriori. Dobbiamo rinnovarci, ecco perché il Signore ci dà questo vino, perché impariamo ad amare di più, veramente, e amando di più Dio amiamo veramente anche la persona che Lui ci mette accanto.

Voi siete qui per fare questo passaggio dal Vecchio al Nuovo perché Gesù in un altro passo dice anche: “non si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa (Mt 9,17)” e questa grazia viene persa.

Se uno non si rinnova dentro, se non apre il suo cuore ad accogliere questi doni, non li comprende, li disperde.

L’occasione della vostra vita è il vostro matrimonio, è la vostra occasione per fare il passaggio secondo la nuova fede portata da Gesù, fondata sull’amore, fondata sul vino buono.

Rinnovatevi e vedrete che da oggi inizierà per voi una vita nuova non solo nell’amore ma anche nella grazia che Dio vi darà ogni giorno per essere realmente capaci di accogliere il vino buono che Gesù ha preparato per voi.

Don Carmine

Chiesa di Santa Maria in Domnica in Roma – 2 febbraio 2002

Annunci

3 Pensieri su &Idquo;2 febbraio 2002

  1. Pingback: Una partita a carte | Piovono miracoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...