Si faccia in me la tua volontà

Non si cammina da soli, da soli si arranca, ci si agita e si fa quasi sempre una grande confusione.

Io ho avuto la fortuna sfacciata di avere al mio fianco un uomo come Stefano, che ha camminato con me dall’inizio, anzi, da prima dell’inizio, e tra litigate, abbracci, confronti, rosari, lacrime, preghiere e risate, abbiamo costruito quello che ci sta permettendo di sopravvivere alla perdita di un figlio.

Ma non è tutto merito nostro, non tutta la farina viene dal nostro sacco. Ci sono state e ci sono tante persone che abbiamo avuto la fortuna di incontrare sul nostro cammino, che hanno aggiunto mattoni alla nostra costruzione. Alcuni solo dei pezzetti, altri delle decorazioni, qualcuno ha messo le pietre angolari, magari anche senza saperlo.

Quando si riceve qualcosa di bello si ha voglia di condividerlo. Come il commento alle letture della Messa di oggi, fatto da uno dei “donatori di testate d’angolo” in cui siamo incappati, e del quale siamo davvero tanto grati.

Anna

Link alle letture della quarta domenica di Avvento, anno B. (2Sam 7,1-5.8-12.14.16   Sal 88   Rm 16,25-27   Lc 1,26-38)

Commento alle letture della quarta domenica di Avvento, anno B.

Di Don Stefano Cascio

Accendendo questa quarta candela dell’ultima domenica di avvento pensiamo a lei, la Vergine, tua e nostra madre.
Nessuno ti attese con maggiore ansia, con maggiore tenerezza con più amore.
Nessuno ti accolse con più gioia, tu sbocciasti in essa come il chicco di grano germoglia nel solco.
Nelle sue braccia trovasti la culla più bella.
Anche noi vogliamo prepararci così, nella fede, nell’amore, nel lavoro di ogni giorno.
Vieni presto, Signore, vieni a salvarci.
Eccoci alla quarta domenica di avvento, ci stiamo avvicinando a Natale.
Oggi abbiamo sentito un Vangelo che conosciamo bene, il Vangelo dell’annunciazione, nel quale l’angelo Gabriele dice queste parole: “Ti saluto, Maria, il Signore è con te, tu sei benedetta tra le donne. Non temere, Maria, tu hai trovato grazia presso Dio. Ecco, avrai un figlio, lo chiamerai Gesù, sarà il figlio di Dio e il suo regno non avrà fine”.
Questo è stato annunciato a Maria.
Quando l’angelo parla a Maria, le parla di una profezia, che è la stessa profezia che abbiamo sentito fare al re Davide nella prima lettura, tratta dal libro di Samuele.
Infatti l’angelo Gabriele dice: “Non temere Maria, concepirai un figlio e lo chiamerai Gesù, sarà grande e verrà chiamato figlio dell’Altissimo, il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe”.
Questa promessa è quella che Dio aveva fatto al re Davide.
Allora andiamo a vedere la prima lettura per capire bene cosa è stato promesso e cosa sta accadendo, cosa accadrà tra poco, il giorno di Natale:
Davide è contento, è in pace, ha una bella casa, un castello, e nasce dentro di lui anche un sentimento di gratitudine perché tutto questo l’ha potuto fare con l’aiuto del Signore, con Dio che l’ha difeso.
Davide poi, però, guarda dalla sua finestra e vede che l’Arca dell’Alleanza sta sotto una tenda, allora dice: “Possibile che io sono in un palazzo e il mio Dio sta sotto una tenda? Non è possibile, devo costruire una casa anche per il mio Dio!”.
In quel momento Davide aveva vicino il profeta Natan e gli dice: “Senti, profeta, io non posso rimanere tranquillo nel mio castello e vedere Dio lì, sotto una tenda, devo costruire una casa anche a lui”.
E il profeta gli risponde: “Ah, bravo, buona idea, sarebbe bello fare una cosa così”.
Poi arriva la sera, il profeta va a dormire, e come succede con Giuseppe, al quale Dio parla nel sonno, succede anche con il profeta Natan.
Dio gli dice: “Ma come, Davide mi vuole costruire una casa? Ma sono io che costruisco una casa a lui, sono io che costruisco una discendenza a lui, io l’ho preso dal pascolo!” (perché sapete che il re Davide era un pastorello che stava con le pecore e Dio l’ha scelto perché diventasse re).
Dio ricorda tutto questo a Natan e gli dice: “Io non voglio che lui costruisca a me una casa, sono io che devo costruire una casa a lui”.
Che cos’è allora il Natale?
Quello che Dio ha detto a Davide, lo sta dicendo anche a noi. Il Natale è l’incontro tra la nostra carne, noi, la nostra umanità, e Dio.
E da dove parte questo? Parte da Dio, non da noi.

Io non mi posso dare la salvezza, io non mi posso dare la redenzione, tutto parte da Lui.

L’annunciazione è fatta a una Vergine perché la vita di Dio si concepisce verginalmente, non siamo noi a dare qualcosa, è Dio l’origine di tutto.
E questo ci fa riflettere.
Quando abbiamo un progetto di vita, da dove è partita questa nostra esigenza? Certe volte ci blocchiamo su qualcosa, vogliamo fare qualcosa, e può essere anche la cosa più bella, ma da dove parte questo nostro progetto?
Posso avere un’idea della mia vita perfetta, questa deve essere la mia vita, ma poi forse il Signore vuole altro, ha forse un’idea completamente diversa per me.
E io non mi posso bloccare su questo mio progetto perché io ho deciso così e perché è giusto così, può essere un progetto completamente giusto ma forse questo progetto non è quello che Dio ha per me.
La vita nuova non viene creata da noi, ma viene accolta da noi.
La vita di Dio è il dono che io posso accogliere o rifiutare.
L’iniziativa deve venire da Dio perché altrimenti sapete cosa facciamo?
Facciamo come quando la gente viene e mi porta un rosario o un’immagine, una crocetta e mi dice “Me la puoi benedire?”
Ecco noi facciamo così con Dio: il progetto è nostro, facciamo tutto noi, poi arriviamo davanti a Dio e diciamo “Me la puoi benedire ‘sta cosa qua?”
Beh non funziona così e un giorno o l’altro ci renderemo conto che Dio ci chiede altro, perché tanti episodi ci faranno capire che non siamo noi che abbiamo le redini della nostra vita.
Allora, anche quest’anno, lasciamoci sorprenderci dal Natale.
Oggi siamo chiamati, come la Vergine Maria, a dire: “Eccomi, sono il tuo servo, si faccia in me la tua volontà, si faccia in me la tua volontà”.
E’ forse la cosa più difficile, perché da Adamo in poi noi uomini facciamo fatica a dare pienamente fiducia a Dio, ma siamo chiamati a fare questo a dare la nostra fiducia al nostro Signore.
Signore, che la tua volontà sia fatta nella mia vita.
Amen

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2 Pensieri su &Idquo;Si faccia in me la tua volontà

  1. Prima Lettura di oggi (1Sam 1,24-28)

    In quei giorni, Anna portò con sé Samuele, con un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo.
    Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch’io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore».
    E si prostrarono là davanti al Signore.

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