Il miracolo delle rose

di Anonima

Sin da quando ero piccola ho avuto a che fare con le rose.

Veramente il primo ricordo che ho di loro non è proprio dolce visto che a tre anni ho preso una rosa con la mia manina e le spine me le hanno levate una per una con le pinzette ed ho pianto tanto.

In casa mia non mancavano mai perché erano i fiori preferiti di mia madre che dava loro grande importanza e in tutte le favole che lei mi raccontava c’erano le rose quale simbolo di bellezza e tenerezza ma io preferivo sempre le rose che il principe azzurro portava alla sua sposa.

Mia madre diceva sempre che le rose sono davvero le regine dei fiori e il loro significato è importante e vanno regalate solo a chi si vuole bene. “Loro parlano d’amore”, diceva. Mio padre gliele regalava sempre ed io ero felice perché ero certa che parlassero d’amore ed ero orgogliosa di aiutare mamma a metterle nel vaso che immancabilmente era messo su un mobile dove c’era la foto di mia nonna, morta quando lei era una bambina. Mi raccontava sempre che quando aveva sposato mio papà erano nate due rose bianche, il regalo di sua madre.

Anche mia cugina mi racconta la stessa cosa. Il giorno del suo matrimonio ha trovato una rosa che lei è sicura essere il regalo di sua madre morta prematuramente.

Il miracolo si ripete

Tutto è cominciato quando Anna mi ha regalato una piante di rose.

Non sono mai riuscita ad avere delle belle rose e non so il perché, probabilmente non ho un posto con tanta luce e la loro vita dura poco. Ma quella volta subito, non si sa come e perché, sono nate almeno 4 o 5 roselline ed io ho pensato: “ecco è fatta! Anna ha fatto il miracolo e ora anche io ho una bella pianta di rose”.

Ma non era così e dopo poco ha cominciato a soffrire come le altre. Le roselline nuove hanno chinato la testa e appena nate e piccole piccole sono morte. Ma la pianta no, quella non è morta e ogni tanto riusciva a far nascere le roselline che puntualmente chinavano la testa e morivano.

Un giorno ero in attesa di una notizia e non so come e perché sono andata a vedere la pianta ed ho notato che erano nate le roselline e tutto andò bene. Sono successe tante cose e da quel giorno ho sempre guardato la pianta di rose come un segnale. Vi sembrerà strano ma non ha mai sbagliato.

Era domenica 11 maggio del 2014 ed era la festa della mamma e Anna e Stefano e i bambini dovevano venire a pranzo da noi. Verso le 10 ho fatto una scappata al supermercato perché avevo dimenticato qualcosa e davanti al supermercato c’era una donna con un grande cesto che vendeva rose. Mi sono fermata a guardare e stavo pensando di comprarne una per Anna quando quella donna mi porse una rosa dicendomi che quella era per una mamma speciale e che non dovevo pagarla, era un regalo. Non era una rosa bellissima anzi anche un po’ appassita ma ho visto subito un segnale, qualcosa di particolare e di importante.

Il resto della mattina ho pensato a quella rosa che non sentivo mia e, quando sono arrivati loro per il pranzo, ho preso la rosa e l’ho data ad Anna dicendole che era per una mamma speciale e quindi era sua.

Solo Anna potrebbe raccontare quello che abbiamo sentito abbracciandoci e piangendo. Anna stava facendo la novena delle rose di Santa Teresa del Bambino Gesù e quella rosa era un segno, il segno che la richiesta di grazia era giunta a destinazione.

Il 20 novembre, quando è giunto il messaggio di Stefano, sono andata in giardino a respirare perché avevo la sensazione che la casa fosse troppo piccola e che avessi bisogno di aria e di sentirmi più vicina al cielo. Ho guardato la pianta e quel giorno ho trovato tre rose sbocciate appena, piccole ma con la testa ben tesa verso il cielo e dritte dritte.
Quello stesso giorno nel pomeriggio mi sono recata dal mio fioraio di fiducia per ordinare dei fiori per il funerale di Filippo. Il giorno dopo sono andata a ritirarli ed ho visto accanto ai miei fiori una splendida rosa bianca con un fiocco sempre bianco. Il fioraio mi ha detto che quella mattina era arrivato un signore da lui non conosciuto e comunque non del quartiere che aveva comprato la rosa più bella che ci fosse e l’aveva pregato di darla “a quella signora che verrà a ritirare i fiori” indicando i miei.
Ho provato un senso di serenità infinita e di grande commozione.

L’ho presa e l’ho portata ai piedi dell’altare e ho avvertito Anna.

C’era un regalo per loro.

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